Cronaca

“Rissa in sala parto: parroco rivendica paternità”, ma è una bufala

Apparentemente sembra proprio vera: nel testo si trovano riferimenti precisi, come il nome di battesimo del sacerdote e le iniziali del neo papà

“Rissa in sala parto: parroco rivendica paternità”, ma è una bufala
Cronaca Novara, 09 Febbraio 2017 ore 18:05

Apparentemente sembra proprio vera: nel testo si trovano riferimenti precisi, come il nome di battesimo del sacerdote e le iniziali del neo papà

“Novara, parroco rivendica paternità: rissa in sala parto”. Una notizia da prima pagina, peccato che però sia una bufala. Gira sul web da una decina di giorni e con cadenza quasi quotidiana viene condivisa sui social network, per la gioia del portale che l'ha pubblicata, che sicuramente avrà già collezionato un buon numero di visite. Apparentemente sembra proprio vera, perché nel testo si trovano riferimenti precisi: come il nome di battesimo del sacerdote e le iniziali del neo papà e viene espressamente citato l'ospedale Maggiore. Ma com'è possibile che lo sappia un portale on line e che nessun giornale locale ne abbia parlato? A sgomberare definitivamente il campo sul fatto che si tratta di una bufala, anche l'ufficio stampa della Diocesi, che smentisce categoricamente la notizia che il vescovo abbia sospeso il “parroco infedele”.

Proprio ieri la presidente della Camera Laura Boldrini ha lanciato la campagna #bastabufale, a cui hanno già aderito personaggi dello spettacolo e direttori di giornali. "Le bufale - si legge nel suo appello su bastabufale.it - creano confusione, seminano paure e odio e inquinano irrimediabilmente il dibattito. Le bufale non sono innocue goliardate. Le bufale possono provocare danni reali alle persone, come si è visto anche nel caso dei vaccini pediatrici, delle terapie mediche improvvisate o delle truffe online. Ho deciso di lanciare questo appello perché ritengo che il web sia un importante strumento di conoscenza e democrazia. Ma spesso anche luogo di operazioni spregiudicate, facilitate dalla tendenza delle persone a prediligere informazioni che confermino le proprie idee”, sottolinea Boldrini a BuzzFeed, il principale sito al mondo che raccoglie informazione in Rete.