Giustizia

Rogo di rifiuti a Milano: pena ridotta per l’imprenditore di Cureggio

E' ancora in corso l'inchiesta per individuare i responsabili materiali dell'incendio

Rogo di rifiuti a Milano: pena ridotta per l’imprenditore di Cureggio
Borgomanero, 14 Ottobre 2020 ore 07:00

Rogo di rifiuti di via Chiasserini: per l’episodio l’imprenditore Aldo Bosina ha ottenuto in Appello uno sconto di pena.

Rogo di rifiuti: sconto di pena per Aldo Bosina

Incendio di rifiuti in via Chiasserini, pena ridotta in Appello per Aldo Bosina: da 6 anni e mezzo a 5 anni e un mese. Dalla quinta sezione penale d’Appello di Milano è arrivato, dunque, uno sconto di pena – ma la condanna è stata confermata – per l’imprenditore di Cureggio Aldo Bosina, imputato nel processo sul traffico illecito di rifiuti stoccati nel deposito lombardo andato a fuoco il 14 ottobre 2018, con un vasto incendio durato per giorni e con odore acre che arrivò fino in pieno centro, in piazza Duomo.

I fatti

A bruciare erano stati 16mila metri cubi di rifiuti urbani misti, compresi plastica e legno. Per il pericolo diossina, Comune di Milano e Arpa avevano raccomandato ai cittadini residenti nella zona dell’incendio di tenere chiuse le finestre e di evitare di consumare frutta e verdura prodotte in loco. La notizia aveva fatto il giro di tutti i tg nazionali. Bosina, amministratore di fatto della Ipb Italia, società che gestiva e affittava il capannone, era accusato insieme ad altre tre persone, a vario titolo, di traffico illecito di rifiuti, gestione non autorizzata di discarica e di altri reati. In Appello i giudici presieduti da Giovanna Ichino, accogliendo il ricorso dell’avvocato Marco Dal Toso, hanno escluso il concorso di colpa ipotizzato dai legali della difesa in capo alle parti civili, Comune e Città metropolitana di Milano. Secondo i legali all’epoca dei fatti – in particolare pochi giorni prima di quel 14 ottobre di due anni or sono – funzionari e agenti della polizia locale non avevano sequestrato l’area dopo aver effettuato un sopralluogo nella stessa.

La decisione della Corte d’Appello

La quinta penale di Milano, oltre a quella di Bosina, ha ridotto la pena anche per Patrizia Geronimi, amministratrice della Ipb Italia: da 2 anni a 1 anno e 4 mesi (pena sospesa), con le attenuanti generiche. Confermati i 4 anni e 6 mesi a Pietro Ventrone, amministratore di una società intermediaria di rifiuti, e i 3 anni e 10 mesi all’imprenditore, Giovanni Girotto. In primo grado gli imputati sono stati condannati a versare provvisionali immediatamente esecutive per oltre 1,5 milioni alla Città Metropolitana, di oltre 400mila euro al Comune e di oltre 200mila euro a favore di Ipb srl, società proprietaria del capannone. Risarcimenti confermati. È ancora in corso l’inchiesta per individuare gli autori materiali del rogo.

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