Con “Milano Expo” nella storia d’Italia

Con “Milano Expo” nella storia d’Italia
Cultura 21 Agosto 2015 ore 11:25

MILANO - Il colpo d’occhio è eccezionale. 110 opere che occupano il perimetro più esterno degli spazi della Palazzina Liberty, quasi ad abbracciare il visitatore che si immerge in un secolo di arte e storia, cronaca e società. È aperta fino al 29 agosto la mostra “Milano Expo dal 1906 al 2015. 110 artisti raccontano l’Italia” allestita alla Palazzina Liberty di Milano in occasione del grande evento internazionale. Curata dall’artista novarese Vittorio Tonon, l’allestimento tesse una fitta trama che ripercorre la storia d’Italia tra le due Esposizioni Universali di Milano, quelle del 1906 e del 2015, attraverso le opere di 110 artisti, italiani e stranieri. La mostra, nata con il patrocinio di Expo Milano 2015, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, il Consiglio di Zona 4, l’associazione culturale È-Vento, il sostegno di Sky e Veneto Banca, si collega idealmente a una analoga iniziativa curata da Tonon a Novara in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Là lo spirito creativo di 150 artisti a ripercorrere la storia del nostro Paese, qui un nuovo allestimento che, sul filo rosso delle Expo milanesi, getta uno sguardo mondiale per raccontare l’Italia con un percorso tra pittura e scultura, installazioni e video. Attraverso eventi nazionali e internazionali, interpretati con tecniche e stili diversi. Un percorso storico e cronologico, dal 1906 al 2015: si apre con un artista novarese, Bruno Polver, che richiama l’Expo del 1906, dedicata a trasporti e lavoro, nell’anno dell’apertura del traforo del Sempione. Si chiude con Giulia Traverso ed “Expo in città”. Elegante e originale il catalogo, un cofanetto con le schede delle opere in mostra, in due lingue, italiano e inglese. Vittorio Tonon (presente anche lui nel percorso con l’opera “Tripoli, bel suol d’amore”, 1911) parte dallo spazio, di per sé già un’opera d’arte: «Una location bellissima, anche se per l’allestimento ha presentato qualche soluzione particolare, senza impedire però di raggiungere l’obiettivo prefissato, e cioè ottenere che il percorso si snodasse lungo il perimetro esterno della sala. Crediamo di aver valorizzato tutte le opere, offrendo uno spazio adeguato per creare una successione cronologica del percorso». Numerosi sono gli artisti novaresi coinvolti, alcuni erano presenti all’inaugurazione. Elio Bozzola, in arte Belio, ha scelto il 1922, “Il Parco Nazionale del Gran Paradiso”. Florine Offergelt, artista di origini olandesi, è riuscita a creare un ideale collegamento tra l’anno scelto, 1966, e il suo Paese di origine. Quell’anno è passato alla storia per la drammatica alluvione che colpì Firenze. La sua opera, “Gli angeli del fango”, «realizzata in ceramica smaltata e realizzata appositamente per la mostra, richiama l’impegno di quei tanti volontari, alcuni arrivati anche dall’Olanda, per salvare opere d’arte, libri e dipinti dalla furia delle acque, anche se molti tesori purtroppo andarono perduti». Grazia Simeone celebra un eroe dello Stato: 1992, “Omaggio al giudice Giovanni Falcone”. Antonella Ferrara, orafa, ha scelto il 1962: la sua opera, “Il re del terrore”, richiama l’anno di nascita del fumetto Diabolik. La mostra offre una rilettura e una rappresentazione non retorica di quegli anni rivisitati attraverso gli occhi e la creatività degli artisti: accoglie i visitatori tutti i giorni, dalle 13 alle 20, con ingresso libero (chiuso il lunedì).

Eleonora Groppetti 

MILANO - Il colpo d’occhio è eccezionale. 110 opere che occupano il perimetro più esterno degli spazi della Palazzina Liberty, quasi ad abbracciare il visitatore che si immerge in un secolo di arte e storia, cronaca e società. È aperta fino al 29 agosto la mostra “Milano Expo dal 1906 al 2015. 110 artisti raccontano l’Italia” allestita alla Palazzina Liberty di Milano in occasione del grande evento internazionale. Curata dall’artista novarese Vittorio Tonon, l’allestimento tesse una fitta trama che ripercorre la storia d’Italia tra le due Esposizioni Universali di Milano, quelle del 1906 e del 2015, attraverso le opere di 110 artisti, italiani e stranieri. La mostra, nata con il patrocinio di Expo Milano 2015, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, il Consiglio di Zona 4, l’associazione culturale È-Vento, il sostegno di Sky e Veneto Banca, si collega idealmente a una analoga iniziativa curata da Tonon a Novara in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Là lo spirito creativo di 150 artisti a ripercorrere la storia del nostro Paese, qui un nuovo allestimento che, sul filo rosso delle Expo milanesi, getta uno sguardo mondiale per raccontare l’Italia con un percorso tra pittura e scultura, installazioni e video. Attraverso eventi nazionali e internazionali, interpretati con tecniche e stili diversi. Un percorso storico e cronologico, dal 1906 al 2015: si apre con un artista novarese, Bruno Polver, che richiama l’Expo del 1906, dedicata a trasporti e lavoro, nell’anno dell’apertura del traforo del Sempione. Si chiude con Giulia Traverso ed “Expo in città”. Elegante e originale il catalogo, un cofanetto con le schede delle opere in mostra, in due lingue, italiano e inglese. Vittorio Tonon (presente anche lui nel percorso con l’opera “Tripoli, bel suol d’amore”, 1911) parte dallo spazio, di per sé già un’opera d’arte: «Una location bellissima, anche se per l’allestimento ha presentato qualche soluzione particolare, senza impedire però di raggiungere l’obiettivo prefissato, e cioè ottenere che il percorso si snodasse lungo il perimetro esterno della sala. Crediamo di aver valorizzato tutte le opere, offrendo uno spazio adeguato per creare una successione cronologica del percorso». Numerosi sono gli artisti novaresi coinvolti, alcuni erano presenti all’inaugurazione. Elio Bozzola, in arte Belio, ha scelto il 1922, “Il Parco Nazionale del Gran Paradiso”. Florine Offergelt, artista di origini olandesi, è riuscita a creare un ideale collegamento tra l’anno scelto, 1966, e il suo Paese di origine. Quell’anno è passato alla storia per la drammatica alluvione che colpì Firenze. La sua opera, “Gli angeli del fango”, «realizzata in ceramica smaltata e realizzata appositamente per la mostra, richiama l’impegno di quei tanti volontari, alcuni arrivati anche dall’Olanda, per salvare opere d’arte, libri e dipinti dalla furia delle acque, anche se molti tesori purtroppo andarono perduti». Grazia Simeone celebra un eroe dello Stato: 1992, “Omaggio al giudice Giovanni Falcone”. Antonella Ferrara, orafa, ha scelto il 1962: la sua opera, “Il re del terrore”, richiama l’anno di nascita del fumetto Diabolik. La mostra offre una rilettura e una rappresentazione non retorica di quegli anni rivisitati attraverso gli occhi e la creatività degli artisti: accoglie i visitatori tutti i giorni, dalle 13 alle 20, con ingresso libero (chiuso il lunedì).

Eleonora Groppetti