Il caso

Sequestri e chiusure a Castelletto, il sindaco: “Ora parlo io”

Il primo cittadino ha voluto tutelare l'immagine della sua Amministrazione

Sequestri e chiusure a Castelletto, il sindaco: “Ora parlo io”
Arona, 17 Luglio 2020 ore 20:46

Sequestri e chiusure a Castelletto, il primo cittadino ha convocato una conferenza stampa fiume per chiarire alcuni punti e rassicurare i castellettesi.

Sequestri e chiusure: “Facciamo chiarezza”

“Desidero tutelare l’immagine di quest’Amministrazione e dei suoi uffici. Non accettiamo accuse gratuite ed è giusto informare in modo corretto i cittadini su quanto sta accadendo”. E’ con queste parole che il sindaco Massimo Stilo ha dato il via alla conferenza stampa convocata questa sera in municipio sul tema delle indagini, dei sequestri e delle chiusure di numerose strutture del paese. Un argomento che sta tenendo banco in tutta Castelletto e sul quale ora per il primo cittadino è giusto fare chiarezza, anche per smentire o ridimensionare alcune indiscrezioni di stampa diffuse nei giorni scorsi. “E’ stato detto e scritto di tutto – ha affermato il primo cittadino – suggerendo che in passato la questione del palazzetto sia stata trattata con leggerezza. Che le indagini al PalaEolo, gli accertamenti alle scuole e le chiusure previste per la messa in sicurezza dei cavalcavia delle vie Beati e Fermi siano in realtà inserite in un unico filone di indagine, quando invece sembrano tante cose diverse messe in un unico pentolone. Giovedì 16 abbiamo appreso dai giornali della richiesta di accertamenti nei confronti dell’alloggio del maresciallo dei carabinieri, ancora prima che i carabinieri forestali di Oleggio e i militari di Borgo Ticino ci consegnassero la richiesta di alcuni documenti. Il giorno seguente all’uscita delle indiscrezioni sulla stampa infatti, ci sono state recapitate le richieste di documenti, tra i quali quello relativo al collaudo statico della caserma di via Diaz. Lo diciamo chiaramente: questa Amministrazione e i suoi uffici hanno sempre lavorato nell’interesse dei cittadini e con grande attenzione, mettendo al primo posto la sicurezza. C’è un’indagine in corso, è vero, ma non è necessario che i cittadini respirino questo clima di negatività e terrore. Lavorare con queste continue richieste di accertamenti e di verifiche è difficile, ma stiamo facendo di tutto per andare incontro alle esigenze dei nostri concittadini”.

La situazione dei cavalcavia di via Beati e via Fermi

Nel suo colloquio con i giornalisti il primo cittadino ha colto l’occasione per parlare punto per punto di tutte le questioni aperte. “Partiamo dalla chiusura dei cavalcavia – ha detto Stilo – tutta la questione è nata da una mia segnalazione a Rfi. Durante un’esercitazione con la Croce rossa a settembre ho lanciato l’allarme per lo stato di alcuni pali in quella zona e ho avvisato Rfi. Ci hanno risposto il 5 dicembre, sottolineando che dalle verifiche effettuate era emersa una criticità strutturale in quei cavalcavia, che sono di loro proprietà, e hanno chiesto di emettere un provvedimento di chiusura al traffico. Ho evitato una possibile catastrofe e sono stato io ad attivarmi per avvisare Rfi, non viceversa. Trattando con Rfi ho ottenuto che nonostante il ritardo nei lavori abbia portato gli operai a non poter riaprire i due ponti entro il 21 giugno come promesso, il passaggio di via Fermi sarà riaperto entro i primi 10 giorni di agosto”.
Alcune puntualizzazioni hanno riguardato poi il tema delle scuole, chiuse con sei diverse ordinanze qualche settimana fa. “Lo ribadiamo – ha detto il primo cittadino – si tratta di un problema documentale e non strutturale. I carabinieri di Borgo Ticino e i forestali di Oleggio ci hanno convocati in caserma per chiederci di fornire al più presto i certificati di agibilità, anti-incendio e di collaudo statico di tutti gli edifici scolastici. Trattandosi di costruzioni realizzate per lo più a metà degli anni ‘60 non è stato semplice recuperare la documentazione richiesta, ma ci siamo attivati subito per reperirla. Nel frattempo abbiamo chiuso le scuole con un’ordinanza per evitare il rischio che ci venissero sequestrate. Troveremo i documenti richiesti, o li produrremo se non li abbiamo a disposizione, ma riapriremo le scuole entro fine agosto per l’inizio del nuovo anno scolastico: lo assicuriamo”.

Il caso del PalaEolo

E inevitabilmente il sindaco ha parlato anche del sequestro del PalaEolo. “Il palazzetto è stato chiuso con un’ordinanza l’8 novembre scorso – ha detto Stilo – i carabinieri di Borgo Ticino e i forestali di Oleggio si sono presentati sul posto e ci hanno richiesto dei documenti che non avevamo. Così abbiamo proceduto alla chiusura precauzionale dell’edificio, e nel frattempo abbiamo proseguito con le verifiche strutturali. Il monitoraggio era in corso dal 2015 ma a dicembre abbiamo dato incarico a una ditta specializzata. Il 7 luglio è arrivato il sequestro probatorio dell’edificio, a una settimana di distanza dal giorno in cui avevamo deciso di proseguire con le verifiche, anche finanziando l’intervento con l’avanzo di amministrazione, perché mancavano alcune carte”.

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