Domenica 30 agosto a Invorio, l’atto unico “Partigiani. Io c’ero”

Domenica 30 agosto a Invorio, l’atto unico “Partigiani. Io c’ero”
Cultura 25 Agosto 2015 ore 10:30

INVORIO - Domenica 30 agosto, alle 21, nel cortile di Casa Curioni, a Invorio, nel Novarese, verrà messo in scena dal Teatro dei Passi l'atto unico "Partigiani. Io c'ero".

Scritta da Gianni Lucini e interpretata da Guido Tonetti ed Eleonora Pizzoccheri la storia che si snoda sulla scena è ambientata nei primi anni Settanta.

In un locale pubblico si incontrano Monica, giovane studentessa universitaria impegnata nei movimenti di contestazione e Mario, ex partigiano. Tra i due nasce una discussione che parte dalla contrapposizione e un confronto sulla Resistenza, con la ragazza che rimprovera aspramente la generazione dell'uomo per non aver fatto abbastanza e, soprattutto, per non aver saputo cambiare profondamente la società italiana.

Pacate e non prive di ironia, le repliche di Mario accompagnano la ragazza e lo spettatore in un periodo complicato come quello della Resistenza e di una battaglia politica e culturale non conclusasi con la Liberazione. Tra dialoghi nei quali si alternano momenti drammatici e brillanti, tra contrapposizioni, generazioni e discussioni sulla musica, la Resistenza rivive con tutta la sua carica di passione, sacrificio e impegno civile.

mo.c.


INVORIO - Domenica 30 agosto, alle 21, nel cortile di Casa Curioni, a Invorio, nel Novarese, verrà messo in scena dal Teatro dei Passi l'atto unico "Partigiani. Io c'ero".

Scritta da Gianni Lucini e interpretata da Guido Tonetti ed Eleonora Pizzoccheri la storia che si snoda sulla scena è ambientata nei primi anni Settanta.

In un locale pubblico si incontrano Monica, giovane studentessa universitaria impegnata nei movimenti di contestazione e Mario, ex partigiano. Tra i due nasce una discussione che parte dalla contrapposizione e un confronto sulla Resistenza, con la ragazza che rimprovera aspramente la generazione dell'uomo per non aver fatto abbastanza e, soprattutto, per non aver saputo cambiare profondamente la società italiana.

Pacate e non prive di ironia, le repliche di Mario accompagnano la ragazza e lo spettatore in un periodo complicato come quello della Resistenza e di una battaglia politica e culturale non conclusasi con la Liberazione. Tra dialoghi nei quali si alternano momenti drammatici e brillanti, tra contrapposizioni, generazioni e discussioni sulla musica, la Resistenza rivive con tutta la sua carica di passione, sacrificio e impegno civile.

mo.c.