Cronaca

Scippo ‘mortale’ di Pasquetta: lunedì 21 dicembre attesa la sentenza

Scippo ‘mortale’ di Pasquetta: lunedì 21 dicembre attesa la sentenza
Cronaca 17 Dicembre 2015 ore 08:33

NOVARA - E’ stata la volta delle difese, mercoledì 16 dicembre, a Palazzo Fossati, per il processo con rito abbreviato a carico di Nicholas Tomasotti, il 23enne di Trecate accusato dello scippo di Pasquetta in via De Calboli a Novara, episodio che, dopo circa due settimane, era lo scorso 23 aprile, aveva portato al decesso della vittima, l’ottantenne Angela Miglio. Nella scorsa udienza, il pm Nicola Serianni aveva chiesto sei anni di reclusione. Ieri, in aula, assistito dal suo legale, l’avvocato Massimo Zanari, era presente anche il giovane, che si trova sottoposto agli arresti domiciliari a Trecate.

In abbreviato anche un altro imputato, Roberto Ciccone, di 41 anni, coinvolto nell’episodio per la ricettazione di un telefono cellulare presente nella borsa della donna (è difeso dall’avvocato Alessandro Brustia; per lui, all’udienza di fine novembre, erano stati chiesti 8 mesi). L’avvocato Zanari, nella sua arringa, ha contestato l’accusa di omicidio preterintenzionale, chiedendo di riqualificare la rapina in furto con strappo e di annullare l’accusa di omicidio preterintenzionale: semmai più una morte come conseguenza di altro reato. L’avvocato Brustia ha chiesto, invece, per il suo assistito l’assoluzione. L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 21 dicembre, per la sentenza.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 17 dicembre


NOVARA - E’ stata la volta delle difese, mercoledì 16 dicembre, a Palazzo Fossati, per il processo con rito abbreviato a carico di Nicholas Tomasotti, il 23enne di Trecate accusato dello scippo di Pasquetta in via De Calboli a Novara, episodio che, dopo circa due settimane, era lo scorso 23 aprile, aveva portato al decesso della vittima, l’ottantenne Angela Miglio. Nella scorsa udienza, il pm Nicola Serianni aveva chiesto sei anni di reclusione. Ieri, in aula, assistito dal suo legale, l’avvocato Massimo Zanari, era presente anche il giovane, che si trova sottoposto agli arresti domiciliari a Trecate.

In abbreviato anche un altro imputato, Roberto Ciccone, di 41 anni, coinvolto nell’episodio per la ricettazione di un telefono cellulare presente nella borsa della donna (è difeso dall’avvocato Alessandro Brustia; per lui, all’udienza di fine novembre, erano stati chiesti 8 mesi). L’avvocato Zanari, nella sua arringa, ha contestato l’accusa di omicidio preterintenzionale, chiedendo di riqualificare la rapina in furto con strappo e di annullare l’accusa di omicidio preterintenzionale: semmai più una morte come conseguenza di altro reato. L’avvocato Brustia ha chiesto, invece, per il suo assistito l’assoluzione. L’udienza è stata, quindi, aggiornata al 21 dicembre, per la sentenza.

mo.c.

 

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