Il Premio Cantelli tornerà in vita?

Il Premio Cantelli tornerà in vita?
Cultura 29 Marzo 2015 ore 03:25

NOVARA - L’appello è stato lanciato dal maestro Riccardo Muti dal palco del Coccia. «Ristabiliamo il concorso Cantelli. Una bella opportunità per i giovani. Se si creasse una giuria internazionale sarei disposto a farne parte, trovando i tempi giusti. E questa bella orchestra di giovani (l’Orchestra “Luigi Cherubini”, ndr) potrebbe essere coinvolta nei concerti del concorso». Più chiaro di così… Il messaggio è stato lanciato da Muti, quarto vincitore del Premio Cantelli, durante il concerto di venerdì 20 marzo. Una storia luminosa quella del premio: riservato a giovani direttori d’orchestra, si era rivelato un trampolino di lancio per personaggi che poi avrebbero calcato con successo la scena musicale. L’avventura era iniziata negli anni Sessanta, prima edizione nel 1961, grazie all’iniziativa dell’Ente Provinciale per il Turismo di Novara con l’obiettivo di ricordare Guido Cantelli, giovane ma già famoso direttore d’orchestra morto in un incidente aereo nel 1956 alle porte di Parigi. Dopo Novara Milano: il Teatro alla Scala “adottò” il premio che poi andò incontro a un triste destino, spegnendosi per sempre nel 1980. Che cosa risponde il Comune di Novara all’appello di Muti? «Abbiamo in previsione di incontrare presto il maestro Muti – annuncia il sindaco Andrea Ballarè – che ha espresso il desiderio di parlare del premio. Quella sera non c’è stata l’occasione ma quanto prima lo incontreremo per avere la conferma della sua disponibilità a questa operazione che ci attira molto. Ma, come tutte le operazioni di questo tipo, ha bisogno di avere testimonial importanti per mantenere la nomea e arrivare a risultati concreti». Sarà anche un bell’impegno economico… «Il maestro – conclude Ballarè – ha detto che ci avrebbe aiutato anche su questo fronte». L’appello a far risorgere il Premio Cantelli era stato lanciato nel 2013 dal direttore del Conservatorio Renato Meucci all’atto del suo insediamento. «Un progetto – aveva detto Meucci – che mi sta molto a cuore. Certo non è semplice, perché un concorso come questo ha dei costi, ma su questa strada dobbiamo andare avanti, coinvolgendo anche l’Amministrazione comunale. Sarebbe opportuno costituire un comitato che possa lavorare a livello nazionale per riportare Novara al centro del panorama musicale». E ora quelle parole risuonano ancora più forti, dopo l’appello di Muti. «Sfonda una porta aperta – così Meucci –. È quanto ho detto al maestro incontrandolo nel pomeriggio, quando abbiamo discusso proprio del premio. Sono commosso. Questo il messaggio che anch’io ho lanciato appena eletto. E se ora lo dice una autorità come Muti non dobbiamo far cadere l’invito. Un traguardo importante per Novara, si potrebbe partire nel 2016. Magari con una iniziativa una tantum ma che consenta di riattivare un premio che era una delle perle più rare per Novara. Noi siamo disposti a collaborare a 360°: si tratta di mettersi a tavolino e di discutere su come procedere per raccogliere il suo appello. Coinvolgendo il Comune e la città. Noi non abbiamo fondi, ma talenti e buona volontà: possiamo mettere tanto impegno. Se l’Amministrazione comunale incomincia a ragionare si può fare!».

Eleonora Groppetti

NOVARA - L’appello è stato lanciato dal maestro Riccardo Muti dal palco del Coccia. «Ristabiliamo il concorso Cantelli. Una bella opportunità per i giovani. Se si creasse una giuria internazionale sarei disposto a farne parte, trovando i tempi giusti. E questa bella orchestra di giovani (l’Orchestra “Luigi Cherubini”, ndr) potrebbe essere coinvolta nei concerti del concorso». Più chiaro di così… Il messaggio è stato lanciato da Muti, quarto vincitore del Premio Cantelli, durante il concerto di venerdì 20 marzo. Una storia luminosa quella del premio: riservato a giovani direttori d’orchestra, si era rivelato un trampolino di lancio per personaggi che poi avrebbero calcato con successo la scena musicale. L’avventura era iniziata negli anni Sessanta, prima edizione nel 1961, grazie all’iniziativa dell’Ente Provinciale per il Turismo di Novara con l’obiettivo di ricordare Guido Cantelli, giovane ma già famoso direttore d’orchestra morto in un incidente aereo nel 1956 alle porte di Parigi. Dopo Novara Milano: il Teatro alla Scala “adottò” il premio che poi andò incontro a un triste destino, spegnendosi per sempre nel 1980. Che cosa risponde il Comune di Novara all’appello di Muti? «Abbiamo in previsione di incontrare presto il maestro Muti – annuncia il sindaco Andrea Ballarè – che ha espresso il desiderio di parlare del premio. Quella sera non c’è stata l’occasione ma quanto prima lo incontreremo per avere la conferma della sua disponibilità a questa operazione che ci attira molto. Ma, come tutte le operazioni di questo tipo, ha bisogno di avere testimonial importanti per mantenere la nomea e arrivare a risultati concreti». Sarà anche un bell’impegno economico… «Il maestro – conclude Ballarè – ha detto che ci avrebbe aiutato anche su questo fronte». L’appello a far risorgere il Premio Cantelli era stato lanciato nel 2013 dal direttore del Conservatorio Renato Meucci all’atto del suo insediamento. «Un progetto – aveva detto Meucci – che mi sta molto a cuore. Certo non è semplice, perché un concorso come questo ha dei costi, ma su questa strada dobbiamo andare avanti, coinvolgendo anche l’Amministrazione comunale. Sarebbe opportuno costituire un comitato che possa lavorare a livello nazionale per riportare Novara al centro del panorama musicale». E ora quelle parole risuonano ancora più forti, dopo l’appello di Muti. «Sfonda una porta aperta – così Meucci –. È quanto ho detto al maestro incontrandolo nel pomeriggio, quando abbiamo discusso proprio del premio. Sono commosso. Questo il messaggio che anch’io ho lanciato appena eletto. E se ora lo dice una autorità come Muti non dobbiamo far cadere l’invito. Un traguardo importante per Novara, si potrebbe partire nel 2016. Magari con una iniziativa una tantum ma che consenta di riattivare un premio che era una delle perle più rare per Novara. Noi siamo disposti a collaborare a 360°: si tratta di mettersi a tavolino e di discutere su come procedere per raccogliere il suo appello. Coinvolgendo il Comune e la città. Noi non abbiamo fondi, ma talenti e buona volontà: possiamo mettere tanto impegno. Se l’Amministrazione comunale incomincia a ragionare si può fare!».

Eleonora Groppetti