Trivellazioni nel Novarese e Vercellese: la contrarietà della Commissione regionale Pastorale del lavoro

Trivellazioni nel Novarese e Vercellese: la contrarietà della Commissione regionale Pastorale del lavoro
10 Luglio 2015 ore 22:07

NOVARA – La Commissione regionale della Pastorale del Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato interviene sul tema delle trivellazioni nel territorio novarese e non solo. Lo fa con una nota stampa giunta nella giornata di oggi, venerdì 10 luglio.
“Come Commissione Regionale della Pastorale del Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato – si legge – da sempre abbiamo avuto uno sguardo amoroso e preoccupato verso i nostri territori, fonti di vita per la popolazione. Nel recente passato più volte siamo intervenuti sia per condividere con la comunità intera la bellezza e la profondità della visione della fede cristiana sul Creato, sia per denunciare problemi particolari evidenziati dalle nostre comunità. Ora, sul territorio della provincia di Vercelli che copre una zona che va dal Biellese al Gattinarese e sul territorio novarese che va da Romagnano Sesia fino alle porte di Novara, sono state concesse tre autorizzazioni per la trivellazione di pozzi esplorativi per la ricerca di idrocarburi e poi, di conseguenza, per l’estrazione. Sono denominate Progetto Carisio, Progetto Cascina Alberto e Progetto Cascina Graziosa, mentre altri permessi coprono i territori di tutta la bassa biellese, vercellese e novarese fino ad arrivare in provincia di Torino in territorio ovest Dora e toccare la province di Asti e Alessandria”.

Una nota in cui la Commissione mostra le sue preoccupazioni. “Facciamo nostre – si legge ancora – le preoccupazioni delle Commissioni della Pastorale Sociale e del lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato delle diocesi coinvolte e desideriamo esprimere il sostegno alle iniziative locali che si oppongono a questi progetti. Questi, infatti – sostiene la Commissione regionale della Pastorale del lavoro – oltre al rischio per la salute degli abitanti mettono a repentaglio la bellezza dell’ambiente e snaturano con conseguenze gravi la vocazione turistica, agricola, vitivinicola dei nostri territori, mettendo, di conseguenza, a rischio molti posti di lavoro. Occorre un’assunzione di responsabilità ambientale, economica e sociale da parte di ogni cittadino, soprattutto da parte di chi si dice cristiano e/o ha responsabilità pubbliche nel prendere in seria considerazione tutte le possibili interazioni tra ricerche di nuove fonti di energia che prevedono modificazioni al patrimonio idrico e le ripercussioni sulla salute derivanti dal rischio di compromissione delle falde acquifere. Questo non solo nel territorio in questione, ma su tutto il territorio oggetto di permessi. ‘Custodire la terra, perché dia frutto senza essere sfruttata. Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato’. Le parole dette da Papa Francesco alle Chiese delle Regioni dell’Abruzzo e del Molise, anch’esse in sofferenza per medesimi problemi, ci stimolano a rivolgerci con forza agli organi e ai politici competenti affinché attivino ogni sforzo e iniziativa perché nelle scelte concrete a livello economico e produttivo non si comprometta il lavoro, il benessere e il futuro delle nostre popolazioni di oggi e di domani”.
“Tutte queste considerazioni – conclude la nota – portano a chiederci se sia opportuno e, addirittura, conveniente porre in atto un progetto che, secondo le previsioni – sostiene la Commissione – porterebbe solo a un modesto contributo al fabbisogno energetico e con un combustibile grezzo che richiederebbe un processo di lavorazione più dispendioso e pericoloso per l’ambiente, piuttosto di investire su fonti energetiche alternative al petrolio”.

mo.c.

NOVARA – La Commissione regionale della Pastorale del Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato interviene sul tema delle trivellazioni nel territorio novarese e non solo. Lo fa con una nota stampa giunta nella giornata di oggi, venerdì 10 luglio.
“Come Commissione Regionale della Pastorale del Lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato – si legge – da sempre abbiamo avuto uno sguardo amoroso e preoccupato verso i nostri territori, fonti di vita per la popolazione. Nel recente passato più volte siamo intervenuti sia per condividere con la comunità intera la bellezza e la profondità della visione della fede cristiana sul Creato, sia per denunciare problemi particolari evidenziati dalle nostre comunità. Ora, sul territorio della provincia di Vercelli che copre una zona che va dal Biellese al Gattinarese e sul territorio novarese che va da Romagnano Sesia fino alle porte di Novara, sono state concesse tre autorizzazioni per la trivellazione di pozzi esplorativi per la ricerca di idrocarburi e poi, di conseguenza, per l’estrazione. Sono denominate Progetto Carisio, Progetto Cascina Alberto e Progetto Cascina Graziosa, mentre altri permessi coprono i territori di tutta la bassa biellese, vercellese e novarese fino ad arrivare in provincia di Torino in territorio ovest Dora e toccare la province di Asti e Alessandria”.

Una nota in cui la Commissione mostra le sue preoccupazioni. “Facciamo nostre – si legge ancora – le preoccupazioni delle Commissioni della Pastorale Sociale e del lavoro, Giustizia e Pace e Custodia del Creato delle diocesi coinvolte e desideriamo esprimere il sostegno alle iniziative locali che si oppongono a questi progetti. Questi, infatti – sostiene la Commissione regionale della Pastorale del lavoro – oltre al rischio per la salute degli abitanti mettono a repentaglio la bellezza dell’ambiente e snaturano con conseguenze gravi la vocazione turistica, agricola, vitivinicola dei nostri territori, mettendo, di conseguenza, a rischio molti posti di lavoro. Occorre un’assunzione di responsabilità ambientale, economica e sociale da parte di ogni cittadino, soprattutto da parte di chi si dice cristiano e/o ha responsabilità pubbliche nel prendere in seria considerazione tutte le possibili interazioni tra ricerche di nuove fonti di energia che prevedono modificazioni al patrimonio idrico e le ripercussioni sulla salute derivanti dal rischio di compromissione delle falde acquifere. Questo non solo nel territorio in questione, ma su tutto il territorio oggetto di permessi. ‘Custodire la terra, perché dia frutto senza essere sfruttata. Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato’. Le parole dette da Papa Francesco alle Chiese delle Regioni dell’Abruzzo e del Molise, anch’esse in sofferenza per medesimi problemi, ci stimolano a rivolgerci con forza agli organi e ai politici competenti affinché attivino ogni sforzo e iniziativa perché nelle scelte concrete a livello economico e produttivo non si comprometta il lavoro, il benessere e il futuro delle nostre popolazioni di oggi e di domani”.
“Tutte queste considerazioni – conclude la nota – portano a chiederci se sia opportuno e, addirittura, conveniente porre in atto un progetto che, secondo le previsioni – sostiene la Commissione – porterebbe solo a un modesto contributo al fabbisogno energetico e con un combustibile grezzo che richiederebbe un processo di lavorazione più dispendioso e pericoloso per l’ambiente, piuttosto di investire su fonti energetiche alternative al petrolio”.

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