Rimborsopoli, le difese vogliono portare in aula ben 900 testimoni

Rimborsopoli, le difese vogliono portare in aula ben 900 testimoni
Cronaca 06 Febbraio 2015 ore 02:53

TORINO – Ora è davvero partito a Torino il processo ai 24 rinviati a giudizio più l’ex governatore Roberto Cota, che aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato, nell’ambito della Rimborsopoli regionale. E non è partito bene per le difese, visto che lunedì scorso il Tribunale ha innanzitutto respinto una importante eccezione, ovvero quella della presunta “indeterminatezza del capo di imputazione” nei decreti di citazione a giudizio.  I pm avevano seccamente replicato che tutti gli imputati conoscono alla perfezione le contestazioni avanzate, scontrino per scontrino, e i giudici hanno confermato. Ergo si è potuti partire (in caso contrario il processo sarebbe sostanzialmente saltato, o meglio, si sarebbe dovuti ripartire dalle citazioni a giudizio).

Altra “sconfitta” per le difese: ammessa la Regione come parte civile contro gli 11 imputati che non hanno provveduto a restituire quanto contestato con una maggiorazione del 30% per i danni all’immagine dell’ente (i novaresi Cota, Giordano e La Rocca lo hanno invece fatto, pur non ammettendo alcuna responsabilità), e ammesso come parte civile anche il Codacons, contro tutti. Chiuse queste querelle, se ne subito aperta un’altra: in totale le difese hanno chiesto di sentire oltre 900 testimoni. Un lunghissimo elenco contestato dai pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi: «A che titolo dovrebbero essere chiamati – hanno chiosato – e soprattutto per sostenere cosa?». Le difese, in sostanza: «Per saperlo bisogna ascoltarli». Il Tribunale, presidente Silvia Bersano Begey, giudici a latere Alessandra Cecchelli e Desiré Perego, comunicherà la decisione all’inizio della prossima udienza, fissata per il 20 febbraio. Altre udienze sono già state calendarizzate da qui a fine maggio, per un processo-maratona che finora ha visto la presenza costante proprio dell’ex governatore Cota (insieme a pochi altri) che, come noto respinge con forza tutte le accuse. Con lui sono imputati, per quei rimborsi secondo l’accusa indebitamente percepiti, oltre ai già citati Giordano e La Rocca, Luigi Cursio, Roberto De Magistris, Federico Gregorio, Riccardo Molinari, Paolo Tiramani, Michele Dell’Utri, Alberto Goffi, Daniele Cantore, Anna Rosa Costa, Lorenzo Leardi, Augusta Montaruli, Andrea Stara, Michele Giovine, Angelo Burzi, Giovanni Negro, Michele Formagnana, Maurizio Lupi e la figlia (collaboratrice) Sara, Alberto Cortopassi, Angiolino Mastrullo, Massimiliano Motta, Roberto Tentoni e Rosanna Valle.

Paolo Viviani

 

TORINO – Ora è davvero partito a Torino il processo ai 24 rinviati a giudizio più l’ex governatore Roberto Cota, che aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato, nell’ambito della Rimborsopoli regionale. E non è partito bene per le difese, visto che lunedì scorso il Tribunale ha innanzitutto respinto una importante eccezione, ovvero quella della presunta “indeterminatezza del capo di imputazione” nei decreti di citazione a giudizio.  I pm avevano seccamente replicato che tutti gli imputati conoscono alla perfezione le contestazioni avanzate, scontrino per scontrino, e i giudici hanno confermato. Ergo si è potuti partire (in caso contrario il processo sarebbe sostanzialmente saltato, o meglio, si sarebbe dovuti ripartire dalle citazioni a giudizio).

Altra “sconfitta” per le difese: ammessa la Regione come parte civile contro gli 11 imputati che non hanno provveduto a restituire quanto contestato con una maggiorazione del 30% per i danni all’immagine dell’ente (i novaresi Cota, Giordano e La Rocca lo hanno invece fatto, pur non ammettendo alcuna responsabilità), e ammesso come parte civile anche il Codacons, contro tutti. Chiuse queste querelle, se ne subito aperta un’altra: in totale le difese hanno chiesto di sentire oltre 900 testimoni. Un lunghissimo elenco contestato dai pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi: «A che titolo dovrebbero essere chiamati – hanno chiosato – e soprattutto per sostenere cosa?». Le difese, in sostanza: «Per saperlo bisogna ascoltarli». Il Tribunale, presidente Silvia Bersano Begey, giudici a latere Alessandra Cecchelli e Desiré Perego, comunicherà la decisione all’inizio della prossima udienza, fissata per il 20 febbraio. Altre udienze sono già state calendarizzate da qui a fine maggio, per un processo-maratona che finora ha visto la presenza costante proprio dell’ex governatore Cota (insieme a pochi altri) che, come noto respinge con forza tutte le accuse. Con lui sono imputati, per quei rimborsi secondo l’accusa indebitamente percepiti, oltre ai già citati Giordano e La Rocca, Luigi Cursio, Roberto De Magistris, Federico Gregorio, Riccardo Molinari, Paolo Tiramani, Michele Dell’Utri, Alberto Goffi, Daniele Cantore, Anna Rosa Costa, Lorenzo Leardi, Augusta Montaruli, Andrea Stara, Michele Giovine, Angelo Burzi, Giovanni Negro, Michele Formagnana, Maurizio Lupi e la figlia (collaboratrice) Sara, Alberto Cortopassi, Angiolino Mastrullo, Massimiliano Motta, Roberto Tentoni e Rosanna Valle.

Paolo Viviani

 

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