A Novara è scoccata “L’ora del Rosario”

A Novara è scoccata “L’ora del Rosario”
Cultura 22 Febbraio 2015 ore 17:43

NOVARA – Vanno di moda le sfumature. Possono essere grigie, rosse o anche blu. Nei prossimi spettacoli come farà Fiorello senza il sindaco Ballarè e le sue strisce (blu, ovviamente)? La cronaca novarese delle ultime settimane è diventata un vero e proprio tormentone per il nuovo spettacolo dello showman andato in scena per tre giorni al Teatro Coccia, con scene da tutto esaurito. A Novara è scoccata “L’ora del Rosario”. All’ombra della Cupola, dopo aver gustato paniscia e biscottini (lo ha rimarcato l’artista dal palco), il nuovo tour ha preso il volo. Anche giovedì sera tripudio in teatro. Quasi tre ore di spettacolo, per un work in progress che, siamo sicuri, lui limerà e adatterà ogni volta. Lo spettacolo è stato “creato” a Novara, per l’artista una full immersion di dieci giorni nella provincia padana. 

NOVARA – Vanno di moda le sfumature. Possono essere grigie, rosse o anche blu. Nei prossimi spettacoli come farà Fiorello senza il sindaco Ballarè e le sue strisce (blu, ovviamente)? La cronaca novarese delle ultime settimane è diventata un vero e proprio tormentone per il nuovo spettacolo dello showman andato in scena per tre giorni al Teatro Coccia, con scene da tutto esaurito. A Novara è scoccata “L’ora del Rosario”. All’ombra della Cupola, dopo aver gustato paniscia e biscottini (lo ha rimarcato l’artista dal palco), il nuovo tour ha preso il volo. Anche giovedì sera tripudio in teatro. Quasi tre ore di spettacolo, per un work in progress che, siamo sicuri, lui limerà e adatterà ogni volta. Lo spettacolo è stato “creato” a Novara, per l’artista una full immersion di dieci giorni nella provincia padana. Al Coccia Rosario Fiorello ha pienamente dimostrato di essere padrone della scena. Un vero animale da palcoscenico, che sa scegliere l’attimo (sempre quello giusto), che non sbaglia un colpo. Un po’ irriverente in abito da chierico (ma ormai, chi si scandalizza più?). Così inizia lo spettacolo tra i suoi fan, in platea. Cercando i peccatori, di ieri e di oggi. Cerca i peccatori ma cerca anche un medico in sala. E ne trova due: il primo si occupa di terapia del dolore, la seconda è anatomopatologo. Fiorello (che è coautore con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia) è particolarmente ispirato da Novara: lo ispira il sindaco Andrea Ballarè (che mercoledì e giovedì siede in platea), lo ispirano il piano del traffico e le strisce blu. I Puffi? «Prima era bianchi. Li ha fatti blu il sindaco». Lo ispirano la Novara che vive di notte (?) e le ultime ordinanze del Comune. «C’è una vita pazzesca a Novara. Sono qui nella frenetica Novara, ho scritto ieri in sms. Un gozzoviglio puro. Sodoma e Novara. Dove la trasgressione massima è fumare un Camporello. E dove non si beve un whisky a mezzanotte. Ho detto a Briatore di investire qui, di creare a Novara il Trillionaire. Chi fa i lavori è il sindaco. È bravissimo». Scattano flash in continuazione. «Fate pure foto e mettetele su Twitter. Ma i video no, per favore, non caricateli su YouTube. Se no sono costretto ogni volta a cambiare il testo. Non ce la posso fare!». La regia è di Giampiero Solari: un nome, una garanzia. Al fianco di Fiorello sul palco c’è un impeccabile Enrico Cremonesi, poi la band e “I Gemelli di Guidonia”. Un cast ben affiatato. Battute a raffica, Fiorello ne ha per tutti. Con variazioni sul copione, improvvisando. Parla dell’Isis e dei «venti olandesi ubriachi che hanno messo a ferro e fuoco Roma», chiama in causa i vegani, non risparmia i politici. Lui, che sognava di fare il cantante, si concede alla musica: il duetto con Mina, poi quello con Tony Renis. Cerca di dimostrare che Shakespeare era siciliano, si lancia nelle imitazioni e nel “De profundis” della moka. Su Facebook giovedì sera, a sipario chiuso, la soddisfazione di Fiorello “Grazie Novara. Stasera si chiude”.
E il sindaco Ballarè, diventato protagonista suo malgrado, si sente onorato o… preso in giro?
«È stato un siparietto molto carino, simpatico e spiritoso. Mai è stato fastidioso. Anzi, è stato bello perché ha ricondotto il tema a quello che deve essere, una discussione più serena e rilassata. Mentre ero a teatro ho twittato “Questa sera Fiorello mi deve dei diritti d’autore”. Finito lo spettacolo mi ha risposto, “Puoi scommetterci sindaco, grazie per avermi fatto da spalla”».

Eleonora Groppetti