Cronaca

Si sta cercando una casa a Borgomanero per attivare i corridoi umanitari

In città una rete di volontari per i corridoi umanitari: il prosismo incontro sarà venerdì 7 all'oratorio.

Si sta cercando una casa a Borgomanero per attivare i corridoi umanitari
Borgomanero, 30 Gennaio 2020 ore 09:39

Corridoi umanitari a Borgomanero si sta cercando di creare una rete per attivarli.

Una rete per attivare i corridoi umanitari a Borgomanero

E’ con la ricerca di una struttura adeguata all’accoglienza di famiglie migranti che sono alle prese in questi giorni partecipanti al primo incontro per l’attivazione dei corridoi umanitari a Borgomanero, l’unica via legale e sicura per i migranti che costituisce un’alternativa ai viaggi della speranza, via mare o via terra, che negli ultimi anni hanno visto migliaia di persone morire nel tentativo di raggiungere l’Unione Europea. Nella serata di venerdì 17 gennaio a Casa Papa Giovanni sono state una 50ª le persone che hanno risposto all’appello di Sergio Vercelli, già presidente del Ciss agognino e da anni attento animatore delle politiche sociali non solo locali.

38mila morti dall’inizio dei flussi migratori

«Dall’inizio dei flussi migratori verso l’Europa – ha detto a Casa Papa Giovanni Patrizia Ferro della Comunità di Sant’Egidio – si calcolano in circa 38mila i morti in mare e sulle vie di terra. L’obiettivo è quello di non fare più morire nessuno. Siamo abituati ad avere la percezione di un Paese che si fonda sull’odio, ma c’è un’Italia bella». Nel 2019 in Italia le persone arrivate con i corridoi umanitari sono oltre 1800, in Europa sono più di 2700. I corridoi umanitari sono stati attivati da un’unione interforze con la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle chiese Evangeliche italiane e la tavola Valdese, con il ministero dell’Interno e quello degli Affari esteri. Prevedono l’erogazione di un visto temporaneo valido per il paese di destinazione con il quale le persone possono richiedere un visto per motivi umanitari prima ancora di partire, grazie ai contatti con le Ong e le varie realtà presenti nelle zone di partenza.

Quella dei corridoi umanitari è l’unica via legale

Grazie a questo dispositivo, i migranti salgono su un aereo che li porta in piena legalità in Paesi sicuri. A Borgomanero il percorso iniziato a Casa Papa Giovanni è finalizzato all’accoglienza di migranti dai campi profughi del Libano, dell’Eritrea e dell’Etiopia. «L’intenzione – ha spiegato Vercelli alla serata – è quella di dare un seguito all’incontro all’oratorio sui migranti con Lucia Forino, dell’Ufficio politiche migratorie e protezione internazionale di Caritas Italiana. Non volevamo continuare a fare serate su questi argomenti che finissero con i saluti prima di tornare a casa». «Il modello – ha precisato Patrizia Ferro – è quello dell’accoglienza diffusa, trovare qualcuno che accoglie e dice “benvenuto a casa mia”». «Certo, c’è chi ci dice che a casa sua non c’è posto, ma questo è un discorso diverso». Il modello è infatti quello di una comunità che accoglie, non un singolo. Comunità che si occupa di trovare un’abitazione e seguire le persone nella ricerca del lavoro, nel portare a scuola i bambini qualora ce ne fossero, per un periodo di tempo congruo perché chi arriva possa stare in piedi e gestirsi in autonomia. «I documenti – è stato spiegato alla serata – sono tutti in regola, e non ci sono spese a carico dello Stato».

L’iniziativa è ancora nella sua fase embrionale

L’iniziativa è ancora nella sua fase embrionale: oltre alla ricerca di strutture abitative idonee (magari a un canone concordato, o in comodato d’uso) in corso nel dialogo con amministrazioni locali, enti pubblici e privati ovunque ci possa essere questa disponibilità, è ancora in corso l’appello a persone disposte a dare una mano, o autotassandosi per le spese vive o fornendo parte del proprio tempo per altri aiuti. «Il contagio del bene – così Ferro durante la serata – esiste, non c’è solo quello del male. E’ il contagio di energie che coinvolgono magari anche persone insospettabili. Quello delle migrazioni è un problema che ci ha colpito e di fronte al quale non vogliamo restare indifferenti». Per maggiori informazioni e per seguire il progetto è stato creato un gruppo Facebook: «Corridoi umanitari». che conta già circa 130 partecipanti. Ci sarà una seconda riunione il 7 di febbraio, all’oratorio di viale Dante.

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