Riorganizzazione sanità, l’Ossola non molla

Riorganizzazione sanità, l’Ossola non molla
13 Aprile 2015 ore 13:17

VILLADOSSOLA – Prima il “benvenuto” a Chiamparino a suon di fischi e contestazioni, poi il commiato dai toni un po’ più sereni. E fiduciosi. Quando infatti il Governatore del Piemonte ha sgombrato il campo da fraintendimenti, ribadendo che il focus dell’incontro era quello della medicina territoriale, non il Dea, si è immediatamente scatenata la protesta e da una parte della platea delle oltre 200 persone intervenute venerdì pomeriggio al teatro La Fabbrica di Villadossola. Si sono sollevate critiche sfociate in accesi scontri verbali e terminate con l’abbondono dell’aula da parte di alcuni sindaci. Al termine del vertice i toni sono stati però più cordiali. Si aspetta ora di conoscere i nomi dei sindaci della zona che rientreranno a far parte del gruppo di lavoro per organizzare il progetto sperimentale per la nuova medicina territoriale del Vco, un’iniziativa unica a livello nazionale. L’Ossola però non molla e non intende abbassare la guardia, al grido: “Il Dea deve restare al San Biagio”. Su questo presupposto si basa infatti il progetto di qualificazione e riorganizzazione dell’attività di medicina territoriale in Val d’Ossola approvato giovedì sera in Municipio a Domodossola dai sindaci ossolani; un articolato documento che termina con queste conclusioni: “Riorganizzare la medicina territoriale in Ossola, significa programmare ex novo un servizio territoriale di estrema importanza che garantisca, anche alle popolazioni delle vallate, adeguati servizi prossimali nelle UCCP, AFT, RSA, Ospedale di comunità, permettendo anche interventi di Emergenza per garantire ad ogni paziente di giungere all’Ospedale di Domodossola sede del Dea di primo livello, in sicurezza e nel più breve tempo possibile”. Le richieste che vengono sinteticamente e concretamente formulate sono: elisoccorso con base a Gravellona Toce (dotata di elicottero adatto anche per interventi in montagna); quarta ambulanza medicalizzata di supporto con base a Gravellona Toce; integrazione Servizi Emergenza e Urgenza, Medicina Territoriale, Rsa e Dea di 1° livello presso l’ospedale di Domodossola; istituzione Uccp h. 24 (n. 2 annesse alle Rsa di Domodossola e Rsa di Premosello-Chiovenda); istituzione Aft h. 12 (n. 3 con sedi a Crevoladossola, Santa Maria Maggiore e Villadossola); istituzione di distaccamenti Aft (n. 6 con sedi presso le Rsa di Baceno, Varzo, Montescheno, Vanzone, Vogogna e Ornavasso); istituzione di tavolo di Governance di Sanità Territoriale; -attivazione e implementazione n. 40 pp. ll. Continuità Assistenziale a valenza sanitaria con integrazione specialistica con la Divisione di Medicina Generale Ospedaliera; potenziamento e specializzazione delle Rsa con ampliamento delle funzioni in favore del territorio; revisione distribuzione (o implementazione) pp. ll. Nuclei Alzheimer Temporanei; realizzazione ospedali di Comunità c/o le Rsa; garantire prestazioni medico-geriatriche nell’Alzheimer Cafe e nelle Rsa; condividere e coprogettare l’istituzione  di Centri Diurni per anziani e Centri Diurni Alzheimer; istituzione, previa formazione di Case Manager multiprofessionali, multiservizio, multiente che seguono il percorso del paziente dall’Ospedale alla Continuità Assistenziale a valenza sanitaria, fino al rientro a domicilio. “Al termine di questa riorganizzazione territoriale che dovrà rapportarsi necessariamente con quella della rete Ospedaliera, disporremo – si legge ancora nel documento – di un Sistema che ricomprende l’Ospedale San Biagio e i vari Presidi sanitari dislocati sul territorio, integrati tra loro. Vanno garantiti a tutto il territorio Ossolano, dalla Val Formazza  ad Ornavasso, servizi di emergenza-urgenza, raccordi con servizi di degenza (di area medica, di cure intermedie e di integrazione); aree distinte ma omogenee che comporteranno non solo un ospedale a Domodossola con il Dea di primo livello, ma anche di avere una Rete Sanitaria Integrata Ossolana (ospedaliera e distrettuale) che sarà in grado di rispondere a tutte le esigenze del territorio ossolano e non solo, in grado anche di interagire con le altre realtà territoriali del Cusio e del Verbano, determinando un sistema snello di medicina territoriale a livello Provinciale.

Quanto sopra è in sintonia ed è coerente con le finalità del Progetto “Aree Interne” già deliberato dalla Regione Piemonte a favore dei Comuni Ossolani”. Le prossime settimane e i prossimi mesi si annunciano dunque decisivi. L’onorevole ossolano Enrico Borghi, dalla sua pagina di Facebook invita però a riflettere…sulla sostanze delle cose.: «La sostanza è che il Vco diventa area sperimentale a livello nazionale per la medicina territoriale. La sostanza è che il presidente della Regione Piemonte ha riconosciuto la peculiarità dell’area montana del Vco, e si è reso disponibile a recepire una proposta che emerga dal territorio. La sostanza è che sul tavolo ci sono proposte di merito costruite dai sindaci in maniera seria e sulla scorta del realismo».

Marco De Ambrosis

VILLADOSSOLA – Prima il “benvenuto” a Chiamparino a suon di fischi e contestazioni, poi il commiato dai toni un po’ più sereni. E fiduciosi. Quando infatti il Governatore del Piemonte ha sgombrato il campo da fraintendimenti, ribadendo che il focus dell’incontro era quello della medicina territoriale, non il Dea, si è immediatamente scatenata la protesta e da una parte della platea delle oltre 200 persone intervenute venerdì pomeriggio al teatro La Fabbrica di Villadossola. Si sono sollevate critiche sfociate in accesi scontri verbali e terminate con l’abbondono dell’aula da parte di alcuni sindaci. Al termine del vertice i toni sono stati però più cordiali. Si aspetta ora di conoscere i nomi dei sindaci della zona che rientreranno a far parte del gruppo di lavoro per organizzare il progetto sperimentale per la nuova medicina territoriale del Vco, un’iniziativa unica a livello nazionale. L’Ossola però non molla e non intende abbassare la guardia, al grido: “Il Dea deve restare al San Biagio”. Su questo presupposto si basa infatti il progetto di qualificazione e riorganizzazione dell’attività di medicina territoriale in Val d’Ossola approvato giovedì sera in Municipio a Domodossola dai sindaci ossolani; un articolato documento che termina con queste conclusioni: “Riorganizzare la medicina territoriale in Ossola, significa programmare ex novo un servizio territoriale di estrema importanza che garantisca, anche alle popolazioni delle vallate, adeguati servizi prossimali nelle UCCP, AFT, RSA, Ospedale di comunità, permettendo anche interventi di Emergenza per garantire ad ogni paziente di giungere all’Ospedale di Domodossola sede del Dea di primo livello, in sicurezza e nel più breve tempo possibile”. Le richieste che vengono sinteticamente e concretamente formulate sono: elisoccorso con base a Gravellona Toce (dotata di elicottero adatto anche per interventi in montagna); quarta ambulanza medicalizzata di supporto con base a Gravellona Toce; integrazione Servizi Emergenza e Urgenza, Medicina Territoriale, Rsa e Dea di 1° livello presso l’ospedale di Domodossola; istituzione Uccp h. 24 (n. 2 annesse alle Rsa di Domodossola e Rsa di Premosello-Chiovenda); istituzione Aft h. 12 (n. 3 con sedi a Crevoladossola, Santa Maria Maggiore e Villadossola); istituzione di distaccamenti Aft (n. 6 con sedi presso le Rsa di Baceno, Varzo, Montescheno, Vanzone, Vogogna e Ornavasso); istituzione di tavolo di Governance di Sanità Territoriale; -attivazione e implementazione n. 40 pp. ll. Continuità Assistenziale a valenza sanitaria con integrazione specialistica con la Divisione di Medicina Generale Ospedaliera; potenziamento e specializzazione delle Rsa con ampliamento delle funzioni in favore del territorio; revisione distribuzione (o implementazione) pp. ll. Nuclei Alzheimer Temporanei; realizzazione ospedali di Comunità c/o le Rsa; garantire prestazioni medico-geriatriche nell’Alzheimer Cafe e nelle Rsa; condividere e coprogettare l’istituzione  di Centri Diurni per anziani e Centri Diurni Alzheimer; istituzione, previa formazione di Case Manager multiprofessionali, multiservizio, multiente che seguono il percorso del paziente dall’Ospedale alla Continuità Assistenziale a valenza sanitaria, fino al rientro a domicilio. “Al termine di questa riorganizzazione territoriale che dovrà rapportarsi necessariamente con quella della rete Ospedaliera, disporremo – si legge ancora nel documento – di un Sistema che ricomprende l’Ospedale San Biagio e i vari Presidi sanitari dislocati sul territorio, integrati tra loro. Vanno garantiti a tutto il territorio Ossolano, dalla Val Formazza  ad Ornavasso, servizi di emergenza-urgenza, raccordi con servizi di degenza (di area medica, di cure intermedie e di integrazione); aree distinte ma omogenee che comporteranno non solo un ospedale a Domodossola con il Dea di primo livello, ma anche di avere una Rete Sanitaria Integrata Ossolana (ospedaliera e distrettuale) che sarà in grado di rispondere a tutte le esigenze del territorio ossolano e non solo, in grado anche di interagire con le altre realtà territoriali del Cusio e del Verbano, determinando un sistema snello di medicina territoriale a livello Provinciale.

Quanto sopra è in sintonia ed è coerente con le finalità del Progetto “Aree Interne” già deliberato dalla Regione Piemonte a favore dei Comuni Ossolani”. Le prossime settimane e i prossimi mesi si annunciano dunque decisivi. L’onorevole ossolano Enrico Borghi, dalla sua pagina di Facebook invita però a riflettere…sulla sostanze delle cose.: «La sostanza è che il Vco diventa area sperimentale a livello nazionale per la medicina territoriale. La sostanza è che il presidente della Regione Piemonte ha riconosciuto la peculiarità dell’area montana del Vco, e si è reso disponibile a recepire una proposta che emerga dal territorio. La sostanza è che sul tavolo ci sono proposte di merito costruite dai sindaci in maniera seria e sulla scorta del realismo».

Marco De Ambrosis

 

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