Veglia per i migranti morti nel viaggio verso l’Europa: tanti i presenti

Veglia per i migranti morti nel viaggio verso l’Europa: tanti i presenti
Cronaca 26 Giugno 2015 ore 22:39

NOVARA - Significativa risposta da parte dei novaresi, giovedì sera 25 giugno, per la veglia di preghiera “Morire di speranza”, un momento di riflessione e preghiera in memoria di quanti perdono la vita nel viaggio per arrivare in Europa alla ricerca di migliore fortuna.

Il Santuario di Maria Ausiliatrice, infatti, era gremito in ogni posto, tanto che gli organizzatori dell’iniziativa (Comunità di S. Egidio, Caritas diocesana, Fondazione Migrantes, Acli, Liberazione e Speranza onlus, Usmi diocesano e Gruppi di volontariato vincenziano) hanno dovuto collocare altre sedie lungo le navate della chiesa per poter far sedere tutti. Molte, comunque, le persone rimaste in piedi. Un chiaro segnale della risposta data dalla cittadinanza alla manifestazione. Per le istituzioni erano presenti il consigliere provinciale con delega alle Politiche sociali, Tino Zampogna, l’assessore comunale al Sociale, Elia Impaloni e poi gran parte di volontari e responsabili dei promotori della veglia, Daniela Sironi per S. Egidio, Andrea Lebra per Liberazione e Speranza. E tanti altri. Tra i presenti anche molti migranti ospitati in città, giovani di non più di trent’anni, che, contrariamente a tanti loro fratelli, a tanti loro connazionali e coetanei, ce l’hanno fatta. Ora sono accolti a Novara e alcuni cercano anche di dare una mano alla città che li ospita. A presiedere la veglia, il vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla. In apertura di veglia sono stati portati all’altare alcuni scatti fotografici di queste molteplici tragedie del mare. Monsignor Brambilla ha invitato tutti a essere accanto al proprio prossimo. 

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola sabato 27 giugno


NOVARA - Significativa risposta da parte dei novaresi, giovedì sera 25 giugno, per la veglia di preghiera “Morire di speranza”, un momento di riflessione e preghiera in memoria di quanti perdono la vita nel viaggio per arrivare in Europa alla ricerca di migliore fortuna.

Il Santuario di Maria Ausiliatrice, infatti, era gremito in ogni posto, tanto che gli organizzatori dell’iniziativa (Comunità di S. Egidio, Caritas diocesana, Fondazione Migrantes, Acli, Liberazione e Speranza onlus, Usmi diocesano e Gruppi di volontariato vincenziano) hanno dovuto collocare altre sedie lungo le navate della chiesa per poter far sedere tutti. Molte, comunque, le persone rimaste in piedi. Un chiaro segnale della risposta data dalla cittadinanza alla manifestazione. Per le istituzioni erano presenti il consigliere provinciale con delega alle Politiche sociali, Tino Zampogna, l’assessore comunale al Sociale, Elia Impaloni e poi gran parte di volontari e responsabili dei promotori della veglia, Daniela Sironi per S. Egidio, Andrea Lebra per Liberazione e Speranza. E tanti altri. Tra i presenti anche molti migranti ospitati in città, giovani di non più di trent’anni, che, contrariamente a tanti loro fratelli, a tanti loro connazionali e coetanei, ce l’hanno fatta. Ora sono accolti a Novara e alcuni cercano anche di dare una mano alla città che li ospita. A presiedere la veglia, il vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla. In apertura di veglia sono stati portati all’altare alcuni scatti fotografici di queste molteplici tragedie del mare. Monsignor Brambilla ha invitato tutti a essere accanto al proprio prossimo. 

mo.c.

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola sabato 27 giugno