Cronaca

Tentato omicidio e sequestro di persona: due castellettesi indagati

L'episodio è avvenuto a settembre 2019.

Tentato omicidio e sequestro di persona: due castellettesi indagati
Arona, 15 Maggio 2020 ore 06:00

Ci sono anche due castellettesi, Franca Benzoni, 40 anni, e il marito Umberto
Previtali, 52, fra i cinque indagati in concorso per tentato omicidio, sequestro di persona e rapina, per un episodio avvenuto a Montano Lucino. Lo raccontano i colleghi di primacomo.it

I fatti

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza – PM Sost. Proc. Dott. Rosario Ferracane e condotta dalla Stazione di Lurate Caccivio, trae origine dal cruento evento avvenuto nella serata dello scorso 28 settembre 2019. Vicino al kartodromo di Montano Lucino, fu ritrovato un uomo sanguinante, in stato di semi-coscienza e con gravi lesioni. La vittima, artigiano, si era recata a Lentate sul Seveso, presso il Centro Commerciale Bennet per un appuntamento con una cliente per concordare un lavoro da svolgere. Al punto di incontro, oltre alla donna, c’erano altre quattro persone le quali procedevano ad un violento pestaggio nei suoi confronti, colpendolo al capo con una chiave in ferro solitamente utilizzata per lo smontaggio dei bulloni delle ruote delle auto, nonché usando calci e pugni. Gli aggressori avevano caricato in macchina la vittima, contro la sua volontà, trasportandolo al cimitero di Villaguardia prima e nella zona boschiva di Montano Lucino, non lontano dal kartodromo, dove avevano continuato a colpirlo con calci e pugni fino a lasciarlo in stato di incoscienza, fuggendo via dopo avergli tolto il telefono. La vittima era stata soccorsa dal padre, a sua volta avvisato da un dipendente del kartodromo, e dal personale sanitario intervenuto sul posto che lo trasportava all’ospedale di San Fermo della Battaglia, dove otteneva 35 giorni di prognosi.

Il movente

Sembrerebbe che gli aggressori volessero punire un presunto tentativo di truffa, commesso in precedenza dalla vittima del pestaggio nei confronti della donna con la quale aveva appuntamento per un ulteriore lavoro presso il Centro Commerciale Bennet. Nella circostanza precedente, gli aggressori avrebbero supposto che l’artigiano volesse truffarli, impegnandosi per un lavoro artigianale, mai iniziato, del valore di 2.700 euro, percependo una caparra di 500 euro poi restituita.

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