Processo

Violenze sugli ospiti di Villa Varzi a Galliate: in aula gli Oss respingono le accuse

Otto anni dopo, hanno reso la loro deposizione due degli imputati che all’epoca si erano occupati dei disabili

Violenze sugli ospiti di Villa Varzi a Galliate: in aula gli Oss respingono le accuse
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Villa Varzi, parlano gli operatori: nessuna violenza.

Il processo

E’ ripreso lunedì 8 gennaio il processo (con rito ordinario) in corso di svolgimento presso il tribunale di Novara per la vicenda dei presunti maltrattamenti a Villa Varzi, il Centro diurno e residenziale per disabili di Galliate gestito da una cooperativa e finito alla ribalta delle cronache nell’autunno del 2015, dopo che i carabinieri avevano tratto in arresto quattro operatori socio sanitari, poi finiti a giudizio, accusandoli di aver commesso nel corso del tempo azioni violente e umilianti nei confronti di cinque ospiti.

La deposizione degli Oss

L’altro giorno in aula, otto anni dopo, hanno reso la loro deposizione due degli imputati che all’epoca si erano occupati dei disabili. Hanno sostanzialmente negato le accuse loro rivolte dalla procura e qualsivoglia tipo di violenza tra le mura del Centro di via Ticino 10. Il pubblico ministero Marco Grandolfo, lo ricordiamo, aveva già chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Roberto Sante Guidi, 55 anni, residente in provincia di Milano e delle novaresi Betty Amelia Tello e Rita Viceconti, entrambe di 67 anni.

Una quarta, Amalia Di Staula, sempre del Novarese, è invece già stata condanna in abbreviato.

Le immagini riprese dalla videosorveglianza

Tutti e quattro gli Oss erano finiti nei filmati delle micro telecamere che erano state installate in alcuni locali della struttura dai carabinieri dopo le prime avvisaglie del caso; le prime segnalazioni erano state anonime. Stando alle accuse, calci, schiaffi, spintoni, lanci di oggetti come scarpe o telecomandi e vessazioni ripetute ai danni degli ospiti galliatesi, sarebbero stati all’ordine del giorno.

I reati contestati a vario titolo: maltrattamenti, percosse e lesioni nei confronti di persone disabili a loro affidate per ragioni di cura. Una di queste, un uomo di 50 anni affetto da ritardo mentale, era impossibilitato a reagire. In aula in passato hanno testimoniato anche i carabinieri del comando stazione di Galliate, mentre quattro delle cinque famiglie loro malgrado coinvolte si sono costituite parte civile.

La vicenda di Villa Varzi, come noto, aveva fatto il giro di tutti i telegiornali nazionali, che avevano mandato in onda le immagini dei presunti maltrattamenti diffuse dagli inquirenti. Guidi, per altro, era stato arrestato in flagranza la sera del 20 ottobre 2015.

All’epoca la gip Federica Profumieri aveva affermato: «La pervicacia dimostrata nell’approcciarsi in modo violento agli ospiti della struttura, per poi tornare alla propria postazione a guardare la tv o il cellulare, è indice di assenza di considerazione e, anzi, di spregio, per quella che è la parte costitutiva del lavoro scelto, ovvero prestare assistenza a persone disabili».

Ma l'8 gennaio scorso, come detto, le accuse sono state respinte al mittente. I tempi processuali si sono allungati oltremodo per varie ragioni: ora, salvo ulteriori slittamenti, la sentenza è prevista a fine gennaio.

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