“Cinecittà” conquista il Coccia

“Cinecittà” conquista il Coccia
Cultura 02 Gennaio 2015 ore 21:32

NOVARA – Un vero trionfo per Christian De Sica. Il suo debutto professionale al Coccia di Novara è una vera apoteosi. Due spettacoli sold out, sabato 20 e domenica 21 dicembre, un teatro gremito, un pubblico che si fa trascinare dal suo “Cinecittà”. «Ciao Novara», così l’attore e regista romano saluta gli spettatori e concede due bis, scegliendo “New York, New York” e l’inossidabile Frank Sinatra. Per lui una standing ovation senza fine, il pubblico è tutto per questo grande protagonista del mondo dello spettacolo che non ha aperto solo i cancelli della grande casa del cinema di Roma: ha aperto il suo cuore, lasciando fluire ricordi personali, emozioni e sentimenti capaci di portare l’orizzonte dalla sfera personale a quella del grande schermo. Uno spettacolo ben strutturato, con grandi artisti che eccellono nella recitazione, nel canto e nel ballo: con De Sica in scena ci sono gli attori Ernesta Argira, Daniele Antonini e Alessio Schiavo e il corpo di ballo composto da Roberto Carrozzino, Roberto D’Urso, Deborah Esposito, Dalila Frassanito, Veronica Lepri e Tommaso Petrolo. Ma non è finita. Al pianoforte c’è Riccardo Biseo, sul fondo del palco l’orchestra diretta dal maestro Marco Tiso. La regia è di Giampiero Solari, le coreografie di Franco Misera. E scusate se è poco! Per due ore ci si diverte, ci si rilassa, ci si emoziona. Un grande amore per lo spettacolo e per il cinema fa da collante a ogni scena e su tutto può la grande professionalità di De Sica. Che sa raccontare, sa cantare, sa ballare, sa raggiungere il cuore con un mondo fatto di vita vissuta, di provini, di aneddoti. Quanta dolcezza e quanta tenerezza quando 

NOVARA – Un vero trionfo per Christian De Sica. Il suo debutto professionale al Coccia di Novara è una vera apoteosi. Due spettacoli sold out, sabato 20 e domenica 21 dicembre, un teatro gremito, un pubblico che si fa trascinare dal suo “Cinecittà”. «Ciao Novara», così l’attore e regista romano saluta gli spettatori e concede due bis, scegliendo “New York, New York” e l’inossidabile Frank Sinatra. Per lui una standing ovation senza fine, il pubblico è tutto per questo grande protagonista del mondo dello spettacolo che non ha aperto solo i cancelli della grande casa del cinema di Roma: ha aperto il suo cuore, lasciando fluire ricordi personali, emozioni e sentimenti capaci di portare l’orizzonte dalla sfera personale a quella del grande schermo. Uno spettacolo ben strutturato, con grandi artisti che eccellono nella recitazione, nel canto e nel ballo: con De Sica in scena ci sono gli attori Ernesta Argira, Daniele Antonini e Alessio Schiavo e il corpo di ballo composto da Roberto Carrozzino, Roberto D’Urso, Deborah Esposito, Dalila Frassanito, Veronica Lepri e Tommaso Petrolo. Ma non è finita. Al pianoforte c’è Riccardo Biseo, sul fondo del palco l’orchestra diretta dal maestro Marco Tiso. La regia è di Giampiero Solari, le coreografie di Franco Misera. E scusate se è poco! Per due ore ci si diverte, ci si rilassa, ci si emoziona. Un grande amore per lo spettacolo e per il cinema fa da collante a ogni scena e su tutto può la grande professionalità di De Sica. Che sa raccontare, sa cantare, sa ballare, sa raggiungere il cuore con un mondo fatto di vita vissuta, di provini, di aneddoti. Quanta dolcezza e quanta tenerezza quando ricorda Alberto Sordi e quei momenti indimenticabili trascorsi sul set e nella sua casa, con il padre Vittorio e la madre Maria. O quando le sue parole raccontano come Vittorio De Sica, per salvare ebrei e comunisti dai nazisti, avesse portato da 30 a 300 le comparse del film che stava girando nella basilica di San Paolo a Roma dove arrivò anche monsignor Montini, il futuro Paolo VI, che pagò da bere a troupe e comparse. Note struggenti, ricordi veri, che ci portano ai film del neorealismo, ai grandi protagonisti del cinema italiano, come Cesare Zavattini e Roberto Rossellini, ma anche alle incursioni nelle tragiche vicende di quegli anni come la deportazione degli ebrei romani. C’è il passato lontano e c’è quello più recente, con i cinepanettoni, il suo sodalizio artistico con Massimo Boldi, la divertente cerimonia della laurea honoris causa, il suo rifiuto del mondo dei reality. La strada di Cinecittà si incrocia con quella di Broadway per regalare uno spaccato del cinema, passando con grande maestria da Frank Sinatra al nostro Lelio Luttazzi. Non mancano quelle “cadute di stile” (tra vaff… e simili) che la voce fuori campo, giocata sull’imitazione di Federico Fellini, gli rimprovera. Piace e conquista lo spettacolo di Christian De Sica: ci ricorda come eravamo sul filo di quella memoria collettiva che con stile frizzante e leggero racconta storie di vita.

E dopo lo straordinario successo di De Sica al teatro Coccia il 2015 riparte con “La scuola” di Domenico Starnone con Silvio Orlando e Marina Massironi (sabato 10 gennaio alle 21 e domenica 11 alle 16, biglietti da 15 a 30 euro a seconda dei settori). Silvio Orlando riporta in scena quello che lui stesso definisce “lo spettacolo più importante della mia carriera”.

Era infatti il 1992 l’anno in cui debuttò “Sottobanco”, interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo “La scuola”. Fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa. Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico.

“A vent’anni di distanza – commenta ancora Orlando – è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi”.

Eleonora Groppetti

Valentina Sarmenghi 

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