Tornano in aula accusati di estorsione Gurgone e altri coinvolti nell’omicidio Marcoli

Tornano in aula accusati di estorsione Gurgone e altri coinvolti nell’omicidio Marcoli
Cronaca 04 Marzo 2015 ore 14:47

NOVARA - E’ partito con un rinvio al 7 aprile, martedì mattina 3 marzo, in Tribunale a Novara, un processo per una presunta estorsione a carico di alcuni personaggi coinvolti nell’omicidio di Ettore Marcoli, imprenditore di 35 anni ucciso il 20 gennaio del 2010 nella sua cava di Romentino.A essere coinvolti, Francesco Gurgone (nella vicenda del delitto ritenuto il mandante), Vincenzo Fagone (il ‘palo’, l’altro giorno presente in aula), Tancredi Brezzi (l’armiere) e Alessandro Cavalieri, il super testimone, colui che, con le sue dichiarazioni, portò, insieme alle indagini, a far luce sul delitto. Al centro del processo, un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore del settore trasporti. Per l’accusa i quattro sarebbero stati interessati a un piazzale dove operava la società di quest’ultimo e avrebbero messo in atto una serie di azioni intimidatorie, per ottenerne l’utilizzo. Una serie di minacce, tra cui, a quanto risulta, anche l’invio di alcuni proiettili a casa dell’imprenditore.

mo.c.

NOVARA - E’ partito con un rinvio al 7 aprile, martedì mattina 3 marzo, in Tribunale a Novara, un processo per una presunta estorsione a carico di alcuni personaggi coinvolti nell’omicidio di Ettore Marcoli, imprenditore di 35 anni ucciso il 20 gennaio del 2010 nella sua cava di Romentino.A essere coinvolti, Francesco Gurgone (nella vicenda del delitto ritenuto il mandante), Vincenzo Fagone (il ‘palo’, l’altro giorno presente in aula), Tancredi Brezzi (l’armiere) e Alessandro Cavalieri, il super testimone, colui che, con le sue dichiarazioni, portò, insieme alle indagini, a far luce sul delitto. Al centro del processo, un tentativo di estorsione nei confronti di un imprenditore del settore trasporti. Per l’accusa i quattro sarebbero stati interessati a un piazzale dove operava la società di quest’ultimo e avrebbero messo in atto una serie di azioni intimidatorie, per ottenerne l’utilizzo. Una serie di minacce, tra cui, a quanto risulta, anche l’invio di alcuni proiettili a casa dell’imprenditore.

mo.c.