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L'allerta

Spirali anticoncezionali Eurogine a rischio

Spirali anticoncezionali Eurogine a rischio
23 Dicembre 2019 ore 06:37

L’allerta anche in Germania: dispositivi anticoncezionali intrauterini IUD a rischio. Anche l’agenzia del farmaco tedesca (BfArM) mette nel mirino le spirali in rame Eurogine. Lo “Sportello dei Diritti”: in Italia quando si muoverà l’Aifa?”

Spirali anticoncezionali

Dopo che lo “Sportello dei Diritti” lo scorso 30 novembre ha segnalato il ritiro dal mercato francese dei dispositivi anticoncezionali intrauterini IUD della società Eurogine da parte dell’agenzia di farmacovigilanza transalpina anche in Germania si è attivato l’Istituto Federale per i farmaci e i Dispositivi Medici “BfArM” (Bonn / NW) che sta attualmente pubblicando “Informazioni sul rischio” per i medesimi dispositivi medici che riteniamo possano essere di grande interesse per le donne: si tratta dei dispositivi intrauterini (IUD) per la prevenzione delle gravidanze, colloquialmente chiamati spirali di rame.

Le segnalazioni

Sulla base delle segnalazioni ricevute per le “rotture dei bracci laterali” , l’autorità ha informato il produttore che ritiene che i lotti interessati debbano essere immediatamente richiamati. Il produttore spagnolo Eurogine SL ( Castelldefels / E) e il suo distributore tedesco Tomed GmbH (Colonia / NW) hanno seguito questa raccomandazione e hanno informato i medici che le stavano trattando dall’inizio del 2018.”ANCORA” è stato seguito dagli IUD “NOVAPLUS” e “GOLD T” . Nel settembre dell’anno in corso, il produttore ha inviato una raccomandazione affermando che lo IUD poteva rompersi senza manipolazione (cioè senza tentare di rimuoverlo). Per questo motivo, l’autorità non ritiene che le misure correttive di responsabilità personale adottate dal produttore siano appropriate a seguito della valutazione del rischio ufficiale.

Lo Sportello dei Diritti

“Appare del tutto singolare che analoghe procedure non siano state ancora approntate in Italia dall’Aifa, la nostrana agenzia per la farmacovigilanza, rileva evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” così come abbiamo già sollecitato dopo che l’omologa francese alla fine di novembre aveva già provveduto in merito. In ogni caso, in assenza di provvedimenti ufficiali, rinnoviamo l’appello nei confronti di Aifa e Ministero della Salute a prendere atto di quanto sta accadendo nel resto d’Europa e continuiamo ad invitare tutte le donne che abbiano subìto conseguenze indesiderate, a segnalarcele per valutare la fattibilità di ogni tipo d’azione possibile a loro tutela.

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