Cordoglio

Veruno in lutto per Silvia Creola

Se ne va una donna molto amata e conosciuta nella comunità

Veruno in lutto per Silvia Creola
Arona, 27 Luglio 2020 ore 09:25

Veruno in lutto per l’impiegata della Casting mectal Silvia Creola, scomparsa a 64 anni.

Veruno in lutto per Silvia

A soli 64 anni se ne è andata Silvia Serafina Creola, conosciuta in vari paesi del territorio per lavorare come impiegata nell’azienda Casting mectal, il cui titolare è il marito Giuseppe Nobile. Era nata il 9 marzo 1956 e la piangono la figlia Noemi, il fratello Sergio e il cognato Giovanni, oltre alle nipoti Sara e Michela. La donna è morta giovedì 16 luglio: era cresciuta a Santa Cristina di Borgomanero, ma nata a Novara.

Una vita di lavoro nell’azienda del fratello

“L’azienda era del fratello – dice il marito Giuseppe – la portavamo avanti da una quarantina d’anni, ci sposammo nel 1992. Diplomata ragioniera, era appassionata del lavoro, cominciò molto giovane. Come carattere posso definirla un angelo: se poteva aiutava tutti, dolcissima con noi famigliari e solare con il prossimo. Si dava anche alla beneficenza sostenendo attività a favore dei bambini poveri africani, oltre che le adozioni a distanza. Molto autonoma e capace, faceva da sola questi passaggi, che la arricchivano, ne portava i benefici con sorrisi e leggerezza di cui godevamo tutti noi. Siamo in paesi piccoli e ci si conosce: Silvia faceva la spesa a Gattico, girava molti negozi. I negozianti, ne sono certo, la ricorderanno per la piacevole loquacità, li considerava amici dopo anni di frequentazione. Era sempre in movimento, amava l’esistenza e le persone in genere, le piaceva l’idea di essere apprezzata e ben voluta. Come hobby aveva il giardinaggio e amava i fiori in genere, che curava con dedizione. Era una donna semplice, ma concreta e dotata di viva intelligenza, mi piace pensarla come una “nostrana” e senza grilli per la testa. In estate andavamo alle feste campestri in compagnia di amici, a cui mancherà l’allegria dei suoi racconti. Nonostante qualche divertimento, il suo vero faro era il lavoro e la responsabilità dell’azienda, che soffrirà per la mancanza delle sue spiccate competenze”.

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