Cronaca

Voleva un rapporto sessuale con la donna di cui s’era invaghito: a processo 45enne

Voleva un rapporto sessuale con la donna di cui s’era invaghito: a processo 45enne
Cronaca 09 Marzo 2016 ore 08:25

NOVARA – Tre anni e 5 mesi di reclusione per un 45enne novarese alla sbarra con le accuse di violenza sessuale, lesioni e violenza privata nei confronti di una donna, della quale, a quanto risulta, si era invaghito. Il pm Nicola Serianni, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 3 anni e 8 mesi.

Stando alla denuncia l’uomo l’avrebbe inseguita e, quindi, in un’area di passaggio esterno da una casa a un’altra (passando sotto a un androne), l’avrebbe, stando all’accusa, palpeggiata. In aula diversi testimoni, tra cui un’amica della vittima, che ha riferito d’averla vista con qualche segno in volto. Il difensore dell’uomo aveva chiesto l’assoluzione per la violenza sessuale: “il mio assistito s’era invaghito della donna. Si dice che l’avrebbe inseguita, chiedendole un rapporto sessuale e che, al suo rifiuto, sarebbero giunte le botte, per trascinarla in auto. E che qui l’avrebbe palpeggiata. Ritengo che la violenza non ci sia, perché quel possibile palpeggiamento è stata la spinta, la forza, impressa per portare in auto la donna. Per me la violenza non sussiste”. Per gli altri reati aveva chiesto il minimo della pena.

mo.c.


NOVARA – Tre anni e 5 mesi di reclusione per un 45enne novarese alla sbarra con le accuse di violenza sessuale, lesioni e violenza privata nei confronti di una donna, della quale, a quanto risulta, si era invaghito. Il pm Nicola Serianni, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto 3 anni e 8 mesi.

Stando alla denuncia l’uomo l’avrebbe inseguita e, quindi, in un’area di passaggio esterno da una casa a un’altra (passando sotto a un androne), l’avrebbe, stando all’accusa, palpeggiata. In aula diversi testimoni, tra cui un’amica della vittima, che ha riferito d’averla vista con qualche segno in volto. Il difensore dell’uomo aveva chiesto l’assoluzione per la violenza sessuale: “il mio assistito s’era invaghito della donna. Si dice che l’avrebbe inseguita, chiedendole un rapporto sessuale e che, al suo rifiuto, sarebbero giunte le botte, per trascinarla in auto. E che qui l’avrebbe palpeggiata. Ritengo che la violenza non ci sia, perché quel possibile palpeggiamento è stata la spinta, la forza, impressa per portare in auto la donna. Per me la violenza non sussiste”. Per gli altri reati aveva chiesto il minimo della pena.

mo.c.


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