Tradizione

La Peschiera di Dorbiè tra i Luoghi del cuore del Fai

Il Comitato punta al recupero totale della struttura

La Peschiera di Dorbiè tra i Luoghi del cuore del Fai
Arona, 19 Settembre 2020 ore 07:00

La Peschiera di Dorbiè, o di San Maurizio, è entrata ufficialmente a far parte dei “Luoghi del cuore” del Fai.

La Peschiera di Dorbiè valorizzata grazie ai volontari

Un comitato che è anche un team di appassionati, i cui componenti hanno tutta l’intenzione di promuovere il recupero e la ristrutturazione della peschiera di Dorbié o di San Maurizio. E’ questa l’idea alla base del progetto degli “Amici della Peschiera”, che ha inserito l’antico complesso di pesca di fronte alla ciclabile di via Vernome, ormai unico in tutta la zona, tra i «Luoghi del cuore» del Fai, Fondo ambiente italiano. Il comitato è promosso da Guido Lovisolo ed è sostenuto da un gruppo di cittadini composto da Adriano Fanchini (ex assessore all’ambiente in Comune e pescatore), Rina Paola Bellotti, Giuseppina e Sergio Paracchini, rappresentanti delle famiglie che hanno ottenuto la concessione di utilizzo della peschiera, e l’autrice del libro “L’ultima peschiera, storia e storie sulla pesca delle anguille a Castelletto Sopra Ticino”, Ornella Bertoldini.

L’obiettivo è quello di recuperare un monumento del passato

Il progetto gode del patrocinio non oneroso del Comune e dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del lago Maggiore. L’obiettivo è quello di recuperare quello che è un vero e proprio «monumento» della cultura materiale, non solo locale, ma di tutto il Ticino, riportandolo alla sua forma originale. “L’interesse sempre manifestato da parte di tante persone, non solo castellettesi e non solo pescatori, per ridare alla peschiera il suo assetto iniziale ci auguriamo sia determinante per un recupero tanto atteso – commentano dal Comitato – alla loro sensibilità oggi si aggiunge il Fai, che ringraziamo per avere accolto la peschiera tra i “Luoghi del cuore””. Votare per il proprio Luogo del cuore preferito (a Castelletto c’è anche il castello visconteo) è semplice. Basta collegarsi al sito internet del Fai e digitare “Peschiera di Dorbiè” nel campo di ricerca.

Una costruzione ricca di storia

Quella di Castelletto è a tutti gli effetti l’ultima peschiera presente sul Ticino. L’ultimo passaggio di proprietà del manufatto risale al 1864, quando il marchese don Alberto Serafino Visconti cedette i diritti di pesca sul fiume della peschiera e di altre zone per 1.250 lire a Giuseppe Barberi. Vi lavorarono prima i membri della famiglia Barberi e poi i Paracchini, che ereditarono i diritti sulla peschiera nel 1919. Nelle reti della peschiera finivano le prelibate anguille, rivendute di sovente a Milano, e molti altri pesci. E così, mentre per le altre peschiere sul fiume arrivò l’ordine di distruzione, la peschiera di San Maurizio si salvò, perché non intralciava il canale navigabile e il defluire delle piene non ha mai minacciato la sua sopravvivenza. Per il progetto di ristrutturazione si era mosso anni fa l’allora presidente della Provincia Sergio Vedovato, che ottenne dalla Regione un contributo assegnato al Parco piemontese della Valle del Ticino. Da allora l’iter è proseguito con una lunga serie di verifiche strutturali e di sicurezza ambientale da parte dell’Agenzia interregionale per il fiume Po.
Oggi la struttura risulta ridotta, ma resiste ancora e il progetto di recupero trova una sua legittimazione nell’approfondito lavoro di ricerca condotto da Ornella Bertoldini con l’importante contributo delle famiglie Barberi-Belotti, Paracchini, Guenzi, i Cimilin e i Tufin. La ricerca è stata raccolta nel libro “L’ultima peschiera, storia e storie sulla pesca delle anguille a Castelletto Sopra Ticino”, edito in collaborazione con il Comune, la Fondazione Morino e l’allora Parco piemontese della Valle del Ticino.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Gite in treno
Curiosità