"Zion , volontà di rimborsare ma la cassa è vuota"

"Zion , volontà di rimborsare ma la cassa è vuota"
Cronaca 18 Giugno 2015 ore 04:20

NOVARA - Quando a fine maggio l’avvocato Agostino Scialla, per conto del suo assistito Davinio Zanetti, aveva dato conto del rimborso (a mezzo bonifico) a 249 clienti dello Zion Smart Shop che avevano chiesto indietro i soldi non avendo ricevuto (perlomeno entro i 15 giorni lavorativi medi pattuiti) cellulari e pc ordinati e pagati, aggiunse anche una frase sibillina: «Allo stato non esiste un programma per i (futuri, ndr) rimborsi per cui nessuna promessa od illusione». Dunque contenti i 249 che (fra ottobre 2014 e appunto metà maggio) avevano ottenuto il rimborso (per un totale di 110.747,40 euro, ovvero una media di quasi 445 euro a testa), e sulle spine tutti gli altri (migliaia?). Avendo noi via via ricevuto in redazione altre mail di clienti in attesa e avendo lo scorso fine settimana appreso che uno studio legale di Torino sta a quanto pare avviando una sorta di “class action”, a livello penale, contro Zanetti, lunedì abbiamo contattato (via mail) l’avvocato Scialla, chiedendogli di farci il punto della situazione, ovvero a che punto siamo con i rimborsi, se procedono. La prima risposta è stata lapidaria: sue perplessità sulla  «ipotetica class action», e poi testualmente: «Il signor Zanetti oggi non dispone di alcunché per cui ovviamente non potrà far fronte ad alcuna richiesta risarcitorie a causa della sua insolvenza». A quel punto gli abbiamo chiesto delucidazioni e conferma di quanto sopra, che ovviamente avrebbe gettato nella disperazione tanti clienti in attesa, ed è così arrivato un più che opportuno (perché mostra perlomeno disponibilità e buona fede) chiarimento: la situazione quella è, «ma va interpretata non in termini assoluti e definitivi perché il mio assistito - precisa l’avvocato Scialla - sta impegnando tutto il suo tempo a ricercare fondi per affrontare le situazioni inerenti l'inadempimento degli ordini inevasi. Se avesse accantonato denari ricavati dalla sua attività li avrebbe già destinati a coloro che oggi attendono la restituzione di quanto anticipatogli per l'acquisti di quanto commissionatogli». Insomma, soldi non ce ne sarebbero, ma Zanetti non si è dimenticato dei suoi clienti-creditori e starebbe facendo il possibile per trovare i quattrini per rimborsarli. Resta la domanda che finora non ha ottenuto risposta: ma che fine hanno fatto le somme anticipate dai clienti (quanti? Davvero diverse migliaia?) quando ordinavano i prodotti? 

“Class action” a parte, intanto indaga la Procura novarese  - pm Marco Grandolfo - in seguito agli esposti già confluiti da diverse parti d’Italia. Zanetti è stato interrogato a fine maggio, su delega, dalla Polposta e, stando al suo legale, ha fornito «ampie spiegazioni». 

Contestualmente era stato invitato dall’Unione consumatori italiani, che sta seguendo il caso per conto di decine e decine di clienti, a un incontro ”conciliatore” in Questura in base alle normative del Tulps (Testo unico leggi di pubblica sicurezza). Commenta oggi l’avvocato Alessandra Possis referente Uci: «L'Uci si è attivata in tutta Italia coinvolgendo tutte le sedi regionali. La sede di Novara ha dapprima ricevuto personalmente i consumatori delusi, predisponendo per loro querele ad hoc che da essi sono state presentate presso la Procura della Repubblica di Novara, successivamente nell'impossibilità di ricevere tutti si è provveduto ad inviare agli stessi uno schema di querela sempre ben dettagliato da utilizzare. I consumatori novaresi che si sono rivolti ad Uci sono circa 60. Da tutta Italia almeno 1.200 segnalazioni. Contestualmente é stata fatta richiesta sia all'avvocato Scialla - quale unico a Uci noto avvocato dello Zanetti e anche a questi personalmente - di aderire alla proposta di cui all'art 1 Tulps (convocazione avanti l'Autorità di Pubblica Sicurezza) ma senza riscontro alcuno». Presto comunque l’Uci farà più nel dettaglio il punto della situazione. 

Davinio Zanetti, il titolare dello Zion Smart Shop che ha ormai cessato l’attività (dopo anche una aggressione nella sede di viale Volta), è contestualmente nel mirino dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza, che a fine aprile lo aveva sostanzialmente diffidato a proseguire certe pratiche, ritenute scorrette, pena forti sanzioni. Prodotti a prezzi allettanti, pagamenti anticipati ma prodotti in quel momento non già disponibili. Poi problemi per il diritto di recesso, e «più in generale una grave difficoltà ad avere contatti diretti con il professionista». Per qualche mese il giocattolino aveva retto, e diversi clienti erano rimasti soddisfatti, poi il giro si era allargato a dismisura, in tutta Italia, ed è arrivato il game over. 

Paolo Viviani

NOVARA - Quando a fine maggio l’avvocato Agostino Scialla, per conto del suo assistito Davinio Zanetti, aveva dato conto del rimborso (a mezzo bonifico) a 249 clienti dello Zion Smart Shop che avevano chiesto indietro i soldi non avendo ricevuto (perlomeno entro i 15 giorni lavorativi medi pattuiti) cellulari e pc ordinati e pagati, aggiunse anche una frase sibillina: «Allo stato non esiste un programma per i (futuri, ndr) rimborsi per cui nessuna promessa od illusione». Dunque contenti i 249 che (fra ottobre 2014 e appunto metà maggio) avevano ottenuto il rimborso (per un totale di 110.747,40 euro, ovvero una media di quasi 445 euro a testa), e sulle spine tutti gli altri (migliaia?). Avendo noi via via ricevuto in redazione altre mail di clienti in attesa e avendo lo scorso fine settimana appreso che uno studio legale di Torino sta a quanto pare avviando una sorta di “class action”, a livello penale, contro Zanetti, lunedì abbiamo contattato (via mail) l’avvocato Scialla, chiedendogli di farci il punto della situazione, ovvero a che punto siamo con i rimborsi, se procedono. La prima risposta è stata lapidaria: sue perplessità sulla  «ipotetica class action», e poi testualmente: «Il signor Zanetti oggi non dispone di alcunché per cui ovviamente non potrà far fronte ad alcuna richiesta risarcitorie a causa della sua insolvenza». A quel punto gli abbiamo chiesto delucidazioni e conferma di quanto sopra, che ovviamente avrebbe gettato nella disperazione tanti clienti in attesa, ed è così arrivato un più che opportuno (perché mostra perlomeno disponibilità e buona fede) chiarimento: la situazione quella è, «ma va interpretata non in termini assoluti e definitivi perché il mio assistito - precisa l’avvocato Scialla - sta impegnando tutto il suo tempo a ricercare fondi per affrontare le situazioni inerenti l'inadempimento degli ordini inevasi. Se avesse accantonato denari ricavati dalla sua attività li avrebbe già destinati a coloro che oggi attendono la restituzione di quanto anticipatogli per l'acquisti di quanto commissionatogli». Insomma, soldi non ce ne sarebbero, ma Zanetti non si è dimenticato dei suoi clienti-creditori e starebbe facendo il possibile per trovare i quattrini per rimborsarli. Resta la domanda che finora non ha ottenuto risposta: ma che fine hanno fatto le somme anticipate dai clienti (quanti? Davvero diverse migliaia?) quando ordinavano i prodotti? 

“Class action” a parte, intanto indaga la Procura novarese  - pm Marco Grandolfo - in seguito agli esposti già confluiti da diverse parti d’Italia. Zanetti è stato interrogato a fine maggio, su delega, dalla Polposta e, stando al suo legale, ha fornito «ampie spiegazioni». 

Contestualmente era stato invitato dall’Unione consumatori italiani, che sta seguendo il caso per conto di decine e decine di clienti, a un incontro ”conciliatore” in Questura in base alle normative del Tulps (Testo unico leggi di pubblica sicurezza). Commenta oggi l’avvocato Alessandra Possis referente Uci: «L'Uci si è attivata in tutta Italia coinvolgendo tutte le sedi regionali. La sede di Novara ha dapprima ricevuto personalmente i consumatori delusi, predisponendo per loro querele ad hoc che da essi sono state presentate presso la Procura della Repubblica di Novara, successivamente nell'impossibilità di ricevere tutti si è provveduto ad inviare agli stessi uno schema di querela sempre ben dettagliato da utilizzare. I consumatori novaresi che si sono rivolti ad Uci sono circa 60. Da tutta Italia almeno 1.200 segnalazioni. Contestualmente é stata fatta richiesta sia all'avvocato Scialla - quale unico a Uci noto avvocato dello Zanetti e anche a questi personalmente - di aderire alla proposta di cui all'art 1 Tulps (convocazione avanti l'Autorità di Pubblica Sicurezza) ma senza riscontro alcuno». Presto comunque l’Uci farà più nel dettaglio il punto della situazione. 

Davinio Zanetti, il titolare dello Zion Smart Shop che ha ormai cessato l’attività (dopo anche una aggressione nella sede di viale Volta), è contestualmente nel mirino dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza, che a fine aprile lo aveva sostanzialmente diffidato a proseguire certe pratiche, ritenute scorrette, pena forti sanzioni. Prodotti a prezzi allettanti, pagamenti anticipati ma prodotti in quel momento non già disponibili. Poi problemi per il diritto di recesso, e «più in generale una grave difficoltà ad avere contatti diretti con il professionista». Per qualche mese il giocattolino aveva retto, e diversi clienti erano rimasti soddisfatti, poi il giro si era allargato a dismisura, in tutta Italia, ed è arrivato il game over. 

Paolo Viviani