"Next to normal" nasce al Teatro Coccia. E' la versione italiana

"Next to normal" nasce al Teatro Coccia. E' la versione italiana
Cultura 21 Febbraio 2015 ore 18:05

NOVARA – Un prodotto novarese. È la versione italiana di “Next to Normal”, uno dei maggiori successi di Broadway degli ultimi anni. Lo spettacolo, nato all’ombra della Cupola, debutterà sabato 7 marzo al Teatro Coccia che ospita anche la residenza di allestimento. La regia è del novarese Marco Iacomelli (il curriculum parla per lui) in una produzione firmata da Andrea Manara e Davide Ienco in collaborazione con la Compagnia della Rancia. Sono i fondatori della Scuola del Teatro Musicale nata a Novara nel 2013: grazie a questa realtà sempre più solida nel panorama nazionale lo spettacolo approda in Italia. Giovedì al Piccolo Coccia si svelano le carte. C’è grande curiosità in città per questa creazione tutta novarese. «Prima la proposta di aprire una scuola di teatro musicale – spiega Renata Rapetti, direttore del Coccia – e ora la produzione di “Next to Normal”. La passione, l’entusiasmo e anche un pizzico di incoscienza da parte di questi tre ragazzi li hanno portati a creare qualcosa di importante. Come teatro possiamo produrre solo opere liriche, ma che altri spettacoli possano nascere sul palco del Coccia è per noi è motivo di grande soddisfazione. Hanno rischiato ma hanno fatto centro. E stanno avendo grande successo. Ora producono un musical non scontato e che va in una direzione diversa. Hanno coraggio. E osano. Qui da noi. Bravi».

NOVARA – Un prodotto novarese. È la versione italiana di “Next to Normal”, uno dei maggiori successi di Broadway degli ultimi anni. Lo spettacolo, nato all’ombra della Cupola, debutterà sabato 7 marzo al Teatro Coccia che ospita anche la residenza di allestimento. La regia è del novarese Marco Iacomelli (il curriculum parla per lui) in una produzione firmata da Andrea Manara e Davide Ienco in collaborazione con la Compagnia della Rancia. Sono i fondatori della Scuola del Teatro Musicale nata a Novara nel 2013: grazie a questa realtà sempre più solida nel panorama nazionale lo spettacolo approda in Italia. Giovedì al Piccolo Coccia si svelano le carte. C’è grande curiosità in città per questa creazione tutta novarese. «Prima la proposta di aprire una scuola di teatro musicale – spiega Renata Rapetti, direttore del Coccia – e ora la produzione di “Next to Normal”. La passione, l’entusiasmo e anche un pizzico di incoscienza da parte di questi tre ragazzi li hanno portati a creare qualcosa di importante. Come teatro possiamo produrre solo opere liriche, ma che altri spettacoli possano nascere sul palco del Coccia è per noi è motivo di grande soddisfazione. Hanno rischiato ma hanno fatto centro. E stanno avendo grande successo. Ora producono un musical non scontato e che va in una direzione diversa. Hanno coraggio. E osano. Qui da noi. Bravi».
“Next to Normal” ha vinto 3 premi ai Tony AwardsTM 2009 e anche il Premio Pulitzer per la Drammaturgia nel 2010. Presenta diverse peculiarità che sono una svolta, un punto di rottura, una piccola rivoluzione nel mondo del teatro musicale, che il regista Marco Iacomelli sposa, diventando rappresentative dell’obiettivo di voler mettere in scena un prodotto teatrale innovativo, affrontando temi talvolta distanti dalla tradizione italiana del genere. Missione perseguita con passione attraverso STM insieme ai co-fondatori Andrea Manara e Davide Ienco. «Un testo che ha toccato profondamente la mia esperienza teatrale – così Iacomelli -. Ho visto lo spettacolo a Broadway tre anni fa. Non è una storia di lustrini e paillettes, ma una storia di relazione e di persone. Si svolge nell’arco dei sei mesi, quando avvengono tutti i cambiamenti. Sono uscito scioccato dal teatro, non mi era mai capitato di emozionarmi così tanto per delle relazioni e non un effetto scenico, se non in un teatro di prosa. Ci sono voluti quattro anni per portarlo qui, lo spettacolo è stato rappresentato con successo in tutto il mondo, da Israele alla Corea. Non ha niente di eclatante a livello scenico, ma è tutto giocato sugli interpreti. E io ho trovato i migliori possibili. Quelle della famiglia Goodman sono relazioni che si scoprono in divenire, storie di promesse, la storia di una figlia che vuole emanciparsi, di un figlio che vuole manifestare la sua voglia di vivere, di due medici alle prese con farmacologia e psicoterapia, la storia di una madre alla ricerca di se stessa, della felicità. Ora ci fermiamo. Lo spettacolo deve essere maturato a casa. Ci vediamo tra una settimana. Si tratta di guardarsi negli occhi. La cosa più difficile da fare». I personaggi dello spettacolo, di cui è stato prodotto il disco, si cimentano con la potente teatralità di una partitura musicale di stampo rock: «Tutta musica, le parole saranno dosate – ancora Iacomelli -. Il testo è stato rivisto: come scenografia l’indirizzo è quello della produzione di Broadway. Emozionante perché, chiedete? Lo spettatore sarà trasportato in un gigantesco susseguirsi di eventi che sono normali ma ci dicono quanto è complessa la nostra esistenza». Andrea Ascari, autore delle liriche e del libretto italiani: «La storia non deriva da un libro o da un film, va controcorrente. Inventare in questo settore è difficile, è delicato mettere insieme musica e testo. Un meccanismo a orologeria: la musica è l’emozione che quelle parole e situazioni danno, una totale appartenenza, nessuno stacco. Non è rappresentazione, è quello che accade dentro e nelle nostre vite».

Eleonora Groppetti