Cronaca

Val Vigezzo, fronte comune contro i migranti

Val Vigezzo, fronte comune contro i migranti
Cronaca 21 Gennaio 2017 ore 13:11

SANTA MARIA MAGGIORE - La Valle Vigezzo fa fronte comune contro l’arrivo di nuovi profughi: “Basta migranti!”. Ad esigerlo, con fermezza, sono i sei sindaci dell’Unione Montana Valle Vigezzo i quali hanno inviato una missiva al Prefetto, al presidente del Ciss Ossola e ai colleghi sindaci ossolani. Dopo la diffida spedita lunedì dal sindaco di Druogno, sempre all’indirizzo di Prefettura e Ciss, ora scendono in campo gli altri sei sindaci vigezzini. «La Valle Vigezzo conta nel suo complesso poco più di seimila abitanti distribuiti in sette Comuni distanti pochissimi chilometri l’uno dall’altro – scrivono Paolo Giovanola (Craveggia),Enrico Barbazza (Malesco),Claudio Cottini (Santa Maria Maggiore),Oreste Pastore (Re),Tiziano Ferraris (Toceno) e Pierangelo Adorna (Villette) -. In tale contesto sono oggi ospitati, in accordo col Ciss, migranti in una struttura di Craveggia (grazie alla disponibilità del sindaco e della comunità di quel Comune che ha messo a disposizione un edificio nel tempo ristrutturato con fondi di tutti i comuni vigezzini) e a Re per mezzo di un accordo intervenuto tra una cooperativa e una struttura privata con l’avallo della Prefettura». I sei sindaci dell’Unione vigezzina spiegano: «Come più volte rimarcato al Prefetto, anche recentemente in occasione dell’incontro pubblico in municipio a Re, tali numeri sono già ampiamente al di sopra di ogni auspicabile forma di corretta integrazione che non può prescindere da forme di cooperazione tra migranti ed istituzioni, con impiego degli stessi in progetti, siano essi sociali, lavorativi o istituzionali, che consentano loro di essere seguiti e di non sentirsi abbandonati a loro stessi. Ciò è quello che i sindaci dei comuni di questa valle hanno fatto e stanno facendo in questi mesi. Ma è incontrovertibile che un numero elevato non consentirebbe queste attività con conseguenze facilmente ipotizzabili fin nell’immediato e poi nel momento in cui verranno a cessare i sussidi governativi». Il dito viene quindi puntato sui numeri, ben al di sopra dell’aliquota del 2,5 migranti ogni mille abitanti stabilito dall’accordo Anci-Ministero. «I Comuni vigezzini raggiungono oggi il 9 per mille, nessun’altra valle conta questi numeri». Infine il monito: «I recenti fatti accaduti riguardanti la disponibilità da parte di privati che mettono a disposizione strutture a scopo accoglienza di ulteriori migranti – concludono i sei amministratori valligiani – sta creando un diffuso malumore collettivo con discussioni democratiche ma molto ferme che ci auguriamo possano rimanere circoscritte in ambiti civili».

Marco De Ambrosis

SANTA MARIA MAGGIORE - La Valle Vigezzo fa fronte comune contro l’arrivo di nuovi profughi: “Basta migranti!”. Ad esigerlo, con fermezza, sono i sei sindaci dell’Unione Montana Valle Vigezzo i quali hanno inviato una missiva al Prefetto, al presidente del Ciss Ossola e ai colleghi sindaci ossolani. Dopo la diffida spedita lunedì dal sindaco di Druogno, sempre all’indirizzo di Prefettura e Ciss, ora scendono in campo gli altri sei sindaci vigezzini. «La Valle Vigezzo conta nel suo complesso poco più di seimila abitanti distribuiti in sette Comuni distanti pochissimi chilometri l’uno dall’altro – scrivono Paolo Giovanola (Craveggia),Enrico Barbazza (Malesco),Claudio Cottini (Santa Maria Maggiore),Oreste Pastore (Re),Tiziano Ferraris (Toceno) e Pierangelo Adorna (Villette) -. In tale contesto sono oggi ospitati, in accordo col Ciss, migranti in una struttura di Craveggia (grazie alla disponibilità del sindaco e della comunità di quel Comune che ha messo a disposizione un edificio nel tempo ristrutturato con fondi di tutti i comuni vigezzini) e a Re per mezzo di un accordo intervenuto tra una cooperativa e una struttura privata con l’avallo della Prefettura». I sei sindaci dell’Unione vigezzina spiegano: «Come più volte rimarcato al Prefetto, anche recentemente in occasione dell’incontro pubblico in municipio a Re, tali numeri sono già ampiamente al di sopra di ogni auspicabile forma di corretta integrazione che non può prescindere da forme di cooperazione tra migranti ed istituzioni, con impiego degli stessi in progetti, siano essi sociali, lavorativi o istituzionali, che consentano loro di essere seguiti e di non sentirsi abbandonati a loro stessi. Ciò è quello che i sindaci dei comuni di questa valle hanno fatto e stanno facendo in questi mesi. Ma è incontrovertibile che un numero elevato non consentirebbe queste attività con conseguenze facilmente ipotizzabili fin nell’immediato e poi nel momento in cui verranno a cessare i sussidi governativi». Il dito viene quindi puntato sui numeri, ben al di sopra dell’aliquota del 2,5 migranti ogni mille abitanti stabilito dall’accordo Anci-Ministero. «I Comuni vigezzini raggiungono oggi il 9 per mille, nessun’altra valle conta questi numeri». Infine il monito: «I recenti fatti accaduti riguardanti la disponibilità da parte di privati che mettono a disposizione strutture a scopo accoglienza di ulteriori migranti – concludono i sei amministratori valligiani – sta creando un diffuso malumore collettivo con discussioni democratiche ma molto ferme che ci auguriamo possano rimanere circoscritte in ambiti civili».

Marco De Ambrosis