Operazione dei carabinieri di Legnano

Sequestrati 15 chili di cocaina sull’asse Novara-Legnano: 15 arresti

Tra i coinvolti due residenti a Bellinzago.

07 Maggio 2020 ore 14:25

Ingente traffico di droga nell’asse Novara – Turbigo – Legnano: 15 arresti ed atre tre persone indagate. Sequestrati quindici chilogrammi di cocaina

Il traffico di cocaina

E’ di 15 arresti ed altre 3 persone indagate, di cui 10 italiani e 8 stranieri, 15 chilogrammi di cocaina e 330 mila Euro in contanti sequestrati, il bilancio dell’operazione “Boxes” che la Compagnia Carabinieri di Legnano, a chiusura di una complessa attività investigativa iniziata nel settembre 2018, ha in corso dalle prime ore di questa mattina. I provvedimenti cautelari emessi dal G.I.P. di Busto Arsizio, Nicoletta Guerrero, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Martina Melita, si riferiscono ad un traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti, per oltre 50 chilogrammi, che più gruppi criminali operanti nell’asse Novara – Turbigo – Legnano, immettevano nel mercato dello spaccio del nord milanese e nelle province di di Varese, Mantova e Reggio Emilia.

 

I componenti della banda

A finire in manette R.M., 30enne, detto “Gigante”per la sua corporatura imponente, mentre è irreperibile sua madre F.L. 55enne, dettaPilotina”, essendo sempre lei alla guida dell’auto con cui trasportavano lo stupefacente, entrambi cittadini albanesi, residenti a Bellinzago Novarese , individuati dai Carabinieri come il primo canale di approvvigionamento della cocaina. J.A. italiano 38enne, detto il “Mulo” per essersi fatto realizzare da un suo conoscente un poster che riprendeva la locandina del film “The Mule” di Clint Eastwood alla quale aveva fatto sostituire l’immagine dell’attore con una propria, suo padre E.A.59enne, detto “Netturbino”, responsabile dello smaltimento dei residui di lavorazione della droga, e sua madre M.P. 58enne, detta “Vedetta”, poiché quando avvenivano le consegne di stupefacenti in favore di suo figlio, si posizionava sul ballatoio di casa sita al primo piano, ed osservava la zona per scorgere eventuali pericoli. Quest’ultima è destinataria di un provvedimento di obbligo di dimora. I tre sono tutti conviventi in una corte in Via Don Bossi a Turbigo, che costituiva il secondo punto di snodo della sostanza stupefacente. A finire in manette anche un gruppo criminale di 5 persone residenti a Legnano, punto di arrivo di grandi quantità di stupefacenti e distributori “all’ingrosso”, verso intermediari ovvero spacciatori nelle varie province sopra citate: C.O. 33enne Legnanese, detto “Kojak” per via della testa pelata sua moglie L.N. 29enne albanese, detta La Commessa”, perché addetta al negozio di abbigliamento che la famiglia del marito gestisce in pieno centro di Legnano e suo padre G.O. 57enne di Sassari, detto “d’Artagnan” per la forma guascona del pizzetto, tutti residenti a Legnano in Via Barbara Melzi, R.S. 68enne Legnanese, detto “il Padrino”, per esserlo stato al battesimo del figlio di Kojak e de La Commessa, residente in Via Cuzzi e M.S. 47enne Legnanese, il “Mongolese” residente in Via Monte Nevoso. A loro si aggiungono i clienti di questo gruppo criminale: O.P. 46enne di Gorla Maggiore, detto “Professore” per l’atteggiamento saccente, già arrestato ad ottobre del 2018 e trovato in possesso di 1 kg di cocaina e 60’000 €uro in contanti; A.G. 28enne di nazionalità albanese, residente a Legnano; E.S. 39enne di nazionalità marocchina, residente a Poggio Rusco. M.C.34enne di nazionalità marocchina, residente a Serravalle Scrivia dove ha recentemente acquistato casa, già arrestato in flagranza nel gennaio del 2019, quando venne trovato in possesso di 100 grammi di cocaina e circa 6.500 euro in contanti; S.C. 34enne di Busto Garolfo; Y.E. 39enne di nazionalità marocchina, residente a Busto Arsizio, R.T. 31enne Legnanese, detto “Pizzetta”, poiché lavora come pizzaiolo nel ristorante di famiglia in centro a Legnano, salvo poi arrotondare, arrestato nel gennaio del 2019 poiché trovato in possesso di circa 400 grammi di stupefacente e della somma di 4.000 euro.

 

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