Cultura

In 250 poeti hanno partecipato alla prima edizione del concorso "Borgopoesia": le premiazioni in Marazza

La cerimonia è stata celebrata nel cortile interno della Villa Marazza.

In 250 poeti hanno partecipato alla prima edizione del concorso "Borgopoesia": le premiazioni in Marazza
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A Borgomanero sono stati premiati i vincitori di "Borgopoesia", la prima edizione del concorso che unisce le due iniziative storiche della città.

"Borgopoesia" in 250 anche dall'estero per la prima edizione del concorso di poesia

Sono stati in tutto 250 gli autori (seniores e juniores) che hanno partecipato alla prima edizione del concorso di poesia «Borgopoesia». L’iniziativa è il risultato dell’unione dei due premi poetici presenti in città da oltre 20 anni, quello dedicato alla figura di Achille Marazza (organizzato dalla fondazione) e quello della Città di Borgomanero, organizzato dal circolo culturale don Bernini. Nel cortile interno di Villa Marazza sabato le premiazioni: è un autore di Cuneo, Marco Incognito, il vincitore della sezione Juniores, con il componimento «Tramonto d’estate», mentre il vincitore della sezione Seniores è un autore di Padova, Maurizio Casagrande, che ha proposto un componimento in dialetto padovano (con traduzione a fronte), intitolato «Il vecchio Laerte padre di nessuno». Alla prima edizione dell’iniziativa hanno partecipato autori anche dall’estero, ma ci sono state poesie scritte anche da autori borgomaneresi, che si sono classificate alle selezioni finali. Il risultato ha fatto guadagnare loro una menzione d’onore, e sono Marco Cera e Camilla Pastore, entrambi per la categoria juniores (sotto i 25 anni). Gli altri diplomi sempre juniores sono stati consegnati a Lorenzo Pataro (Cosenza), Arianna Vartolo (Roma). Per la categoria seniores i diplomi sono stati consegnati ai milanesi Emilio Barbato e Riccardo Tammaro, al padovano Fabio Chierici e all’udinese Giovanni Tuzet. All’evento, presentato dall’attore Giulio Greco e l’editore Giuliano Ladolfi, ha preso parte anche l’autrice Bianca Garavelli, che ha presentato il suo ultimo libro «Le terzine perdute di Dante», in occasione del 700° anniversario della morte del padre della lingua italiana. «Dante - così Ladolfi, lamentando una certa celebrazione sterile del poeta fiorentino - non deve essere un reperto museale: deve scuotere le coscienze ancora oggi». Durante l’evento sono stati recitati alcuni canti della Divina Commedia, e il professore Massimo Zanetta ha lanciato una proposta, sempre per la celebrazione del settecentesimo anniversario dantesco, alla città. Chi vuole può leggere un canto filmandosi: «Sarebbe l’ideale suggello per un anno così importante sia per il 50° anniversario della Fondazione Marazza che per l’anniversario dantesco. Il piano è quello di arrivare, entro la fine di luglio, ad avere l’elenco dei cento lettori (uno per cantica). Per informazioni si può scrivere a marazzadant@gmail.com».

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