Cronaca

Vittima di tratta, 17enne nigeriana salvata da Liberazione e Speranza

Vittima di tratta, 17enne nigeriana salvata da Liberazione e Speranza
Cronaca 29 Febbraio 2016 ore 15:29

NOVARA - Al momento della partenza da Edo State (Nigeria) ha appena 17 anni. Le fanno attraversare, a piedi o con automezzi (pichub) carichi fino all’inverosimile, il deserto del Sahara, percorrendo la pista che dal Niger sale verso la Libia. Viaggio allucinante, che miete ogni giorni decine e decine di vittime. 

Arrivata in Libia, è costretta ad attendere alcuni mesi il momento del suo trasferimento in Italia. Viene soccorsa in mare da una nave italiana e sbarcata in una località della Sicilia, in quanto  “profuga”, ma, in realtà, anche lei vittima di tratta e destinata ad alimentare il mercato piemontese della prostituzione controllato da organizzazioni criminali nigeriane. 

Dalla Sicilia viene trasferita in una struttura di accoglienza di Bologna ed inserita nei programmi previsti dalla legge per i richiedenti protezione internazionale. Ma a Bologna “Ester” ci sta veramente poco: due giorni. Viene infatti reclutata dalla madam che la trasferisce a Torino. Solo un giorno di “riposo” . 

La postazione destinata alla minorenne è nel territorio di Biella. Quando rientra in treno a Torino senza soldi, botte da orbi e umilianti perquisizioni corporali alla ricerca di improbabile denaro nascosto. Un giorno di dicembre, senza soldi e in preda all’angoscia, alla stazione ferroviaria di Santhià, decide di non tornare più a Torino dalla madam. Telefona a un connazionale: un ragazzo conosciuto in Nigeria prima della partenza che sapeva risiedere in Piemonte da un po’ di tempo. Il quale la ospita a casa sua a Vercelli. Non per restituirle la libertà, ma per farla prostituire, questa volta non a Biella ma a Torino. 

All’inizio di febbraio Ester sta male. Si presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Vercelli. “Il “magnaccia” – spiega Liberazione e Speranza, la onlus novarese che dal 2000 si occupa di salvare le ragazze vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale - la raggiunge e la prende a sberle. Fugge prima dell’arrivo della polizia”. La ragazza viene soccorsa dal personale ospedaliero che contatta le operatrici di “Liberazione e speranza-Onlus” di Novara, che la trasferiscono in un luogo sicuro dove Ester potrà rinascere.

Una delle oltre 1.700 ragazze salvate dall’associazione guidata da Andrea Lebra, dal 2000 a oggi.

Monica Curino


NOVARA - Al momento della partenza da Edo State (Nigeria) ha appena 17 anni. Le fanno attraversare, a piedi o con automezzi (pichub) carichi fino all’inverosimile, il deserto del Sahara, percorrendo la pista che dal Niger sale verso la Libia. Viaggio allucinante, che miete ogni giorni decine e decine di vittime. 

Arrivata in Libia, è costretta ad attendere alcuni mesi il momento del suo trasferimento in Italia. Viene soccorsa in mare da una nave italiana e sbarcata in una località della Sicilia, in quanto  “profuga”, ma, in realtà, anche lei vittima di tratta e destinata ad alimentare il mercato piemontese della prostituzione controllato da organizzazioni criminali nigeriane. 

Dalla Sicilia viene trasferita in una struttura di accoglienza di Bologna ed inserita nei programmi previsti dalla legge per i richiedenti protezione internazionale. Ma a Bologna “Ester” ci sta veramente poco: due giorni. Viene infatti reclutata dalla madam che la trasferisce a Torino. Solo un giorno di “riposo” . 

La postazione destinata alla minorenne è nel territorio di Biella. Quando rientra in treno a Torino senza soldi, botte da orbi e umilianti perquisizioni corporali alla ricerca di improbabile denaro nascosto. Un giorno di dicembre, senza soldi e in preda all’angoscia, alla stazione ferroviaria di Santhià, decide di non tornare più a Torino dalla madam. Telefona a un connazionale: un ragazzo conosciuto in Nigeria prima della partenza che sapeva risiedere in Piemonte da un po’ di tempo. Il quale la ospita a casa sua a Vercelli. Non per restituirle la libertà, ma per farla prostituire, questa volta non a Biella ma a Torino. 

All’inizio di febbraio Ester sta male. Si presenta al pronto soccorso dell’ospedale di Vercelli. “Il “magnaccia” – spiega Liberazione e Speranza, la onlus novarese che dal 2000 si occupa di salvare le ragazze vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale - la raggiunge e la prende a sberle. Fugge prima dell’arrivo della polizia”. La ragazza viene soccorsa dal personale ospedaliero che contatta le operatrici di “Liberazione e speranza-Onlus” di Novara, che la trasferiscono in un luogo sicuro dove Ester potrà rinascere.

Una delle oltre 1.700 ragazze salvate dall’associazione guidata da Andrea Lebra, dal 2000 a oggi.

Monica Curino


Seguici sui nostri canali