Cultura

A Borgomanero il progetto per valorizzare il fondo manzoniano alla Marazza

L'iniziativa ha il sostegno della Fondazione Comunità Novarese onlus.

A Borgomanero il progetto per valorizzare il fondo manzoniano alla Marazza
Borgomanero, 19 Marzo 2020 ore 08:19

E’ stato presentato la scorsa settimana il progetto per valorizzare il fondo manzoniano presente negli archivi della fondazione Marazza.

Fondo manzoniano alla Marazza: il progetto di valorizzazione con FCN

«Alessandro Manzoni e Borgomanero. Dall’amicizia con Giovanni Battista Pagani agli studi di Giulio Bonola». Al via un originale progetto di valorizzazione del Fondo manzoniano conservato negli archivi della Fondazione Achille Marazza, sostenuto dal Fondo «Dottor Giovanni Pagani» costituito nella Fondazione Comunità Novarese onlus. Il progetto «Alessandro Manzoni e Borgomanero» nasce con l’idea di studiare e riordinare la collezione delle edizioni della celebre opera «I promessi sposi» raccolte, nel tempo, da Giulio Bonola e Achille Marazza e degli studi dedicati all’analisi del testo manzoniano. Il progetto, promosso da Fondazione Marazza e dal Comune di Borgomanero con il sostegno del fondo dedicato alla figura di Pagani, si propone non soltanto di rendere il patrimonio più facilmente accessibile agli studiosi e di farlo conoscere a un pubblico più ampio, ma anche di esplorare il legame che ha unito Alessandro Manzoni alla città di Borgomanero. «Tale legame – spiega il direttore della Fondazione Marazza Giovanni Cerutti – nasce dall’intreccio di diversi aspetti tra loro collegati, come messo in evidenza alla metà degli anni Ottanta dal professor Carlo Carena (fu nel corso di un incontro proprio dedicato al Manzoni che si tenne nel marzo del 1986 proprio nei locali di Villa Marazza, ndr). La formazione della raccolta, infatti, si colloca sullo sfondo dei rapporti di stima e amicizia che Manzoni aveva stretto con il borgomanerese Gianbattista Pagani, primo successore di Antonio Rosmini, e degli importanti studi manzoniani condotti dallo stesso Giulio Bonola, maturati negli ambienti del cattolicesimo liberale lombardo. Considerata la presenza nel Fondo Molli di molti dei volumi dedicati alla peste che colpì Milano nel diciassettesimo secolo utilizzati come fonti da Manzoni, si è valutato, quindi, di inserire anche il riordino di tali volumi».

Il commento dell’assessore alla Cultura del Comune di Borgomanero:

«Il progetto – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Borgomanero Francesco Valsesia – è un’idea davvero originale. Manzoni è stato uno dei massimi rappresentanti della letteratura italiana e un innovatore della nostra lingua. L’approfondimento della conoscenza della sua opera, anche attraverso lo studio delle connessioni che lo stesso scrittore ha avuto con Borgomanero e il nostro territorio, costituirà certamente un importante momento di crescita culturale».
La realizzazione del progetto si articola in due fasi, previste nell’arco di due anni.

Il progetto si articola in due fasi

La prima fase prevede la catalogazione secondo gli standard internazionali relativi al libro antico e moderno (Librinlinea e Opac Sbn) dei volumi, degli opuscoli e degli altri materiali documentari della lezione Manzoniana e l’allestimento di uno spazio web in cui verranno pubblicati la storia del Fondo e il suo significato in relazione ad Achille Marazza. A Borgomanero ci sarà un inventario alfabetico sintetico con tutte le unità catalogate nell’Opac, con breve descrizione di ciascuna, l’indicazione della collocazione in biblioteca e delle caratteristiche di fruibilità da parte degli studiosi, la riproduzione delle parti più significative delle edizioni di pregio e di quelle del sec. XVII (frontespizio, tavole, illustrazioni, eventuali dediche autografe e note di possesso).
La seconda fase del progetto presentato martedì 10 prevede, invece, lo svolgimento di convegni e giornate di studio per illustrare le principali caratteristiche del Fondo conservato, ricostruire la relazione intercorsa tra il pensiero di Manzoni e la formazione intellettuale di Achille Marazza mediata dalla figura di Giulio Bonola e per approfondire il legame intercorso tra Manzoni e Giovanni Battista Pagani. E’ previsto, inoltre, l’allestimento di percorsi didattici e divulgativi specifici, basati sull’analisi e l’approfondimento dei documenti presenti nel Fondo manzoniano, tesi a promuovere la conoscenza del patrimonio librario conservato. Questa parte del progetto sarà sviluppata in collaborazione con il Settore Cultura del comune di Borgomanero.

Il sostegno del fondo “Giovanni Pagani” della Fondazione Comunità Novarese Onluss

«Il Fondo “Dott. Giovanni Pagani” per Archivi Biblioteche e Musei, costituito nel 2010 nella Fondazione Comunità Novarese onlus, ha deciso di sostenere il progetto “Manzoni e Borgomanero” – commenta Giovanni Benedetto, rappresentante del Comitato del Fondo – in ragione del grande significato storico e culturale, per il territorio novarese ma anche in prospettiva nazionale. Scopo del progetto è una ricognizione tra i libri e le carte della Biblioteca per approfondire i rapporti tra Alessandro Manzoni e Borgomanero, in parte già noti agli specialisti, e connessi soprattutto al forte legame di amicizia e di scambio intellettuale e spirituale che Manzoni ebbe con Antonio Rosmini. L’origine del rosminiano Istituto della Carità è strettamente collegato a Borgomanero, sia per il ramo maschile, sia per quello femminile. Originari di Borgomanero furono i padri Giovanni Battista Pagani (1806-1860) e Fortunato Signini (817-1889), tra loro imparentati, entrambi inviati da Rosmini in Inghilterra e in Irlanda intorno al 1840 per diffondere le missioni del nuovo ordine. Pagani (che conobbe Manzoni e di cui c’è traccia nell’epistolario manzoniano) sarà il primo successore di Rosmini alla guida dell’Istituto in anni decisivi per la preparazione e realizzazione dell’Unità d’Italia, mentre Signini fu giovanissimo segretario di Rosmini a Stresa e poi primo traduttore inglese di alcune opere filosofiche e teologiche del grande Roveretano. Entrambi appartenevano ad antiche famiglie borgomaneresi, cui era legato, per parentela, anche Giovanni Pagani. Il rinnovato esame dei rapporti tra Manzoni e Borgomanero si spera possa gettare nuova luce su un momento importante della storia sia del nostro Risorgimento sia del rinnovamento cattolico del XIX secolo».

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