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Troppi smartphone ai bambini: tre su cinque lo posseggono

Indagine sulla provincia di Novara della Fondazione dedicata a Carolina, la 14enne novarese prima vittima in Italia di cyberbullismo

Troppi smartphone ai bambini: tre su cinque lo posseggono
Cronaca Novara, 05 Dicembre 2020 ore 07:33

Troppi smartphone ai bambini: tre bambini su cinque lo posseggono.

Troppi smartphone

Il 60 per cento dei bambini, dai 10 agli 11 anni, possiede uno smartphone. Il dato interessa la provincia di Novara, dove Fondazione Carolina, la Onlus dedicata proprio alla 14enne novarese prima vittima in Italia di cyberbullismo, ha distribuito un questionario a centinaia di studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Il campione coincide con i beneficiari del percorso di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto al cyberbullismo sul territorio intitolato “Terre di Medie”, finanziato da Fondazione Comunità
Novarese Onlus. Il risultato dell’indagine supera la media nazionale (comunque allarmante) dei bambini dotati di numero telefonico, che diversi studi attestano al di sotto dei 50 punti percentuali. Il trend fotografa un sistema famiglia che consegna lo strumento digitale già dall’infanzia, a utenti sempre più giovani che affollano social come TikTok e Instagram, comunicano su WhatsApp e giocano online con perfetti sconosciuti.

Terre di Medie

Non a caso il progetto si intitola “Terre di Medie”, richiamando un viaggio nella pre adolescenza partito dallo scorso anno scolastico negli istituti di Borgomanero, Orta San Giulio, Armeno, San Maurizio D’Opaglio e Novara, che ha visto i formatori di Fondazione Carolina raggiungere anche genitori, docenti e personale ATA attraverso incontri in presenza, per poi sospendere le attività a causa del primo lockdown.

“Grazie alle piattaforme digitali – commenta il segretario generale di Fondazione Carolina, Ivano Zoppi – abbiamo ripreso il ciclo di incontri nelle scuole, proprio quando gli stessi insegnanti e
genitori denunciano le difficoltà legate alla Didattica a distanza”. Dai problemi di connessione alle distrazioni legate alle comodità della cameretta, fino ai più gravi
episodi di interruzione e disturbo delle lezioni grazie all’uso scorretto della tecnologia. “I professori sono bersaglio delle chat e dei gruppi Telegram, mentre gli studenti si scambiano i link alle lezioni online per entrare nelle classi di altri istituti e interrompere il processo didattico senza conseguenze”, riassume Zoppi.
“Abbiamo scelto di sostenere il progetto “Terre di Medie” – commenta il presidente di Fondazione Comunità Novarese onlus Cesare Ponti – con un contributo di 24.000 euro perché, come FCN, siamo in prima linea da anni nella lotta contro il bullismo e il cyberbullismo e, per primi, ci siamo resi conto di quanto si sia abbassata l’età di chi viene interessato da questi gravi fenomeni. Siamo convinti che tenere la situazione continuamente monitorata e coinvolgere contemporaneamente studenti, famiglie e insegnanti, sia la strategia più efficace. Il 2020 ha necessariamente portato i ragazzi a chiudersi ancora di più nelle proprie stanze e a comunicare attraverso la Rete; dobbiamo far sì che possano farlo rimanendo sempre al sicuro”.

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