Prevenzione

Giovani della Cri di Arona in campo contro le malattie sessualmente trasmissibili

Banchetto in piazza per sensibilizzare i giovani

Giovani della Cri di Arona in campo contro le malattie sessualmente trasmissibili
Arona, 07 Dicembre 2019 ore 07:00

Giovani della Cri di Arona sono stati protagonisti di un’iniziativa di sensibilizzazione contro le malattie sessualmente trasmissibili.

Giovani della Cri in campo

“Il rischio non è un’emozione”, lo hanno spiegato a decine di ragazzi e ragazze come loro i volontari del Gruppo Giovani Cri Arona, che sabato 30 novembre sono scesi in piazza per sensibilizzare i coetanei e chiunque altro interessato sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids celebratasi domenica 1 dicembre.

I dati ufficiali

“In Italia sono circa 130mila le persone che convivono con l’Hiv – commenta Chiara Lazzarotto, delegato Area Giovani Cri Arona – E nonostante si registri una diminuzione di nuove diagnosi d’infezione, nessuno deve abbassare la guardia, perché l’Hiv e le infezioni sessualmente trasmesse riguardano potenzialmente tutti se non si adottano comportamenti responsabili di prevenzione. Questo è anche il messaggio chiave della campagna 2019 del Ministero della Salute “Con l’HIV non si scherza #HIVriguardatutti” che invita all’azione».
La chiamata all’azione è chiara: bisogna usare il preservativo, perché è la misura preventiva più efficace per proteggersi dal virus ed è importante eseguire il test per iniziare precocemente, se necessario, la terapia antiretrovirale. Eppure i rapporti sessuali non protetti continuano a essere la causa principale delle nuove infezioni.  I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che nel 2018 sono state riportate in Italia 2.847 nuove diagnosi d’infezione da Hiv, pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti e l’80% è riconducibile proprio al sesso non protetto. L’incidenza più alta d’infezione è stata osservata tra le persone di 25-29 anni e in generale, gli uomini costituiscono la stragrande maggioranza delle persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2018”.