“Un percorso per tutti” al San Giuliano

Per insegnare ai pazienti in carrozzina o con difficoltà motorie a muoversi in città.

“Un percorso per tutti” al San Giuliano
Novara, 26 Novembre 2018 ore 11:39

“Un percorso per tutti” al San Giuliano per insegnare ai pazienti in carrozzina o con difficoltà motorie a muoversi in città.

“Un percorso per tutti” al San Giuliano

“Un percorso per tutti”, per aiutare i pazienti in carrozzina o con difficoltà di deambulazione a imparare a superare tutti gli ostacoli che normalmente si incontrano per strada: gradini, ghiaia, acciottolato… E’ stato inaugurato giovedì scorso, nel giardino della sede di viale Piazza d’Armi dell’Aou “Maggiore della Carità”, dove è attiva da molti anni la struttura di Medicina fisica e riabilitazione di cui è responsabile il professor Carlo Cisari, direttore del Dipartimento interaziendale transmurale medicina fisica e riabilitazione. Compito della riabilitazione è soprattutto il reinserimento dei pazienti con limitazioni funzionali nel loro contesto familiare, sociale e lavorativo. A tale scopo, all’interno del reparto, fu a suo tempo fondata, da pazienti e operatori, la onlus “Ancora” (presieduta da Roberto Toso), che ha sviluppato nel tempo numerosi progetti di reinserimento sociale, sportivo e lavorativo.

Nel giardino della struttura di Medicina fisica e riabilitazione

percorso vita san giuliano Roberto toso
Roberto Toso, presidente della onlus “Ancora”

Uno dei principali obiettivi della riabilitazione è quello di rendere i pazienti autonomi nella vita quotidiana e in grado di superare le barriere architettoniche (gradini, pendenze, strade dissestate, lastricati stradali, uso dei mezzi pubblici…) per potersi spostare in modo efficace e indipendente. In accordo con gli operatori della Riabilitazione, “Ancora” alcuni mesi fa ha sottoposto al Lions Host di Novara il progetto “Un percorso per tutti” «che proponeva – ha spiegato il professor Cisari – la costruzione, nell’area verde all’interno delle struttura ospedaliera di viale Piazza d’Armi, di un percorso con riproduzione realistica delle principali barriere architettoniche presenti in strade ed edifici, allo scopo di addestrare i pazienti alle varie situazioni con cui dovranno “confrontarsi” nella vita reale dopo la dimissione dall’ospedale. E il Lions Host di Novara ha accettato di finanziare completamente l’iniziativa». «Dobbiamo davvero ringraziare il Lions Host – ha detto il presidente di Ancora, Roberto Toso – che ci ha consentito di realizzare il progetto, ideato con l’aiuto dell’architetto Tiziana Di Zinno di “Novara città alla pari”. E ovviamente la struttura di viale Piazza d’Armi e i suoi operatori, perché tutto questo è possibile solo grazie al loro supporto e appoggio».

Anche il “Percorso Vita” per i pazienti oncologici

Il progetto è rivolto a tutti i pazienti del polo riabilitativo dell’ex San Giuliano (esiti di ictus cerebrale, protesi di anca e ginocchio, sclerosi multipla, artrosi disabilitante degli arti inferiori, …): gli utilizzatori saranno ben oltre un centinaio l’anno. «Siamo felici e onorati di poter essere d’aiuto – ha dichiarato Bruno Ledda, past president del Lions Host (l’attuale presidente è Davide Monzani) – Il progetto è stato subito condiviso da tutti i soci e abbiamo dato vita a un service per sostenere la spesa, a cui poi si è aggiunto il contributo personale del socio Aldo Arbore».
Ma il Lions Host ha finanziato anche un altro progetto, sempre ideato da “Ancora”, che riguarda la costruzione di un “Percorso vita” con attrezzature modulari per esterni, al fine di permettere l’esecuzione di esercizi terapeutici: un progetto dedicato in particolare ai pazienti oncologici, per i quali è stato attivato un ambulatorio per la Riabilitazione in viale Piazza d’Armi. La presidente della Lilt, dottoressa Giuse Gambaro, ha infatti ricordato come la riabilitazione del paziente oncologico passi «attraverso diverse fasi, tra cui anche la ripresa dell’attività fisica. Come Lilt da tempo collaboriamo con il professor Cisari, che è stato uno dei primi a sposare questa nuova filosofia del trattamento del malato oncologico. Il progetto è importante soprattutto per le donne operate al seno che hanno bisogno di reimpostare tutta la loro vita; ci sono studi che ci fanno sperare che una corretta riabilitazione oncologica potrà forse in futuro anche sopperire ad alcune terapie».
Laura Cavalli

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