Cronaca

Uccise la moglie malata a Cressa: condannato a 14 anni

Uccise la moglie malata a Cressa: condannato a 14 anni
Cronaca 06 Settembre 2016 ore 15:52

NOVARA, Condanna a 14 anni di carcere (il pm Silvia Baglivo aveva chiesto una pena di 18 anni) per Nicola Testa, l’83enne che l’8 marzo 2015 ha colpito con un coltello, uccidendola, la moglie malata Lucia Di Salvatore di 81 anni, nella loro casa di Cressa, nel Novarese. La sentenza questa mattina, al processo in abbreviato nell’aula gip, in Tribunale a Novara.L’uomo aveva ferito la donna (al collo e all’addome) per un piccolo litigio, inserito in una situazione di esasperazione. Da tempo era impegnato a seguire la moglie seminferma e, nel fare questo, faticava, non ce la faceva più. Quel giorno, pare per una banalità, la reazione. I colpi non erano stati forti, ma, in una persona già debilitata e di una certa età, erano stati fatali. L’anziana, inizialmente trasportata al nosocomio di Borgomanero, era stata poi portata a Novara, dove era deceduta 9 giorni dopo.Il difensore, l’avvocato Claudio Teruggi, che aveva chiesto il riconoscimento dell’attenuante dello stato d’ira, non riconosciuto, ricorrerà in appello.mo.c.
Ulteriori notizie sul Corriere di Novara in edicola giovedì 8 settembre

NOVARA, Condanna a 14 anni di carcere (il pm Silvia Baglivo aveva chiesto una pena di 18 anni) per Nicola Testa, l’83enne che l’8 marzo 2015 ha colpito con un coltello, uccidendola, la moglie malata Lucia Di Salvatore di 81 anni, nella loro casa di Cressa, nel Novarese. La sentenza questa mattina, al processo in abbreviato nell’aula gip, in Tribunale a Novara.L’uomo aveva ferito la donna (al collo e all’addome) per un piccolo litigio, inserito in una situazione di esasperazione. Da tempo era impegnato a seguire la moglie seminferma e, nel fare questo, faticava, non ce la faceva più. Quel giorno, pare per una banalità, la reazione. I colpi non erano stati forti, ma, in una persona già debilitata e di una certa età, erano stati fatali. L’anziana, inizialmente trasportata al nosocomio di Borgomanero, era stata poi portata a Novara, dove era deceduta 9 giorni dopo.Il difensore, l’avvocato Claudio Teruggi, che aveva chiesto il riconoscimento dell’attenuante dello stato d’ira, non riconosciuto, ricorrerà in appello.mo.c.
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