Importanti risultati per RossoLab

Importanti risultati per RossoLab
Cultura 19 Aprile 2016 ore 15:29

GALLIATE - Risultati importanti quelli ottenuti di recente dalla scuola di danza di Galliate RossoLab, progetto danza gestito da Mirella (coreografa di fama nazionale, direttrice artistica della scuola dove insegna anche nei corsi di modern jazz intermedio e avanzato) e Milena Rosso.
La scelta di qualità della scuola galliatese, che ha deciso solo di affidarsi a insegnanti professionali, è una scelta vincente. Come dimostrano appunto i risultati. Luca Bottigelli, Gaia Bianchini, Elisa Bianchini e Benedetta Galbani sono stati selezionati vincendo la prestigiosa borsa di studio per la “Teen Intensive” della Peridance Capezio’s Centers di New York in programma dal 27 giugno al 17 luglio. Li attende un programma di formazione di tre settimane progettato per giovani danzatori. Un bel traguardo per la scuola che nei giorni scorsi ha centrato un altro obiettivo importante: “Guernica” di Mirella Rosso con gli allievi di RossoLab è risultata la coreografia vincente al Festival della Danza (organizzato dalla Associazione Maria Zybina affiliata alla Russian Ballet Association) sbaragliando la concorrenza di 53 esibizioni in gara. Con la stessa coreografia è arrivato il terzo posto anche al prestigioso Concorso Internazionale di Livorno: 17 le coreografie con cui i danzatori si sono confrontati. I risultati premiano gli investimenti della scuola in insegnanti specializzati pur non essendo RossoLab una accademia. Per questo il classico è da sempre un fiore all’occhiello di questa importante realtà galliatese. 

Tra gli insegnanti di RossoLab c’è Stefano Benedini, già solista del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. A Milano ha realizzato la sua carriera artistica, lavorando con celebri coreografi e partecipando a produzioni classiche e moderne. «Trasmetto quello che ho imparato divertendomi perché il risultato si raggiunge solo quando ci si diverte. Ovviamente lavorando con serietà e disciplina. Il divertimento è una componente fondamentale perché il lavoro è impegnativo, in una fase della vita in cui la muscolatura non è ancora formata per cui c’è tanto lavoro da fare». Un mondo che affascina perché «la danza per le ragazze è tutto. E anche per me. Rimanere in ambito artistico una volta conclusa la carriera significa avere la possibilità di dare quello che ho ricevuto. Se i giovani hanno voglia di imparare allora è più facile trasmettere. Il bagaglio tu ce l’hai, puoi essere un buono e cattivo maestro, ma la conoscenza della danza c’è. Dopo trent’anni in un teatro, dopo aver lavorato con i più grandi del mondo, dopo aver visto 20.000 tecniche diverse sai come muoverti. La cosa più difficile per un maestro è spiegarle. E le esperienze che hai vissuto non devi raccontarle, devono trasparire. Se tu parli e insegni con gioia vuol dire che non hai avuto sofferenze. Ma il presupposto è divertirsi, Ovviamente lavorando con serietà». Quali consigli per le aspiranti ballerine? «Devono fare quello che dice loro il cuore, se si divertono, se hanno voglia, se a loro piace vadano avanti. Perché la danza, che è sudore, stanchezza, male alle gambe, deve piacerti. Guardarsi allo specchio non è solo narcisismo, è un modo per correggersi. Dobbiamo autocorreggerci. Un bagaglio che raccogliamo piano piano». 
Alcuni corsi sono affidati a Loredana Mapelli, già prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Ha lavorato con i principali coreografi, partecipando a tournée scaligere in tutto il mondo e ballando al fianco dei protagonisti della danza internazionale. La incontriamo in sala danza, dove sta lavorando con le sue allieve. Assistere alla lezione è come entrare in un mondo magico, alla ricerca di quei segreti che la danza racchiude. «Trasmettere le mie conoscenze vuol dire cercare di insegnare un modo di muoversi, spiegare come semplificare le difficoltà per andare in punta, trovare gli equilibri sul proprio corpo, usare la muscolatura. Cose che, date dalla propria esperienza di lavoro, si possono trasmettere ai più giovani. Ho sempre coltivato l’insegnamento, non appena conclusi gli studi. Anche nella scuola amatoriale che differisce da quella professionale per questioni di tempo e di impegno giornaliero. L’impegno deve essere rigoroso anche nelle scuole amatoriali dove viene creato un programma ad hoc e meno difficoltoso, ma chi si applica con serietà e segue le direttive riesce a ottenere importanti risultati». 

Impegno che in RossoLab è ripagato dai successi come quelli conseguiti ancora recentemente. «Importante è il lavoro personale: mai fermarsi dove si è arrivati, ma andare avanti. Lavorare forte tutte le volte e migliorandosi con tanto impegno: così si riesce a raggiungere il proprio obiettivo. E acquisire sempre qualcosa in più è una sicurezza». Perché la danza è… «un’arte fantastica, un’arte a 360°: chi si avvicina professionalmente o amatorialmente non riesce più a staccarsene se vive questo mondo con una certa sensibilità. E riesce a esprimere qualcosa che nessun altra attività consente. La danza dà eleganza, insegna ad avere costanza nelle cose, a impegnarsi, indipendentemente dal fatto che diventi la tua professione. Una disciplina che modella anche il corpo ma soprattutto una scuola di vita». A Loredana Mapelli capita di raccontare i favolosi momenti vissuti come prima ballerina. Quando parla del grande Rudolf Nureyev le brillano gli occhi, la voce le trema. Emozioni scolpite per sempre nel cuore: «Ricordo l’ultima volta che lo incontrai, alla Scala per lo Schiaccianoci. Era il 1992. Venne a curare le prove e l’allestimento. Alla fine dello spettacoli era prassi regalare un mazzo di fiori a tutto il corpo di ballo. Presi una di quelle rose: mentre uscivo dai camerini lui rientrava dal palco. I nostri sguardi si incrociarono. Per l’ultima volta. Si riprometteva di tornare ma la malattia glielo impedì. Era una persona speciale. Rigorosa, esigente, anche dura. Ma di grande carisma. Capace di trasmettere tutto quello che un ballerino può dare». Un corpo insegnanti di tutto rispetto quello di RossoLab, completato nel classico da Anastasia Pesare, anche lei diplomata presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. 
v.s.

GALLIATE - Risultati importanti quelli ottenuti di recente dalla scuola di danza di Galliate RossoLab, progetto danza gestito da Mirella (coreografa di fama nazionale, direttrice artistica della scuola dove insegna anche nei corsi di modern jazz intermedio e avanzato) e Milena Rosso.
La scelta di qualità della scuola galliatese, che ha deciso solo di affidarsi a insegnanti professionali, è una scelta vincente. Come dimostrano appunto i risultati. Luca Bottigelli, Gaia Bianchini, Elisa Bianchini e Benedetta Galbani sono stati selezionati vincendo la prestigiosa borsa di studio per la “Teen Intensive” della Peridance Capezio’s Centers di New York in programma dal 27 giugno al 17 luglio. Li attende un programma di formazione di tre settimane progettato per giovani danzatori. Un bel traguardo per la scuola che nei giorni scorsi ha centrato un altro obiettivo importante: “Guernica” di Mirella Rosso con gli allievi di RossoLab è risultata la coreografia vincente al Festival della Danza (organizzato dalla Associazione Maria Zybina affiliata alla Russian Ballet Association) sbaragliando la concorrenza di 53 esibizioni in gara. Con la stessa coreografia è arrivato il terzo posto anche al prestigioso Concorso Internazionale di Livorno: 17 le coreografie con cui i danzatori si sono confrontati. I risultati premiano gli investimenti della scuola in insegnanti specializzati pur non essendo RossoLab una accademia. Per questo il classico è da sempre un fiore all’occhiello di questa importante realtà galliatese. 

Tra gli insegnanti di RossoLab c’è Stefano Benedini, già solista del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. A Milano ha realizzato la sua carriera artistica, lavorando con celebri coreografi e partecipando a produzioni classiche e moderne. «Trasmetto quello che ho imparato divertendomi perché il risultato si raggiunge solo quando ci si diverte. Ovviamente lavorando con serietà e disciplina. Il divertimento è una componente fondamentale perché il lavoro è impegnativo, in una fase della vita in cui la muscolatura non è ancora formata per cui c’è tanto lavoro da fare». Un mondo che affascina perché «la danza per le ragazze è tutto. E anche per me. Rimanere in ambito artistico una volta conclusa la carriera significa avere la possibilità di dare quello che ho ricevuto. Se i giovani hanno voglia di imparare allora è più facile trasmettere. Il bagaglio tu ce l’hai, puoi essere un buono e cattivo maestro, ma la conoscenza della danza c’è. Dopo trent’anni in un teatro, dopo aver lavorato con i più grandi del mondo, dopo aver visto 20.000 tecniche diverse sai come muoverti. La cosa più difficile per un maestro è spiegarle. E le esperienze che hai vissuto non devi raccontarle, devono trasparire. Se tu parli e insegni con gioia vuol dire che non hai avuto sofferenze. Ma il presupposto è divertirsi, Ovviamente lavorando con serietà». Quali consigli per le aspiranti ballerine? «Devono fare quello che dice loro il cuore, se si divertono, se hanno voglia, se a loro piace vadano avanti. Perché la danza, che è sudore, stanchezza, male alle gambe, deve piacerti. Guardarsi allo specchio non è solo narcisismo, è un modo per correggersi. Dobbiamo autocorreggerci. Un bagaglio che raccogliamo piano piano». 
Alcuni corsi sono affidati a Loredana Mapelli, già prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano. Ha lavorato con i principali coreografi, partecipando a tournée scaligere in tutto il mondo e ballando al fianco dei protagonisti della danza internazionale. La incontriamo in sala danza, dove sta lavorando con le sue allieve. Assistere alla lezione è come entrare in un mondo magico, alla ricerca di quei segreti che la danza racchiude. «Trasmettere le mie conoscenze vuol dire cercare di insegnare un modo di muoversi, spiegare come semplificare le difficoltà per andare in punta, trovare gli equilibri sul proprio corpo, usare la muscolatura. Cose che, date dalla propria esperienza di lavoro, si possono trasmettere ai più giovani. Ho sempre coltivato l’insegnamento, non appena conclusi gli studi. Anche nella scuola amatoriale che differisce da quella professionale per questioni di tempo e di impegno giornaliero. L’impegno deve essere rigoroso anche nelle scuole amatoriali dove viene creato un programma ad hoc e meno difficoltoso, ma chi si applica con serietà e segue le direttive riesce a ottenere importanti risultati». 

Impegno che in RossoLab è ripagato dai successi come quelli conseguiti ancora recentemente. «Importante è il lavoro personale: mai fermarsi dove si è arrivati, ma andare avanti. Lavorare forte tutte le volte e migliorandosi con tanto impegno: così si riesce a raggiungere il proprio obiettivo. E acquisire sempre qualcosa in più è una sicurezza». Perché la danza è… «un’arte fantastica, un’arte a 360°: chi si avvicina professionalmente o amatorialmente non riesce più a staccarsene se vive questo mondo con una certa sensibilità. E riesce a esprimere qualcosa che nessun altra attività consente. La danza dà eleganza, insegna ad avere costanza nelle cose, a impegnarsi, indipendentemente dal fatto che diventi la tua professione. Una disciplina che modella anche il corpo ma soprattutto una scuola di vita». A Loredana Mapelli capita di raccontare i favolosi momenti vissuti come prima ballerina. Quando parla del grande Rudolf Nureyev le brillano gli occhi, la voce le trema. Emozioni scolpite per sempre nel cuore: «Ricordo l’ultima volta che lo incontrai, alla Scala per lo Schiaccianoci. Era il 1992. Venne a curare le prove e l’allestimento. Alla fine dello spettacoli era prassi regalare un mazzo di fiori a tutto il corpo di ballo. Presi una di quelle rose: mentre uscivo dai camerini lui rientrava dal palco. I nostri sguardi si incrociarono. Per l’ultima volta. Si riprometteva di tornare ma la malattia glielo impedì. Era una persona speciale. Rigorosa, esigente, anche dura. Ma di grande carisma. Capace di trasmettere tutto quello che un ballerino può dare». Un corpo insegnanti di tutto rispetto quello di RossoLab, completato nel classico da Anastasia Pesare, anche lei diplomata presso la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. 
v.s.