Premio per l'editoria

Gianni Lucini e Luciana Pietraccini premiati per l’editoria locale

Il riconoscimento sarà assegnato durante il Premio Stresa di Narrativa, in programma il 25 ottobre

Gianni Lucini e Luciana Pietraccini premiati per l’editoria locale

Il giornalista e editore Gianni Lucini ha ricevuto una targa per l’editoria locale in onore del libro di Luciana Pietraccini, autrice di Massino Visconti, nell’ambito del Premio Stresa di Narrativa.

Riconoscimento per un’opera significativa

Quest’anno, il Premio Stresa di Narrativa 2026 conferirà una “targa per l’editoria locale” al volume “Sul filo di un attimo”, scritto da Luciana Pietraccini. La scrittrice ritirerà il premio durante la cerimonia che si svolgerà domenica 25 ottobre presso l’Hotel Regina Palace, storica sede del Premio. Il libro è stato pubblicato dalla casa editrice “Segni e Parole” di Novara, di proprietà di Gianni Lucini.

Le parole di Lucini

Commentando il prestigioso riconoscimento, Lucini ha espresso la sua soddisfazione per la scelta della giuria. Intervistato riguardo la sua attività di editore, ha affermato: “C’è una strana e bellissima responsabilità nel muoversi tra il giornalismo, lo scavo interiore dello scrittore e il mestiere del piccolo editore. Queste tre anime non sono compartimenti stagni, ma un unico modo di abitare il mondo della cultura. Se il giornalismo mi ancòra alla realtà dei fatti e la scrittura mi permette di esplorarne il senso più profondo, è nell’editoria che questo cerchio si chiude, portandomi oltre i confini del mio io. Fare il piccolo editore significa infatti compiere un atto di generosità e coraggio. Vuol dire smettere di guardarsi allo specchio come autore e mettersi al servizio delle storie degli altri. Significa saper ascoltare, scovare il talento dove i grandi gruppi non hanno tempo o la lungimiranza di guardare, e prendersi cura di un’altra voce, proteggendola e aiutandola a fiorire. Essere un piccolo editore indipendente oggi non è un esercizio di vanità, ma un presidio culturale. Significa assumersi il rischio economico e intellettuale di pubblicare libri che non rispondono alle logiche degli algoritmi o delle mode passeggere, ma a una precisa idea del mondo.”

“Con il rigore del giornalista – prosegue Lucini – verifico la solidità dei progetti e con la sensibilità dello scrittore ne curo la parola; poi come editore, costruisco una casa comune, un catalogo che sia una comunità aperta. Pubblicare gli altri significa creare uno spazio di libertà in cui il mio lavoro non è più un monologo, ma un dialogo vivo: un artigianato totale che trasforma la passione per la parola in un destino condiviso.”