L'allarme

Suicidi e autolesionismo in aumento: adolescenti a rischio

La solitudine causata dai lockdown ha aumentato la fragilità psicologica di moltissime persone e i più fragili, ovviamente, sono i ragazzi.

Suicidi e autolesionismo in aumento: adolescenti a rischio
Cronaca 27 Gennaio 2021 ore 06:58

Allarme suicidi e autolesionismo fra gli adolescenti. La solitudine causata dai lockdown ha aumentato la fragilità psicologica di moltissime persone. I più fragili, ovviamente, sono i nostri ragazzi che si ritrovano a fare i conti con le loro ansie senza poter condividere i momenti di gioia. Lo riportano i colleghi di Prima Torino.

Dati Istat preoccupanti

I dati Istat sono impressionanti. Secondo i l’Oms il suicidio è al secondo posto tra le cause di morte nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni in tutto il mondo. Per i giovani italiani, è la seconda causa di morte (dai 15 ai 24 anni). Sui 4.000 suicidi annui registrati in Italia, più del 5% è compiuto da ragazzi sotto i 24 anni. Ha destato molta impressione la notizia di una 14enne (in provincia di Milano) che si è sfregiata il volto per avere il sorriso da Joker. Sotto accusa, più in generale, c’è tragicamente il distanziamento sociale, la vita virtuale, l’allontanamento dei giovani dall’ambiente e dall’attività sportiva. Le conseguenze psicologiche di questa rinuncia forzata alla socialità sono
pesanti. Molte colpe sarebbero anche delle normative anti Covid: solitudine, problemi economici, lockdown in salsa di delazione, impossibilità di esprimersi, incertezze. Tutte cose con cui quotidianamente ciascuno di noi fa i conti.

C’è chi dà la colpa allo Stato

C’è chi dà la colpa senza mezzi termini allo Stato. L’associazione giovanile “Blocco Studentesco” la butta in politica:

“Questo Stato non ci dà una ragione per vivere, ma una ragione per annoiarsi, una ragione per togliersi la vita. Preferiscono investire sui banchi a rotelle o sui monopattini, invece che sulla salute dei cittadini. Ma la salute non è una questione di mascherine e distanziamento. Facciamo un appello a tutti i ragazzi che vivono con difficoltà psicologica questo brutto periodo. No al suicidio: vivi, respira, ribellati. Ribellatevi soprattutto alla noia, la vera morte che uccide ancora prima della fine biologica. Scuotetevi dalla grigia routine virtuale, tornate nelle strade, nelle scuole e nelle piazze. Noi ci siamo”.

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