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A lezione con l'egittologo

L’idea del Museo Egizio in tempi di emergenza: andare “a scuola” con i ragazzi

Rispondere alle esigenze dettate dal Covid si è trasformato in un'occasione di sviluppo dell’area didattica che in futuro potrà continuare a essere sfruttata.

L’idea del Museo Egizio in tempi di emergenza: andare “a scuola” con i ragazzi
Cultura 12 Aprile 2021 ore 12:25

Per rispondere al complesso momento vissuto dal sistema scolastico italiano per effetto dell’emergenza sanitaria, il Museo Egizio promuove una nuova iniziativa dedicata agli studenti, come riportano i colleghi di primatorino.it

Sotto la guida di un egittologo

L’esperienza avviene nel corso di un collegamento live con un egittologo: oltre a esplorare alcuni elementi di base sulla cultura faraonica, viene offerta agli studenti l’opportunità di scoprire nel dettaglio i reperti della collezione e di interagire con gli esperti del Museo.

Il corso è arricchito di contributi video, animazioni e grafiche realizzate ad hoc, ma anche alcuni momenti di “motricità” in tema egizio per i ragazzi, per rendere meno statica la fruizione.

I moduli disponibili

Finora sono disponibili due moduli attualmente, entrambi rivolti alle scuole primarie: il percorso “Storie di acqua, di terra e di sabbia. Vita quotidiana in Egitto” conduce alla scoperta del territorio, del clima e delle abitudini degli antichi abitanti della Valle del Nilo, mentre il percorso “Storie dell’altro mondo. Religione e culti funerari” offre un focus speciale sui culti e sui riti funerari della cultura faraonica.

L’emergenza che diventa opportunità

Insomma, ciò che è nato per rispondere all’emergenza Covid, si è trasformata in un’occasione di sviluppo dell’area didattica che in futuro potrà essere sfruttata anche da nuovi pubblici: superando eventuali problemi di mobilità. La didattica a distanza è inoltre disponibile in altre lingue.

Christian Greco, direttore del Museo Egizio

Christian Greco, direttore del Museo Egizio dichiara

Quello che proponiamo è un approccio integrato non alternativo alla visita museale. Si è lavorato molto per raccontare gli oggetti, narrarne la biografia, mettere in relazione artefatti situati in luoghi fisici diversi, facendo ricorso a modalità narrative innovative. La collezione ritrova anche in questo modo la sua dimensione pubblica, indagando e sperimentando un modello di didattica nuovo che mette in dialogo materiale e immateriale, e restituendo al museo il suo ruolo educativo e formativo.