La protesta

20 febbraio 2020: ad un anno dallo stop i lavoratori dello spettacolo scendono in piazza

Un settore fermo da un anno.

20 febbraio 2020: ad un anno dallo stop i lavoratori dello spettacolo scendono in piazza
Cultura 15 Febbraio 2021 ore 07:22

Era il 20 febbraio 2020 quando il mondo dello spettacolo entrava in lockdown e oggi, a un anno di distanza i lavoratori dello spettacolo scendono in piazza e organizzano manifestazioni e azioni simboliche per ricordare che il valore della Cultura è essenziale e non deve essere dimenticato o messo da parte.

20 febbraio 2020 – 23 febbraio 2021

Il 23 febbraio sarà un triste compleanno: un anno fa l’Italia si fermava a seguito dei primi casi di Coronavirus nel tentativo di fermare quella che di lì a poco sarebbe stata dichiarata una pandemia. Da un anno il mondo dello spettacolo è fermo e il Coordinamento Lavoratrici e Lavoratori dello spettacolo Piemonte aderisce alla mobilitazione nazionale del comparto che proprio il 23 febbraio darà vita a manifestazioni e azioni simboliche per ricordare che il valore della Cultura è essenziale e non deve essere dimenticato o messo da parte.

I lavoratori dello spettacolo scendono in piazza

«Siamo il Coordinamento dei Lavoratori e delle Lavoratrici dello spettacolo e della cultura del Piemonte – si presentano – Tragicamente sta per compiersi il giro del calendario. Il 23 febbraio 2020 infatti l’emergenza Coronavirus ha imposto il blocco dei primi spettacoli dal vivo e segnato drasticamente e indelebilmente le nostre vite. Questi spazi restano sospesi in un destino non definito e così anche gli incontri al ministero per portare avanti le proposte che riguardino riforme strutturali, formali e fattuali, del nostro settore. In moltissime città italiane, nella data del 23 Febbraio, lavoratrici e lavoratori del settore cultura, daranno vita a manifestazioni e azioni simboliche per ricordare che il valore della Cultura è essenziale e non deve essere dimenticato o messo da parte; rispondendo all’appello del network nazionale di cui facciamo parte “Professionisti dello spettacolo e della Cultura – Emergenza Continua” e della rete intersindacale “RISP”».

23 febbraio

«Il 23 febbraio torneremo nelle piazze anche per dire a gran voce che la cultura genera comunità sane e quindi va difesa e nutrita partendo proprio da chi quotidianamente fatica per far si che esista – proseguono – Gli spazi e i luoghi di cultura sono un valore aggiunto nei territori e nelle città già duramente provate da anni di impoverimento. Tocca a noi, in quanto lavoratrici e lavoratori del settore, ma anche in quanto cittadine e cittadini, difendere quella idea di cultura di prossimità che, giorno dopo giorno, mese dopo mese, stanno sottraendo alla collettività. Il 23 febbraio, senz’altro, è una data simbolica, ma da essa vogliamo ripartire per riaprire la discussione e il confronto istituzionale a tutti i livelli».

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