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L’ufficialità

Scuole Piemonte: didattica a distanza dalla seconda media in provincia di Novara

La conferma arriva dal sindaco di Novara Canelli. Scuole materne, primarie e ragazzi della prima media rimaranno in presenza.

Scuole Piemonte: didattica a distanza dalla seconda media in provincia di Novara
Cronaca Novara, 03 Marzo 2021 ore 18:24

Il sindaco di Novara Alessandro Canelli ha appena dato l’ufficialità della notizia dopo le indiscrezioni di giornata: nella provincia di Novara si torna alla didattica a distanza dalla seconda media in su. Salve dunque primarie e asili.

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Ancor prima dell’ufficialità da parte della regione Piemonte, il sindaco di Novara Alessandro Carnelli ha annunciato che da lunedì 8 marzo le scuole della provincia di Novara, dalla seconda media in sù, torneranno in didattica a distanza.

I contagi nel novarese sono di molto inferiori rispetto ad altre province piemontesi (LEGGI QUI) dove invece tutte le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse per 15 giorni sempre a partire da lunedì, come ad esempio nel Vco.

La situazione in provincia di Verbania

Sono ben 7 i comuni del Vco ad essere già in zona rossa da qualche giorno: si tratta praticamente dell’intera Val Vigezzo dove i sindaci chiedono a gran voce i vaccini anticipati LEGGI QUI.

Il comunicato della Regione Piemonte

“A partire da lunedì 8 marzo in Piemonte l’attività didattica di seconde e terze medie e delle scuole superiori si svolgerà in dad al 100%, per 15 giorni.
Venerdì 5 marzo, alla luce dei dati degli oltre 30 distretti sanitari del Piemonte, si procederà con misure più restrittive estendendo la didattica a distanza anche per gli ordini e gradi scolastici inferiori nelle aree dove l’incidenza dei contagi supera la soglia di allerta (250 casi ogni 100 mila abitanti) o sono presenti gli altri parametri in attuazione del nuovo DPCM (presenza certificata di casi da variante con azioni restrittive già attuate e incremento improvviso di contagi nell’ultima settimana).”

Lo comunica il presidente della Regione Piemonte *Alberto Cirio* che, insieme all’assessore all’Istruzione *Elena Chiorino*, in queste ore ha incontrato gli epidemiologi dell’Unità di crisi e i rappresentanti degli enti locali e del mondo scolastico.

“Il nuovo DPCM indica le situazioni in cui anche in zona gialla o arancione, come nel caso del Piemonte, è necessario intervenire sulle scuole per contenere il rischio di rapida diffusione del contagio *- spiegano il presidente Cirio e l’assessore Chiorino -*. Oltre alla soglia di 250 casi ogni 100 mila abitanti definita dal Governo, gli epidemiologi della nostra Unità di crisi ci segnalano una allerta dove la media dell’ultima settimana è almeno doppia rispetto alle tre settimane precedenti. Il contagio in questa terza fase pandemica ha colpito maggiormente la parte occidentale del Piemonte, mentre dati migliori si registrano nella parte orientale. Pertanto sono osservate speciali le aree del Torinese, Cuneese, Vercellese e Vco. Si aggiunge poi il tema della variante inglese presente in modo diffuso in tutto il Piemonte nella metà dei casi e che ha una elevatissima velocità di diffusione e che colpisce di più anche le fasce giovani della popolazione. Per questa ragione è necessario intervenire in modo rapido. Pur nella necessità di tutelare la salute, cercheremo di salvaguardare il più possibile la didattica in presenza nella fascia dagli 0 ai 6 anni, per gli studenti disabili e i laboratori. Sappiamo quanto sia difficile per le famiglie e lo sforzo che devono affrontare tutti i genitori.

Abbiamo ricevuto garanzie dal Governo sull’attivazione immediata dei congedi parentali e dei bonus baby sitter”.

 

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