Terrorismo&dintorni: nel Novarese 2 su 9.

Terrorismo&dintorni: nel Novarese 2 su 9.
29 Gennaio 2015 ore 02:54

2 su 9: aveva ragione l’intelligence a puntare l’attenzione in primis ad alcuni ambienti fra «Milano e il Piemonte»: il tunisino Ben Salah stava infatti a Novara (e, a quanto pare, fittiziamente anche a Romentino), mentre l’egiziano Kalil Gentouri bazzicava la moschea di Castelletto Ticino. Insieme ad altri 7 nordafricani, come noto, sono stati ritenuti “pericolosi per la sicurezza nazionale” dal Ministero degli Interni e di conseguenza espulsi dal territorio nazionale. Si è trattato di provvedimenti amministrativi, non conseguenza di arresti o denunce: in pratica Digos della Polizia e Ros dei Carabinieri non hanno raccolto elementi tali da giustificare provvedimenti giudiziari, bensì messo insieme un quadro generale di possibile pericolo tale da convincere il Ministero della necessità di allontanare i 9 dall’Italia. In alcuni casi motivando il provvedimento con la violazione delle norme sull’immigrazione (o altre irregolarità varie), in altri appunto con il “semplice” (si fa per dire) pericolo terrorismo.

p.v.

leggi l’articolo integrale sul Corriere di Novara di giovedì 29 gennaio

 

2 su 9: aveva ragione l’intelligence a puntare l’attenzione in primis ad alcuni ambienti fra «Milano e il Piemonte»: il tunisino Ben Salah stava infatti a Novara (e, a quanto pare, fittiziamente anche a Romentino), mentre l’egiziano Kalil Gentouri bazzicava la moschea di Castelletto Ticino. Insieme ad altri 7 nordafricani, come noto, sono stati ritenuti “pericolosi per la sicurezza nazionale” dal Ministero degli Interni e di conseguenza espulsi dal territorio nazionale. Si è trattato di provvedimenti amministrativi, non conseguenza di arresti o denunce: in pratica Digos della Polizia e Ros dei Carabinieri non hanno raccolto elementi tali da giustificare provvedimenti giudiziari, bensì messo insieme un quadro generale di possibile pericolo tale da convincere il Ministero della necessità di allontanare i 9 dall’Italia. In alcuni casi motivando il provvedimento con la violazione delle norme sull’immigrazione (o altre irregolarità varie), in altri appunto con il “semplice” (si fa per dire) pericolo terrorismo.

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