Il caso

Scomparsa da Gambolò: è proprio di Luciana il corpo trovato nel Terdoppio

A dichiararlo l’esito delle analisi del Dna effettuate dall’istituto di medicina legale di Pavia.

Scomparsa da Gambolò: è proprio di Luciana il corpo trovato nel Terdoppio
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Caso Fantato: il corpo trovato a giugno nel Terdoppio è di Luciana. Arrivati gli esiti delle analisi del Dna.

Svolta nel caso Fantato

Ormai non vi sono più dubbi. Il corpo ritrovato sulle rive del Terdoppio è di Luciana Fantato. A decretarlo gli esiti delle analisi del Dna effettuate dall’istituto di medicina legale di Pavia sui resti ritrovati a giugno.

Il caso di Luciana Fantato, era stato riaperto anche dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”. Ad essere rinvenuta era stata solo la parte superiore di un corpo in avanzato stato di decomposizione. A notarlo erano stati tre agricoltori, in cerca di un po’ di refrigerio sulle rive del fiume, che poi lo avevano segnalato ai carabinieri.

Scomparsa da Gambolò

Il 10 novembre 2017, si era presentato presso gli uffici della Stazione carabinieri di Gambolò il sig. Marcantognini Pierino, per denunciare la scomparsa della moglie, Fantato Luciana, 59 anni da Gambolò, residente con lui, insieme ai loro figli Pier Giorgio e Marta e al figlio di quest’ultima, Jean Claude.

Tale scomparsa, da quanto riferito dal coniuge ai militari, era avvenuta sin dalle prime ore dello stesso 10 novembre, quando la figlia Marta si accorse che la madre non era in casa, e ritrovando in cucina un biglietto manoscritto dalla stessa donna, con la quale lasciava delle disposizioni circa il funzionamento della lavatrice. Anche in camera da letto, occupata dalla madre, dal figlio Pier Giorgio e dalla stessa Marta, venne rinvenuto un secondo biglietto dove sostanzialmente venivano spiegati i motivi dell’allontanamento, in parte addebitati al marito, in particolare per il suo disturbo da accumulo a causa del quale l’intera abitazione e il cortile della stessa era invaso da giornali e altri oggetti recuperati. Tale situazione “imposta” da Pierino aveva precluso una vita sociale normale all’intera famiglia che non poteva invitare amici a casa e vivere normalmente, creando spesso liti tra gli stessi componenti del nucleo.

Subito si era mossa la macchina delle ricerche, avviata dai carabinieri, che avevano iniziato le ricerche lungo il tratto del torrente Terdoppio che da Gambolò arriva sino a Tromello, dove sono installate delle chiuse, e ad Alagna senza però trovare nulla che potesse far presupporre ad un gesto estremo.

Le ricerche sono proseguite fino al tragico epilogo: LEGGI QUI.

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