Cronaca

Sparò al vicino di casa a Briga: udienza aggiornata al 18 febbraio

Sparò al vicino di casa a Briga: udienza aggiornata al 18 febbraio
Cronaca 30 Gennaio 2016 ore 20:05

NOVARA - Ha preso il via giovedì, a Palazzo Fossati, sede del Tribunale di Novara, dopo una serie di rinvii, l’udienza preliminare a carico di Rosario Gallo, 58 anni, assistito dall’avvocato Eugenio Cerutti, e di Anna Gornowicz, seguita dall’avvocato Roberto Rognoni. Il pm Nicola Serianni, per i due, ha chiesto il rinvio a giudizio per tentato omicidio. Stando all’accusa, nel marzo di cinque anni fa, a Briga Novarese, l’uomo aveva bussato all’uscio del vicino di casa, 40enne marocchino, e, stando a quanto venne ricostruito dalle Forze dell’Ordine, gli sparò, ferendolo al collo, a pochissima distanza dalla giugulare. Era poi fuggito a Borgomanero. L’arresto qualche ora dopo i fatti. 

Qualche tempo dopo la vittima aveva raccontato come, nel momento del colpo sparato da Gallo, fosse presente anche la compagna, Gornowicz appunto, che lo avrebbe spinto a sparare. La donna ha sempre negato questa situazione, spiegando come in quegli istanti si trovasse in un’altra zona della casa. Una tesi, questa, avvalorata dal figlio, presente in quei momenti. Proprio il figlio della donna (per la quale l’avvocato Rognoni ha chiesto il rito abbreviato condizionato all’escussione del giovane) è stato ascoltato giovedì, confermando quanto sostenuto sin da subito la donna. L’udienza è stata aggiornata al 18 febbraio.

mo.c.


NOVARA - Ha preso il via giovedì, a Palazzo Fossati, sede del Tribunale di Novara, dopo una serie di rinvii, l’udienza preliminare a carico di Rosario Gallo, 58 anni, assistito dall’avvocato Eugenio Cerutti, e di Anna Gornowicz, seguita dall’avvocato Roberto Rognoni. Il pm Nicola Serianni, per i due, ha chiesto il rinvio a giudizio per tentato omicidio. Stando all’accusa, nel marzo di cinque anni fa, a Briga Novarese, l’uomo aveva bussato all’uscio del vicino di casa, 40enne marocchino, e, stando a quanto venne ricostruito dalle Forze dell’Ordine, gli sparò, ferendolo al collo, a pochissima distanza dalla giugulare. Era poi fuggito a Borgomanero. L’arresto qualche ora dopo i fatti. 

Qualche tempo dopo la vittima aveva raccontato come, nel momento del colpo sparato da Gallo, fosse presente anche la compagna, Gornowicz appunto, che lo avrebbe spinto a sparare. La donna ha sempre negato questa situazione, spiegando come in quegli istanti si trovasse in un’altra zona della casa. Una tesi, questa, avvalorata dal figlio, presente in quei momenti. Proprio il figlio della donna (per la quale l’avvocato Rognoni ha chiesto il rito abbreviato condizionato all’escussione del giovane) è stato ascoltato giovedì, confermando quanto sostenuto sin da subito la donna. L’udienza è stata aggiornata al 18 febbraio.

mo.c.


 

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