Cultura
Il personaggio

Il "Cielo nero" vale un argento a Sergio Colombo

Secondo posto per il pittore di Oleggio

Il "Cielo nero" vale un argento a Sergio Colombo
Cultura Ovest Ticino, 27 Ottobre 2022 ore 08:00

Le opere di Sergio Colombo tornano a conquistare premi e pareri positivi dalle giurie della Lombardia. L'artista di Oleggio ha da poco partecipato alla 12esima edizione del 3ART concorso di Pittura promosso dal Comune di Spirano conquistando il secondo posto con il suo “Cielo nero”.

Colombo e la sua tecnica

«Interessante e accattivante la scelta della tecnica» il commento della giuria di esperti: Colombo nella sua opera ha messo insieme pittura e collage, una tecnica che gli permette di esprimere al meglio la sua arte. «Mi piace recuperare e ricreare partendo da strappi di riviste e giornali – spiega Colombo – e poi aggiungere a pennello ciò che manca rispetto a quello che vorrei diventasse il risultato finale». Colombo è stato premiato anche al 51esimo concorso nazionale di pittura contemporanea ed estemporanea “Quarta Duminica” Città di Mede, classificandosi al terzo posto con il suo “Paesaggio invernale”, anche questo realizzato con tecnica mista. Dopo queste due partecipazioni Colombo è momentaneamente “in pausa”, «non smetto però di creare – conferma – quando arriva l'ispirazione scendo nel mio laboratorio, accendo la musica e dipingo, creo collage, improvviso nuove opere».

La meraviglia dei paesaggi

Sono tutti paesaggi, raccontano di scorci visti o immaginati, alcuni incontrati lungo la strada dell'artista, altri visti da fotografie, altri pura immaginazione, «di solito non rappresentano la realtà però – spiega – c'è sempre una parte della mia fantasia a portarmi in quei paesaggi». E così, di volta in volta, si aggiunge un nuovo paesaggio tra le opere esposte e conservate nel suo garage: «Oltre mille – conferma – da quando ho iniziato. Alcune non le ho più, qualcuna è stata venduta, altre regalate. Alcune nascono e crescono in pochi attimi, altre invece sono frutto di settimane di lavoro», ma tutte sono “figlie” del proprio autore e per lui tutte raccontano una parte di sè.

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