Il presidente Mattarella aprirà il Salone

Il presidente Mattarella aprirà il Salone
Cultura 01 Maggio 2015 ore 13:57

TORINO - Cresce ancora il Salone del Libro. E quest'anno inaugurazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sarà a Torino giovedì 14 maggio per il taglio del nastro dell'edizione numero 28. Appuntamento fino al 18 maggio al Lingotto Fiere. Ma non solo. Perché con il Salone Off la kermesse prosegue nella sua espansione e per il sigillo 2015 sbarcherà negli oratori torinesi. Lunedì a Torino è caduto il velo sul Salone con la conferenza stampa di presentazione. Trentanove le sale e gli spazi incontri per gli eventi in programma. Il Salone è promosso e coordinato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, presieduta da Rolando Picchioni. Direttore editoriale è Ernesto Ferrero. Ospite d'onore la Germania, presente nel Padiglione 3 con un grande spazio multimediale. Gli altri Paesi al Salone con propri stand sono Albania, Arabia Saudita, Azerbaigian, Brasile, Israele, Kazakhstan, Mozambico, Perù, Polonia, Romania, Santa Sede e Turchia. Parole di orgoglio nell'intervento iniziale del sindaco Piero Fassino: «L'invito accolto dal presidente Mattarella sottolinea il valore assoluto raggiunto dalla manifestazione. Il programma ha un'ampiezza straordinaria, il tema conduttore sarà un viaggio attraverso le tante eccellenze del libro, degli autori e della letteratura. Per cinque giorni il Salone sarà meta di un grandissimo flusso di visitatori. Nell'anno di Expo assume un particolare rilievo». In tempi di crisi il Salone va controcorrente. Lo dice Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro: «Ancora una volta i fatti confermano come il Salone, nel panorama della lettura e dell'editoria, rappresenti un canone inverso: una felice eccezione anticiclica. E come la sua unicità e singolarità sia confermata sempre più dai numeri di espositori e relatori. Sono 80 i nuovi espositori totali. Sorprendente la risposta delle Regioni. Il Piemonte è presente con i suoi Paesaggi Unesco, il recupero dei borghi montani, la “poesia liquida” delle risaie e la testimonianza straordinaria del Castello di Masino.  Passa sempre piuÌ per il Salone di Torino il confine futuro fra libro cartaceo e tecnologie digitali. Tutti segnali incoraggianti che non devono farci dimenticare che questo Salone eÌ stato preparato e incubato con l'ombra lunga di un mercato che fatica a riprendersi, cui s'eÌ sommato il venir meno di risorse finanziarie fondamentali come il contributo di un socio fondatore, la Provincia di Torino, e quello altrettanto importante di Unioncamere Piemonte. La conseguente, rigorosa spending review ci ha imposto come obiettivo un taglio di costi del 20%. Stimolati e supportati in questo dal consiglio di amministrazione crediamo di esserci riusciti: magari rinunciando a qualche piacevolezza e qualche optional, ma senza intaccare minimamente la ricchezza, l'offerta e la varietà, garanzie da sempre della nostra manifestazione. Tutti confermati i grandi contenitori, parte identitaria e irrinunciabile del Salone». Il direttore Ferrero conferma le parole di Picchioni: «In anni difficili il Salone è in controtendenza. La variegata filiera del libro ci crede e investe. Un ringraziamento speciale agli editori, per il loro entusiasmo e la loro collaborazione visto che si accollano dei costi. C'è uno sterminato programma realizzato con un sesto o un settimo di quello che costa un festival culturale in Italia. Peculiarità, rinnovato piacere di condivisone di interessi, curiosità, passione, spazio civile di approfondimento e confronto, in cui si discute di polis». Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura e al Turismo, parla con soddisfazione dei risultati che in Piemonte sta portando l'investimento in cultura: «La Regione c'è e ci crede. Avremo uno spazio condiviso, porteremo novità. Un'occasione per dare voce ai nostri territori piemontesi, patrimonio delle Atl, per riscoprire luoghi che non conosciamo: ho visto un luogo straordinario a Biella, il Parco della Burcina. Poi c'è l'enogastronomia. E l'impresa culturale. Sono nate importanti start up nate in tre incubatori, due a Torino e uno a Novara. La ricchezza del nostro Piemonte». Germania ospite d'onore: nelle parole di Gabriele Kreuter-Lenz, direttrice Goethe-Insitut in Italia, e di Barbel Becker, direttore progetti internazionali Buchmesse Francoforte, il Salone getta «un ponte importante tra la cultura italiana e quella tedesca».
Lidia Ravera, che è anche assessore regionale alla Cultura del Lazio, sarà madrina della manifestazione: parla dei progetti per «ossigenare il più possibile il mondo di chi ama, consuma e promuove i libri, gli oggetti dei nostro desiderio imperituro», mentre lo scrittore Giuseppe Culicchia, responsabile di “Officjna. Editoria Progetto”, apre le porte agli editori indipendenti, «una delle meraviglie d'Italia».
Eleonora Groppetti

TORINO - Cresce ancora il Salone del Libro. E quest'anno inaugurazione con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sarà a Torino giovedì 14 maggio per il taglio del nastro dell'edizione numero 28. Appuntamento fino al 18 maggio al Lingotto Fiere. Ma non solo. Perché con il Salone Off la kermesse prosegue nella sua espansione e per il sigillo 2015 sbarcherà negli oratori torinesi. Lunedì a Torino è caduto il velo sul Salone con la conferenza stampa di presentazione. Trentanove le sale e gli spazi incontri per gli eventi in programma. Il Salone è promosso e coordinato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, presieduta da Rolando Picchioni. Direttore editoriale è Ernesto Ferrero. Ospite d'onore la Germania, presente nel Padiglione 3 con un grande spazio multimediale. Gli altri Paesi al Salone con propri stand sono Albania, Arabia Saudita, Azerbaigian, Brasile, Israele, Kazakhstan, Mozambico, Perù, Polonia, Romania, Santa Sede e Turchia. Parole di orgoglio nell'intervento iniziale del sindaco Piero Fassino: «L'invito accolto dal presidente Mattarella sottolinea il valore assoluto raggiunto dalla manifestazione. Il programma ha un'ampiezza straordinaria, il tema conduttore sarà un viaggio attraverso le tante eccellenze del libro, degli autori e della letteratura. Per cinque giorni il Salone sarà meta di un grandissimo flusso di visitatori. Nell'anno di Expo assume un particolare rilievo». In tempi di crisi il Salone va controcorrente. Lo dice Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro: «Ancora una volta i fatti confermano come il Salone, nel panorama della lettura e dell'editoria, rappresenti un canone inverso: una felice eccezione anticiclica. E come la sua unicità e singolarità sia confermata sempre più dai numeri di espositori e relatori. Sono 80 i nuovi espositori totali. Sorprendente la risposta delle Regioni. Il Piemonte è presente con i suoi Paesaggi Unesco, il recupero dei borghi montani, la “poesia liquida” delle risaie e la testimonianza straordinaria del Castello di Masino.  Passa sempre piuÌ per il Salone di Torino il confine futuro fra libro cartaceo e tecnologie digitali. Tutti segnali incoraggianti che non devono farci dimenticare che questo Salone eÌ stato preparato e incubato con l'ombra lunga di un mercato che fatica a riprendersi, cui s'eÌ sommato il venir meno di risorse finanziarie fondamentali come il contributo di un socio fondatore, la Provincia di Torino, e quello altrettanto importante di Unioncamere Piemonte. La conseguente, rigorosa spending review ci ha imposto come obiettivo un taglio di costi del 20%. Stimolati e supportati in questo dal consiglio di amministrazione crediamo di esserci riusciti: magari rinunciando a qualche piacevolezza e qualche optional, ma senza intaccare minimamente la ricchezza, l'offerta e la varietà, garanzie da sempre della nostra manifestazione. Tutti confermati i grandi contenitori, parte identitaria e irrinunciabile del Salone». Il direttore Ferrero conferma le parole di Picchioni: «In anni difficili il Salone è in controtendenza. La variegata filiera del libro ci crede e investe. Un ringraziamento speciale agli editori, per il loro entusiasmo e la loro collaborazione visto che si accollano dei costi. C'è uno sterminato programma realizzato con un sesto o un settimo di quello che costa un festival culturale in Italia. Peculiarità, rinnovato piacere di condivisone di interessi, curiosità, passione, spazio civile di approfondimento e confronto, in cui si discute di polis». Antonella Parigi, assessore regionale alla Cultura e al Turismo, parla con soddisfazione dei risultati che in Piemonte sta portando l'investimento in cultura: «La Regione c'è e ci crede. Avremo uno spazio condiviso, porteremo novità. Un'occasione per dare voce ai nostri territori piemontesi, patrimonio delle Atl, per riscoprire luoghi che non conosciamo: ho visto un luogo straordinario a Biella, il Parco della Burcina. Poi c'è l'enogastronomia. E l'impresa culturale. Sono nate importanti start up nate in tre incubatori, due a Torino e uno a Novara. La ricchezza del nostro Piemonte». Germania ospite d'onore: nelle parole di Gabriele Kreuter-Lenz, direttrice Goethe-Insitut in Italia, e di Barbel Becker, direttore progetti internazionali Buchmesse Francoforte, il Salone getta «un ponte importante tra la cultura italiana e quella tedesca».
Lidia Ravera, che è anche assessore regionale alla Cultura del Lazio, sarà madrina della manifestazione: parla dei progetti per «ossigenare il più possibile il mondo di chi ama, consuma e promuove i libri, gli oggetti dei nostro desiderio imperituro», mentre lo scrittore Giuseppe Culicchia, responsabile di “Officjna. Editoria Progetto”, apre le porte agli editori indipendenti, «una delle meraviglie d'Italia».
Eleonora Groppetti