Il Teatro Coccia in vetrina a Spoleto

Il Teatro Coccia in vetrina a Spoleto
Cultura 11 Maggio 2015 ore 15:43

ROMA - Il nome del Teatro Coccia nel cartellone del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Un doppio prestigio. Per la presenza in un cartellone di rilievo internazionale e per l’onore dell’apertura della 58ª edizione. Venerdì 26 giugno il sipario si alzerà con l’opera di Mozart “Così fan tutte o sia La scola degli amanti”, nuova produzione che nasce dalla collaborazione tra il Festival di Spoleto e la Fondazione Teatro Coccia di Novara. L’accordo proseguirà fino al 2017 con altre due opere di Mozart, “Le nozze di Figaro” e il “Don Giovanni”. Venerdì scorso per il sindaco di Novara Andrea Ballarè e la direttrice del Teatro Coccia Renata Rapetti missione a Roma in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival. Nel Salone dell’Ex Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, alla presenza del ministro Dario Franceschini, riflettori puntati sulla rassegna in programma dal 26 giugno al 12 luglio: 17 giorni con opere, concerti, balletti, recital, pièce teatrali affiancati da rassegne di cinema, laboratori, convegni, incontri, premi, concorsi, eventi speciali. La regia è di Giorgio Ferrara, per l’ottavo anno al timone della direzione artistica. Sostengono il Festival il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (che partecipa al budget per il 70%), le istituzioni del territorio, fondazioni private (Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondazione Carla Fendi e Fondazione Roma Arte-Musei), istituti bancari e realtà aziendali. Tante le stelle che brilleranno: da Juliette Greco a Mikhail Baryshnikov, da Vanessa Redgrave a Eleonora Abbagnato, da Adriana Asti a Lucrezia Lante della Rovere a Luis Bacalov. Fernando Botero (cui sarà dedicata la mostra promossa dal Comune di Spoleto con una esposizione di quarantotto gessi) è autore del manifesto della 58ª edizione. «Il Festival - sono parole del direttore Ferrara – è un bene da preservare e da valorizzare, ha solide radici ma è capace di rinnovarsi guardando al futuro. Spazi unici in cui convergono le grandi arti, coniugando avanguardia e tradizione, artisti di fama e nomi emergenti. In tempi di crisi abbiamo dato il nostro contributo, mettendo a diposizione 5.000 biglietti al prezzo di 1 euro e adottando una nuova politica per il concerto finale con biglietti più accessibili e popolari, da 10 euro per i posti in piedi a 70 per il settore Gold, mentre prima erano di 200 e 250 euro. 

Grazie alla politica ministeriale possiamo ragionare in termini triennali: abbiamo già definito per opera e musica gli appuntamenti principali fino al 2017. Tre opere di Mozart con lo stesso direttore d'orchestra e la stessa orchestra, la “Luigi Cherubini”, raccogliendo così l’appello di Riccardo Muti per dare più spazio ai giovani, e la stessa regia, la mia. Non cambiano scenografo e costumista, per unità musicale e di stile. Tre direttori diversi per il concerto finale: nel 2017 toccherà al maestro Muti. Abbiamo stipulato un accordo quadro con la Fondazione Teatro Coccia di Novara che produrrà e rappresenterà la trilogia mozartiana, in sala c'è il sindaco Andrea Ballarè. Collaborazioni anche con il Festival di Ravenna e il Teatro Metastasio Stabile di Prato». Per il ministro Franceschini («per due volte di seguito – ha fatto notare Ferrara – abbiamo lo stesso Ministro») «un programma di altissimo livello quello del Festival: una importante occasione del sistema paese nell’anno di Expo e, soprattutto, un eccellente esempio del rapporto positivo tra pubblico e privato. Le risorse pubbliche non saranno mai sostituite da quelle private, ma è necessario che i privati le integrino attraverso le sponsorizzazioni e il mecenatismo. Credo nel valore dell’Art Bonus: i risultati stanno arrivando. È la strada da percorrere per valorizzare quell’immenso patrimonio che il mondo ci invidia, un museo diffuso, collaborando tutti insieme, senza campanilismi. In una stagione di tagli è iniziata l’inversione: stiamo lavorando al Fondo Unico per lo Spettacolo, abbiamo introdotto il concetto della triennalità. Dobbiamo far scattare una identità forte tra il territorio orgoglioso e le sue specificità culturali. La crescita sarà enorme se si crede nel sistema paese».

Il via al Festival venerdì 26 giugno alle 19.30 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (replica domenica 28 e lunedì 29 giugno alle 15.30): l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, fondata da Riccardo Muti, sarà guidata da James Conlon, direttore di fama internazionale; le scene e i costumi sono dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, la regia di Giorgio Ferrara, le luci di Daniele Nannuzzi. Grande orgoglio per il sindaco Ballarè: «Un risultato eccezionale che fa parte della nostra strategia in campo culturale. Fin da subito abbiamo scommesso sulla cultura per aumentare l’offerta alla città, attirare visitatori e far conoscere Novara al Paese con un programma appetibile a livello nazionale. Anche il Teatro Coccia si sta muovendo in questa direzione.  L’ennesimo tassello di una politica culturale che sta dando i suoi frutti oltre a essere una attestazione di grande stima, del valore del nostro teatro e della Fondazione. I complimenti del ministro Franceschini lo dimostrano». Da Spoleto a Novara: «Le tre opere di Mozart in scena al Festival – così la direttrice Rapetti – saranno poi in cartellone al Coccia. Un rapporto di stima e di amicizia con il direttore Ferrara ci ha permesso di realizzare questo accordo che offre al nostro personale e ai nostri tecnici l’opportunità di collaborare per tre anni con il Festival. Una meravigliosa coincidenza che è una grande vetrina per il Coccia: l’Orchestra “Cherubini”, Spoleto e poi Novara».

Eleonora Groppetti

ROMA - Il nome del Teatro Coccia nel cartellone del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Un doppio prestigio. Per la presenza in un cartellone di rilievo internazionale e per l’onore dell’apertura della 58ª edizione. Venerdì 26 giugno il sipario si alzerà con l’opera di Mozart “Così fan tutte o sia La scola degli amanti”, nuova produzione che nasce dalla collaborazione tra il Festival di Spoleto e la Fondazione Teatro Coccia di Novara. L’accordo proseguirà fino al 2017 con altre due opere di Mozart, “Le nozze di Figaro” e il “Don Giovanni”. Venerdì scorso per il sindaco di Novara Andrea Ballarè e la direttrice del Teatro Coccia Renata Rapetti missione a Roma in occasione della conferenza stampa di presentazione del Festival. Nel Salone dell’Ex Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, alla presenza del ministro Dario Franceschini, riflettori puntati sulla rassegna in programma dal 26 giugno al 12 luglio: 17 giorni con opere, concerti, balletti, recital, pièce teatrali affiancati da rassegne di cinema, laboratori, convegni, incontri, premi, concorsi, eventi speciali. La regia è di Giorgio Ferrara, per l’ottavo anno al timone della direzione artistica. Sostengono il Festival il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (che partecipa al budget per il 70%), le istituzioni del territorio, fondazioni private (Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Fondazione Carla Fendi e Fondazione Roma Arte-Musei), istituti bancari e realtà aziendali. Tante le stelle che brilleranno: da Juliette Greco a Mikhail Baryshnikov, da Vanessa Redgrave a Eleonora Abbagnato, da Adriana Asti a Lucrezia Lante della Rovere a Luis Bacalov. Fernando Botero (cui sarà dedicata la mostra promossa dal Comune di Spoleto con una esposizione di quarantotto gessi) è autore del manifesto della 58ª edizione. «Il Festival - sono parole del direttore Ferrara – è un bene da preservare e da valorizzare, ha solide radici ma è capace di rinnovarsi guardando al futuro. Spazi unici in cui convergono le grandi arti, coniugando avanguardia e tradizione, artisti di fama e nomi emergenti. In tempi di crisi abbiamo dato il nostro contributo, mettendo a diposizione 5.000 biglietti al prezzo di 1 euro e adottando una nuova politica per il concerto finale con biglietti più accessibili e popolari, da 10 euro per i posti in piedi a 70 per il settore Gold, mentre prima erano di 200 e 250 euro. 

Grazie alla politica ministeriale possiamo ragionare in termini triennali: abbiamo già definito per opera e musica gli appuntamenti principali fino al 2017. Tre opere di Mozart con lo stesso direttore d'orchestra e la stessa orchestra, la “Luigi Cherubini”, raccogliendo così l’appello di Riccardo Muti per dare più spazio ai giovani, e la stessa regia, la mia. Non cambiano scenografo e costumista, per unità musicale e di stile. Tre direttori diversi per il concerto finale: nel 2017 toccherà al maestro Muti. Abbiamo stipulato un accordo quadro con la Fondazione Teatro Coccia di Novara che produrrà e rappresenterà la trilogia mozartiana, in sala c'è il sindaco Andrea Ballarè. Collaborazioni anche con il Festival di Ravenna e il Teatro Metastasio Stabile di Prato». Per il ministro Franceschini («per due volte di seguito – ha fatto notare Ferrara – abbiamo lo stesso Ministro») «un programma di altissimo livello quello del Festival: una importante occasione del sistema paese nell’anno di Expo e, soprattutto, un eccellente esempio del rapporto positivo tra pubblico e privato. Le risorse pubbliche non saranno mai sostituite da quelle private, ma è necessario che i privati le integrino attraverso le sponsorizzazioni e il mecenatismo. Credo nel valore dell’Art Bonus: i risultati stanno arrivando. È la strada da percorrere per valorizzare quell’immenso patrimonio che il mondo ci invidia, un museo diffuso, collaborando tutti insieme, senza campanilismi. In una stagione di tagli è iniziata l’inversione: stiamo lavorando al Fondo Unico per lo Spettacolo, abbiamo introdotto il concetto della triennalità. Dobbiamo far scattare una identità forte tra il territorio orgoglioso e le sue specificità culturali. La crescita sarà enorme se si crede nel sistema paese».

Il via al Festival venerdì 26 giugno alle 19.30 al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (replica domenica 28 e lunedì 29 giugno alle 15.30): l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, fondata da Riccardo Muti, sarà guidata da James Conlon, direttore di fama internazionale; le scene e i costumi sono dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, la regia di Giorgio Ferrara, le luci di Daniele Nannuzzi. Grande orgoglio per il sindaco Ballarè: «Un risultato eccezionale che fa parte della nostra strategia in campo culturale. Fin da subito abbiamo scommesso sulla cultura per aumentare l’offerta alla città, attirare visitatori e far conoscere Novara al Paese con un programma appetibile a livello nazionale. Anche il Teatro Coccia si sta muovendo in questa direzione.  L’ennesimo tassello di una politica culturale che sta dando i suoi frutti oltre a essere una attestazione di grande stima, del valore del nostro teatro e della Fondazione. I complimenti del ministro Franceschini lo dimostrano». Da Spoleto a Novara: «Le tre opere di Mozart in scena al Festival – così la direttrice Rapetti – saranno poi in cartellone al Coccia. Un rapporto di stima e di amicizia con il direttore Ferrara ci ha permesso di realizzare questo accordo che offre al nostro personale e ai nostri tecnici l’opportunità di collaborare per tre anni con il Festival. Una meravigliosa coincidenza che è una grande vetrina per il Coccia: l’Orchestra “Cherubini”, Spoleto e poi Novara».

Eleonora Groppetti