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Imponente progetto per riqualificare l’intero percorso del Sacro Monte di Oropa

Verrà svelato sabato.

Imponente progetto per riqualificare l’intero percorso del Sacro Monte di Oropa
Cultura 06 Giugno 2019 ore 16:57

Imponente progetto per riqualificare l’intero percorso del Sacro Monte di Oropa. Lo riportano i colleghi de laprovinciadibiella.it

Imponente progetto

E’ uno dei più rilevanti progetti di recupero ambientale di un bene Patrimonio Unesco quello che verrà presentato sabato 8 giugno 2019, alle 10,30, a Biella, in Palazzo Gromo Losa, e che troverà concreta attuazione nei prossimi tre anni.
Il progetto, stimolato dal Garden Club di Biella insieme con l’Ente di Gestione dei Sacri Monti del Piemonte ed il Santuario di Oropa, ha l’obiettivo di riqualificare l’intero percorso del Sacro Monte, il più alto dei sette del Piemonte e, per molti versi, il più misticamente suggestivo.

Qualche antipazione

“Le 12 Cappelle, popolate da centinaia di statue di terracotta policroma a grandezza naturale, sono dedicate alla storia della vita di Maria. Ciascuna di esse presenta ai fedeli un episodio della vita della Madonna”, evidenzia Elena De Filippis, Direttore dell’Ente Sacri Monti del Piemonte.

“Costruito tra il 1620 e il 1720 circa, il Sacro Monte conobbe il proprio sviluppo architettonico nello stesso periodo in cui il Santuario era in massima espansione. I fratelli D’Enrico, Giovanni e Melchiorre, con Francesco Auregio ed i Galliari furono tra i grandi artisti che lavorarono al Sacro Monte, curandone gli aspetti scultorei e pittorici, contribuendo a fare di questo complesso architettonico un percorso di fede che si sviluppa attraverso un vero e proprio paesaggio sacralizzato”.

E’ un semplice percorso che si dipana a zig zag sul pendio erboso, a condurre il visitatore di Cappella in Cappella, sino a raggiungere l’ingresso del monumentale Santuario della Madonna di Oropa, uno dei più frequentati centri di culto mariano in Europa.
Quel percorso che, in origine, prevedeva un perfetto equilibrio tra i manufatti a l’ambiente, si inerpica da quota 1200 metri, in un paesaggio alpino di straordinaria bellezza.
Quel mirabile equilibrio oggi non è più evidente. Nell’area sommitale il bosco ha preso sopravvento sulle Cappelle, con alberi di grandi dimensioni, fitti e preponderanti, che avvolgono le ultime cappelle. Scardinando così il progetto originale che prevedeva una precisa sintesi tra il verdeggiare dei prati, dove è tutt’ora comune transitare tra pecore e mucche al pascolo, e il bianco delle murature. Ad essere intercettata dagli alberi troppo incombenti è anche la luce naturale che non riesce più ad illuminare, secondo il preciso, suggestivo gioco luministico originario, gli interni popolati dai personaggi.

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