INIZIATIVA

“Caro Babbo Natale vorrei..” Ecco la letterina dello scrittore novarese Alessandro Barbaglia

Fino al 19 dicembre tutti potranno scrivere una letterina a Babbo Natale per raccontare un sogno, un pensiero, un desiderio che portano nel cuore.

“Caro Babbo Natale vorrei..” Ecco la letterina dello scrittore novarese Alessandro Barbaglia
Cultura Novara, 30 Novembre 2020 ore 06:34

Caro Babbo Natale, eccomi da te.
Rispondo alla tua lettera con immenso stupore. E tu dirai: “Ohohoh! Sono Babbo Natale, sono  abituato allo stupore!”; giusto, certo, reazione inappuntabile. Però, vedi, così, per me forse è un po’  troppo. Andiamo con ordine.
Ho ricevuto la tua lettera lunedì; lunedì mattina. Ho pensato: è uno scherzo. “Figurati se Babbo  Natale scrive a me per…
E invece martedì sul presto, come da te spiegato in lettera, Rodolfo e gli elfi hanno iniziato a  consegnarmi i pacchi. Babbo Natale: hanno finito mercoledì! All’alba! Sbigottito, ho offerto la  colazione a tutti quanti – e tu sai quanto sia difficile trovare la paglia per le renne in città, così,  senza preavviso – e li ho visti decollare al grido di: “Ci vediamo venerdì! Arriviamo con il secondo  carico!”.
“Venerdì in che senso?” ho urlato.
Ma la slitta era già lontana.

Caro Babbo Natale, vorrei i capelli lunghi. Come Amy, ma forse un po’ di più.
 Catherine, Inghilterra

Caro Babbo Natale, il mio desiderio più grande è cantare con te al karaoke.
 Hitomi, Giappone.

 

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Dunque, ci ho riflettuto: hai ragione. A otto anni ti scrissi in una lettera che se avessi avuto bisogno  di me, come aiutante, io sarei stato a tua completa disposizione, di considerarmi elfo tra gli elfi,  renna tra le renne, folletto tra i folletti. Guarda, ho controllato: anche a nove anni mi sono offerto di  darti una mano, ma credo che l’equivoco che ora mette in pericolo la tenuta dei miei pavimenti e  rischia di far crollare il mio terrazzo da un momento all’altro – già quello su cui  MOMENTANEAMENTE abbiamo appoggiato tutti i pacchi della consegna di lunedì – sia stata la  letterina dei miei dieci anni. Sì, in quella ti dicevo proprio: “Caro Babbo Natale, conta su di me: per  qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, da qui all’infinito!”. E’ un’offerta di cuore, non c’è dubbio, ma  che se si considerano i risvolti che poi le vite hanno… porta con sé una qual certa dose di rischio.
Quindi insomma capisco: tu, trent’anni dopo quella mia generosa offerta, non hai fatto altro che  accettarla ma… ma davvero ho l’impressione che tu non possa, adesso, farmi consegnare dai  ragazzi l’intero archivio delle letterine a Babbo Natale che hai ricevuto in tutti questi anni e che  adesso per ragioni di spazio, leggo nella tua prima bolla di consegna, non sai più dove archiviare.
Babbo, davvero… lunedì hanno consegnato le prime 30.000 letterine, cioè solo quelle che hai  ricevuto lo scorso anno e venerdì mi porteranno le 30.000 del 2018… e poi quelle del 2017 e del  2016… ecco come capirai… sono un po’ in difficoltà.

Caro babbo Natale, ma quando mi porti i soldi, le banconote sono vere o le hai stampate tu e quindi sono false? Scusa    se te le chiedo ma i miei genitori sono poliziotti.
Hans, Svizzera

Caro babbo Natale, sono stato così buono che un regalo piccolo non basterà. Ci vuole almeno
un clarinetto.
 Aileen, Germania

Ho provato a venire a capo della questione. Le tue ragioni sono chiarissime: “Caro Alessandro,  come stai? Quassù, dovresti vederli, i paesaggi polari e l’Aurora Boreale sono sempre molto belli e  io mi sto preparando alla grande Notte, ma, e te ne parlo con il cuore che sobbalza, quest’anno ho  un problema che mai prima d’ora mi era capitato d’incontrare; fa troppo caldo”. E poi mi racconti  tutto: i cambiamenti climatici, il ghiaccio che si scioglie e la tua biblioteca scavata negli iceberg del  polo che è a rischio scioglimento. Ora, capisco il guaio: se la tua imponente e magnifica biblioteca  artica dovesse sciogliersi, le letterine lì conservate finirebbero in acqua e s’inabisserebbero con loro  tutti i sogni che contengono. Lo capisco io per primo: vanno salvate – e trovo stupefacente la tua  idea di tenere in ghiaccio i desideri così da non farli deperire mai – ma trasferirle le letterine a casa  mia ti sembra una buona soluzione? E non perché io non le voglia (anzi ne ho letta qualcuna, sono  incantevoli!) ma perché non è questa la soluzione!

Caro Babbo Natale, anche se non sono stata molto brava, ricordati che sono solo una bambina.
Kristy, America    

Caro Babbo Natale, adesso vivo in un appartamento più grande, quindi: porta pure i regali
più grandi!
Ejnar, Svezia.

E tu dirai: e ma che bisogna fare per salvare le letterine… Te lo dico io! La soluzione è: salvare il  clima! Salvare i ghiacci! Salvare il Polo Nord, gli orsi, le foche, gli oceani! Evitare che si sciolga la  tua biblioteca-iceberg! E – per estensione – il mondo! Ora, lo so, sei pieno di letterine di bimbi che  ti chiedono in dono la salvezza del mondo e so benissimo a cosa stai pensando: “Ragazzi, ma una  volta diventati adulti non potevate salvarvelo da soli?”.

Caro Babbo Natale, voglio salsicce per cena ogni giorno dell’anno.
 Elsa, Germania    

Caro Babbo Natale, voglio la pace nel mondo. Comincio io: non litigherò più con nessuno.
Matteo, Italia

Io, se sei d’accordo, intanto, farei così: venerdì arrivano i ragazzi, mi portano le altre 30.000 lettere?  Va bene: un posto lo trovo. Però poi: scrivo ai giornali. E cerco di raccontare la questione in questi  termini: se non salviamo il Mondo non avremo più nessuno a cui mandare letterine (su fogli di carta  riciclata). Se non salviamo il clima, si scioglieranno i desideri di milioni di bambini presenti, passati  e futuri!  Se invece salviamo il Mondo, allora sì: sarà Natale.
Che ne pensi, facciamo così? E non dirmi che è impossibile, non dirmi che proprio tu – Babbo  Natale – credi che qualcosa sia impossibile! E poi, secondo me non è impossibile: se la Terra non la  salvano i Terrestri chi mai dovrebbe farlo?  Grazie di tutto, il tuo amico (posso dire che siamo amici?)

Alessandro Barbaglia

P.S.: lo so, magari con gli anni te ne sei scordato ma… non portarmi cioccolato, non mi piace. Non  lo mangio. Mangialo tu per me, sarò felice.

Note al testo. Ogni anno l’ufficio postale di Babbo Natale a Rovaniemi, Finlandia, riceve oltre 30mila letterine dai bambini di tutto il  mondo. Per anni nessuno – oltre a lui – ha avuto accesso a quelle lettere. Qualche anno fa Einaudi ha pubblicato un libro  antologizzando alcune di quelle lettere: le più belle. Scegliendo tra milioni. I corsivi di questo testo, insomma, non sono  opera mia: sono vere lettere ricevute da Babbo Natale e scritte dai bimbi di tutto il mondo.

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