Cronaca

Servizio sospeso per il trasporto dei dializzati?

Servizio sospeso per il trasporto dei dializzati?
Cronaca 13 Marzo 2016 ore 08:19

NOVARA - Sottoposta a dialisi da diversi anni e sempre giunta al centro dell’ospedale con il servizio trasporto dializzati fornito con pulmini da alcune associazioni onlus di Novara, da una decina di giorni si trova ‘appiedata’, priva del servizio e costretta a chiedere alla figlia, che lavora, se può portarla lei in ospedale, per fruire di una terapia fondamentale per la donna. E’ quanto succede a una settantenne di Novara, nostra lettrice, e a molti altri dializzati novaresi (sembrerebbe poco più di una ventina), che, per giungere al nosocomio, fruiscono di un servizio garantito da alcune associazioni onlus della città. Un servizio che, però, in queste ultime settimane, è stato sospeso. L’associazione cui fa riferimento la nostra lettrice ha fermato il suo servizio già ai primi di marzo, un’altra sembra che sospenderà, invece, intorno al 19 del mese. Motivo della sospensione, a quel che risulterebbe (ma la situazione è particolarmente articolata), i rimborsi destinati a queste associazioni per fornire il trasporto.

Fatto sta che la signora si trova ora in forte difficoltà e da dieci giorni deve chiedere aiuto alla figlia, che con bimbi piccoli e il lavoro, sta facendo i salti mortali per la madre. «Non riesco a capire cosa stia succedendo – ci racconta –L’associazione non si occupa più del trasporto e tutti, in qualche modo, stiamo cercando una soluzione, ma ci sono difficoltà enormi». L’Asl, da parte sua, dice di essere a conoscenza del problema, «che è in via di risoluzione. Entro la settimana incontreremo le associazioni e daremo una risposta».

Monica Curino

 

Per saperne di più leggi il servizio sul Corriere di Novara in edicola sabato 12 marzo


NOVARA - Sottoposta a dialisi da diversi anni e sempre giunta al centro dell’ospedale con il servizio trasporto dializzati fornito con pulmini da alcune associazioni onlus di Novara, da una decina di giorni si trova ‘appiedata’, priva del servizio e costretta a chiedere alla figlia, che lavora, se può portarla lei in ospedale, per fruire di una terapia fondamentale per la donna. E’ quanto succede a una settantenne di Novara, nostra lettrice, e a molti altri dializzati novaresi (sembrerebbe poco più di una ventina), che, per giungere al nosocomio, fruiscono di un servizio garantito da alcune associazioni onlus della città. Un servizio che, però, in queste ultime settimane, è stato sospeso. L’associazione cui fa riferimento la nostra lettrice ha fermato il suo servizio già ai primi di marzo, un’altra sembra che sospenderà, invece, intorno al 19 del mese. Motivo della sospensione, a quel che risulterebbe (ma la situazione è particolarmente articolata), i rimborsi destinati a queste associazioni per fornire il trasporto.

Fatto sta che la signora si trova ora in forte difficoltà e da dieci giorni deve chiedere aiuto alla figlia, che con bimbi piccoli e il lavoro, sta facendo i salti mortali per la madre. «Non riesco a capire cosa stia succedendo – ci racconta –L’associazione non si occupa più del trasporto e tutti, in qualche modo, stiamo cercando una soluzione, ma ci sono difficoltà enormi». L’Asl, da parte sua, dice di essere a conoscenza del problema, «che è in via di risoluzione. Entro la settimana incontreremo le associazioni e daremo una risposta».

Monica Curino

 

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