Scoperta

ArcheoBiandrate, trovata anfora per la conservazione dell’olio: prima in Piemonte

La novità è emersa dallo studio dei reperti

ArcheoBiandrate, trovata anfora per la conservazione dell’olio: prima in Piemonte
Basso Novarese, 22 Ottobre 2020 ore 11:34

La novità è emersa dallo studio dei reperti, su cui è al lavoro un team di ceramologhe. «Una nuova e piacevole scoperta inaspettata, anche perché arriva con la ripresa delle attività dopo la pausa forzata per il lockdown – commentano le funzionarie della Soprintendenza Francesca Garanzini, Lucia Mordeglia e il sindaco Luciano Pigat – La divulgazione rappresenta uno dei nostri obiettivi fondamentali, stiamo pianificando una mostra per la primavera prossima».

ArcheoBiandrate: il ritrovamento

Dopo la pausa forzata, dovuta al lockdown, è ufficialmente ripresa l’attività di ricerca legata al progetto ArcheoBiandrate, portando subito alla luce un’importante novità. Terminata la fase di scavo sul cantiere, è infatti entrato nel vivo lo studio approfondito dei reperti emersi.
Questo ha portato alla scoperta di un’anfora risalente all’epoca tardo-romana imperiale, prodotta in Africa settentrionale e destinata al trasporto di olio. «Si tratta di un ritrovamento unico in Piemonte considerando il luogo di produzione, che attesta che Biandrate aveva un ampio bacino di contatti con il resto dell’Impero, oltre che con Milano, all’epoca capitale. Sin dall’età augustea l’olio importato in Piemonte era prevalentemente di provenienza dall’Adriatico settentrionale e raggiungeva la pianura Padana trasportato su delle imbarcazioni che risalivano il Po dalla foce.

Purtroppo quello che abbiamo è solo un pezzo frammentario dell’anfora, ma la presenza di fregi e incisioni appena sotto la sommità ha permesso di datarlo e collocarne anche l’origine in modo preciso», spiegano le ceramologhe che stanno lavorando sui reperti.
«Una nuova scoperta inattesa, che getta nuova luce sugli scambi commerciali presenti a Biandrate in epoca romana – commentano Francesca Garanzini e Lucia Mordeglia della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Vco e Vercelli, responsabili del coordinamento scientifico del progetto ArcheoBiandrate – e che si aggiunge alla preziosa spilla in bronzo con fattezze di pantera, databile fra la metà del II secolo e la metà del III, oltre che alle asce del Neolitico e alle statuette votive».

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