Sui treni «finestrini serrati e caldo insopportabile»

Sui treni «finestrini serrati e caldo insopportabile»
Cronaca 26 Luglio 2015 ore 08:29

ARONA - Caldo e aria condizionata non funzionante, si sopprimono treni ma ci si dimentica della tratta Milano-Arona-Domodossola. E’ questa l’accusa del Comitato Amici dei pendolari  lanciata a Trenord (contro cui tra l’altro è stata avviata una causa per i ritardi subiti) che, come avvenuto invece per altre linee, ha soppresso treni a causa del caldo estivo eccezionale: li ha tolti e poi ha chiesto scusa ai viaggiatori. «I pendolari possono condividere la sussistenza della oggettiva ondata di caldo ma non comprendono e non possono comprendere perché esistano pendolari di serie A e pendolari di serie B – spiega la vice presidente Lisa Tamaro - Convogli che viaggiavano al limite dell’accettabile con finestrini chiusi e aria condizionata non funzionante: sulla quasi totalità dei treni della nostra tratta l’aria condizionata è assente o non funzionante, i finestrini sono bloccati ed all’interno si rasentano temperature di circa 39/40 gradi. Siamo pendolari, ma soprattutto siamo persone e come tali andiamo rispettate. La soluzione non è nè può essere quella di sopprimere i treni a causa del grande caldo, nè tantomeno che Trenord chieda scusa ai pendolari». 

Condizioni proibitive che si vanno ad aggiungere ai sempre pesanti ritardi: «Nonostante nessuna soppressione i ritardi ci sono stati e in linea con quelli dei mesi precedenti. A giugno la puntualità della Domodossola-Arona-Milano si è attestata intorno al 63%, ben lontano da quella soglia minima di puntualità del 82% che parrebbe ampliamente traguardata anche nel luglio 2015, secondo il comunicato di Trenord diramato in questi giorni». 

Tre esempi su tutti: sono stati analizzate le giornate del 6 luglio e quelle più recenti del 17 e 20 luglio: «In quei giorni hanno viaggiato circa 150 treni e di questi nessuno è stato soppresso, mentre su altre linee Trenord è intervenuta temendo dei malori. Prendiamo atto e ci chiediamo: perché noi invece dobbiamo, comunque, viaggiare in queste condizioni?».

Inoltre grazie al piano degli investimenti avviato due anni fa stanno arrivando nuovi treni, ma non sulla tratta percorsa dagli utenti che da Domodossola ad Arona viaggiano per raggiungere il capoluogo lombardo: «Dei 41 nuovi convogli entrati in servizio nessuno è stato assegnato alla tratta - prosegue Tamaro -, nonostante siamo sotto osservazione da otto mesi. Nessun cambiamento positivo è stato registrato». Quali le soluzioni? «Trenord si deve assumere una volta per tutte le proprie responsabilità, aprendo, come promesso durante l’incontro con noi avuto a novembre, un tavolo, oggi più che mai indispensabile, finalizzato alla cooperazione tra tutte le forze in campo».

Maria Nausica Bucci

ARONA - Caldo e aria condizionata non funzionante, si sopprimono treni ma ci si dimentica della tratta Milano-Arona-Domodossola. E’ questa l’accusa del Comitato Amici dei pendolari  lanciata a Trenord (contro cui tra l’altro è stata avviata una causa per i ritardi subiti) che, come avvenuto invece per altre linee, ha soppresso treni a causa del caldo estivo eccezionale: li ha tolti e poi ha chiesto scusa ai viaggiatori. «I pendolari possono condividere la sussistenza della oggettiva ondata di caldo ma non comprendono e non possono comprendere perché esistano pendolari di serie A e pendolari di serie B – spiega la vice presidente Lisa Tamaro - Convogli che viaggiavano al limite dell’accettabile con finestrini chiusi e aria condizionata non funzionante: sulla quasi totalità dei treni della nostra tratta l’aria condizionata è assente o non funzionante, i finestrini sono bloccati ed all’interno si rasentano temperature di circa 39/40 gradi. Siamo pendolari, ma soprattutto siamo persone e come tali andiamo rispettate. La soluzione non è nè può essere quella di sopprimere i treni a causa del grande caldo, nè tantomeno che Trenord chieda scusa ai pendolari». 

Condizioni proibitive che si vanno ad aggiungere ai sempre pesanti ritardi: «Nonostante nessuna soppressione i ritardi ci sono stati e in linea con quelli dei mesi precedenti. A giugno la puntualità della Domodossola-Arona-Milano si è attestata intorno al 63%, ben lontano da quella soglia minima di puntualità del 82% che parrebbe ampliamente traguardata anche nel luglio 2015, secondo il comunicato di Trenord diramato in questi giorni». 

Tre esempi su tutti: sono stati analizzate le giornate del 6 luglio e quelle più recenti del 17 e 20 luglio: «In quei giorni hanno viaggiato circa 150 treni e di questi nessuno è stato soppresso, mentre su altre linee Trenord è intervenuta temendo dei malori. Prendiamo atto e ci chiediamo: perché noi invece dobbiamo, comunque, viaggiare in queste condizioni?».

Inoltre grazie al piano degli investimenti avviato due anni fa stanno arrivando nuovi treni, ma non sulla tratta percorsa dagli utenti che da Domodossola ad Arona viaggiano per raggiungere il capoluogo lombardo: «Dei 41 nuovi convogli entrati in servizio nessuno è stato assegnato alla tratta - prosegue Tamaro -, nonostante siamo sotto osservazione da otto mesi. Nessun cambiamento positivo è stato registrato». Quali le soluzioni? «Trenord si deve assumere una volta per tutte le proprie responsabilità, aprendo, come promesso durante l’incontro con noi avuto a novembre, un tavolo, oggi più che mai indispensabile, finalizzato alla cooperazione tra tutte le forze in campo».

Maria Nausica Bucci