Curiosità

Stazione di Arona: quando dal lago passava l’Orient express

La scoperta del Gasma

Stazione di Arona: quando dal lago passava l’Orient express
Arona, 13 Gennaio 2020 ore 07:00

Stazione di Arona: il Gruppo archeologico storico mineralogico svela degli interessanti retroscena sullo scalo cittadino.

Stazione di Arona: le ricerche del Gasma

Il Gruppo storico archeologico e mineralogico aronese ci conduce questa settimana alla stazione ferroviaria della città. “Una prima stazione – Silvia Gadina – aperta il 14 giugno 1855, era posta in riva al lago ed era utilizzata per il trasporto delle merci dai carri ferroviari alle barche e alle chiatte in quanto capolinea della linea Alessandria – Novara. Qualcuno sicuramente ricorderà i binari e la vecchia locomotiva a vapore ancora visibili nella zona dei giardinetti fino a qualche decennio fa. Proprio negli anni a cavallo del secolo si sviluppa l’idea di una linea ferroviaria transitabile attraverso il Sempione per la necessità commerciale di collegare il porto di Genova con l’Europa centro-occidentale. Finalmente il 12 giugno 1857 una legge del Parlamento Subalpino concede alla Società dell’ingegner Lavallette la costruzione di una linea ferroviaria nell’alto Novarese sotto il nome di Societé de la ligne d’Italie par le Simplon. I tempi si allungarono considerevolmente a causa del fallimento della società che doveva completare la linea entro il 1862, ma l’opera aronese venne comunque portata avanti e dopo l’unità d’Italia, nel 1868, vi transitava anche la linea Rho – Gallarate che collegava il Lago Maggiore con l’Altomilanese e con Milano (1881), iniziando a suscitare interesse anche verso il turismo lacustre da parte di imprenditori e nobili lombardi. Il 16 gennaio 1905 finalmente venne attivata la linea progettata per il collegamento del traforo del Sempione, da Arona a Domodossola. La vecchia stazione per dimensioni e posizionamento risultò inadatta al transito della nuova linea, per cui venne costruita in rilevato quella che è la stazione odierna, più a sud, su griglie di robusti pali di legno, –palafitte- che garantiscono tutt’oggi la stabilità nel terreno acquitrinoso esteso dal Ponte di Ferro e da via Milano fino alla sponda lacuale. Nel 1906, alla nuova stazione arrivò la linea da Santhià e Borgomanero. Venne inoltre mantenuto un binario di raccordo con l’originario scalo a lago”.

Uno scalo art nouveau

“Della costruzione della moderna stazione – spiega Gadina – venne incaricato l’architetto Luigi Boffi, a cui si devono tutte le stazioni della linea da Arona a Iselle, oltre a diverse ville signorili del lago.  Il suo meraviglioso stile Art Nouveau, o Stile Liberty, ben si addiceva al nuovo transito dell’Orient Express. Il lussuoso treno messo in servizio fin dal 1883, poté passare attraverso l’Italia solo dal 1919 con l’apertura del tunnel del Sempione. La prima tratta, con partenza da Londra, arrivava sino a Losanna. Da Losanna proseguiva proprio per Arona, da Arona a Ljubljana, Dragoman e Istanbul”.

Una tappa obbligata dell’Orient Express

“Il fatto che la stazione di Arona – concludono dal Gasma – fosse divenuta una tappa obbligata sulla linea Londra – Parigi – Milano – Venezia diede il definitivo impulso al moderno movimento turistico aronese (basti pensare all’apertura, proprio lungo il viale della stazione, di due alberghi: l’Hotel Simplon prima e poi l’Hotel Simplon de la Gare, attuale Hotel Atlantic). La fioritura dell’Art Nouveau si ha tra gli ultimi venticinque anni dell’Ottocento e nel periodo che precede lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Le arti figurative si mescolano con l’architettura in una composizione dinamica ed estremamente ornamentale. Sulle sponde del lago l’Art Nouveau arriva proprio grazie alla spinta del turismo d’élite e caratterizza il nuovo sistema di trasporti in un connubio ben riconoscibile tra eleganza e modernità. Nella stazione di Arona questo stile si evidenzia negli eleganti dettagli delle pensiline in ferro battuto, considerate capolavori artistici del Liberty, e nel raffinato uso del materiale litico, che impreziosisce porte e finestre con cornici ed architravi scolpiti in granito rosa di Baveno e nei caratteristici disegni dei cementi, dettagli architettonici che raccontano ancora dei fasti della Belle Epoque. La vita della nostra bella stazione prosegue più o meno invariata dagli anni del dopoguerra ad oggi, sempre importante biglietto da visita della città e di sovente immortalata anche nelle cartoline degli anni ’50/’60. Una struttura poco compresa e non propriamente inserita tra le opere d’arte di Arona e quindi poco valorizzata, che andrebbe riportata allo splendore di un tempo anche per incentivare il turismo ferroviario slow, appoggiandosi alle linee locali per godersi le bellezze del Lago Maggiore”.